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S. Alfonso Maria de Liguori
Vittorie dei Martiri

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§. 50. De ss. Pietro, Doroteo e Gorgonio.

1. Stando Diocleziano nel suo palazzo in Nicomedia, avvenne che quello si pose a fuoco; dal che il principe restò molto atterrito. Gli fu detto che i cristiani erano stati gli operatori di quell'incendio, per farlo morir bruciato: onde Diocleziano risolse di togliere dall'imperio tutti i cristiani, e perciò mandò ordine a tutti i governatori, che sotto pena di perdere non solo la carica, ma anche la vita, avessero data la morte a tutti i cristiani senza eccezione.

2. Galerio gran nemico de' fedeli e genero di Diocleziano, affin di più irritarlo contro di essi, fece di nuovo mettere a fuoco il palazzo e poi fece intendere all'imperatore che gli stessi officiali del palazzo, ch'erano cristiani, erano stati autori dell'incendio, per far perire in quello insieme cogli altri anche i due imperatori. Allora Diocleziano diede in furia, e fra gli altri fece chiamare uno degli eunuchi della camera nomato Pietro, il quale era zelante cristiano e gli fece intimare che bisognava subito o sacrificare agli dei o perder la vita. Rispose Pietro: Io sono pronto a perder la vita, ma non voglio mai perder la fede. Come volete ch'io sacrifichi a' demonj che sono nostri nemici? Ciò detto, fu sospeso in aria e lacerato colle sferze per tutto il corpo; e poi calato che fu, fugli posto aceto e sale sopra le piaghe. Indi, perché Pietro dimostravasi invincibile, fu messo su d'una graticola con fuoco da sotto, ed in quel tormento l'eroe cristiano terminò la vita.

3. Diocleziano sapeva che Doroteo suo cameriere maggiore, e Gorgonio anche, uno de' primi officiali di sua camera, erano cristiani, ma perché gli amava per la loro bontà e fedeltà, non sapea risolversi a farli morire. Frattanto i due santi, avendo veduto anzi invidiato il martirio di Pietro, un giorno trovandosi soli presso Diocleziano, gli esposero con rispetto l'abuso che faceano gli altri della sua bontà con irritarlo contro gl'innocenti; onde gli dissero: Signore, che male avea fatto Pietro, che meritasse una morte così crudele? È vero ch'era cristiano, ma quali sudditi avete voi in tutto l'imperio più fedeli de' cristiani? Noi anche siamo cristiani, se questo è delitto, noi siamo pronti a morire anche per questo che non è delitto, anzi nostro obbligo di adorare un solo e vero Dio. L'imperatore dopo questa protesta restò sorpreso fra l'amore e l'odio; ma presto venne Galerio e lo fece determinare a costringere i due santi o a lasciar la loro fede o a patir la morte. Per lo che in quel punto li fece battere con tanta crudeltà che il sangue scorreva in tal copia, che per allora fece cessare la carnificina, per non vederli spirare in quel punto. Ma vedendoli poi ancora vivi ed intrepidi, li fece arrostire ambedue a fuoco lento sovra d'una graticola, e finalmente li fece strozzare: e così i due santi martiri consumarono il loro sacrificio ai 9. di settembre nell'anno 302. Oh che belli esempj di amore a Dio! che belli olocausti! che belle vittime gradite a Dio! Le loro reliquie furono portate


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in Roma e poste nella via Latina, donde Gregorio IV. di poi le fece trasferire nella chiesa di s. Pietro. Ma nell'anno 764. il papa Paolo I., concesse il corpo di s. Gorgonio al vescovo di Metz, che poi nell'anno 1595. fu trasportato in Pont a Mausson, ove al presente riposa.




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