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S. Alfonso Maria de Liguori
Vittorie dei Martiri

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§. 53. Di s. Sebastiano.

1. San Sebastiano nacque da genitori cristiani, che abitavano in Narbona nella Linguadocca, ma erano originarj di Milano. Dice s. Ambrogio che s. Sebastiano pel suo bel talento e per la probità de' costumi fu prima molto amato da Diocleziano, che lo fece capitano della prima compagnia delle sue guardie. Il santo valeasi di questo posto per impiegar le sue facoltà in beneficio de' poveri e le sue fatiche in aiuto de' cristiani, e specialmente di coloro che in gran numero languivano nelle carceri. Egli li soccorreva, dava loro animo a patire per Gesù Cristo, in somma era egli il sostegno di tutti i fedeli perseguitati.

2. Avvenne fra questo tempo che i due fratelli Marco e Marcelliano, cavalieri romani, i quali aveano già sofferte con fortezza le torture, finalmente fossero condotti alla morte. In questo tempo vennero Tranquillino loro padre e Marcia loro madre, i quali erano pagani, accompagnati dalle mogli e dai figliuoli de' due confessori di Cristo, ed ottennero colle loro lagrime dal giudice Cromazio, che la sentenza fosse differita per trenta giorni. Fra questo tempo ognuno può pensare le preghiere, le tenerezze che usarono quei parenti per far prevaricare i due santi fratelli; in somma furono tali, che i medesimi mossi da quelle battaglie, cominciavano già a vacillare. Ma s. Sebastiano


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accortosi del loro pericolo, subito corse a soccorrerli; e Dio benedisse talmente le sue parole, che non solo confortò i due fratelli a ricevere con allegrezza la morte di lancia, dopo essere stati un giorno ed una notte trafitti in un patibolo ne' piedi co' chiodi, ma convertì anche alla fede tutti i loro nominati congiunti, ed inoltre trasse alla fede Nicostrato officiale di Cromazio e Claudio custode della prigione e 64. altri carcerati ch'erano idolatri.

3. Ma il prodigio maggiore fu la conversione dello stesso Cromazio, vicario del prefetto. Egli, sapendo che Tranquillino aveva abbracciata le fede, se lo fece chiamare, e gli disse: Sei forse divenuto pazzo negli ultimi giorni di tua vita? Rispose il buon vecchio: Anzi ora con farmi cristiano sono divenuto savio, preferendo la vita eterna alla vita di poche ore che mi toccherà in questo mondo. Indi lo fece abboccare con s. Sebastiano, che appieno lo persuase essere la religion cristiana l'unica vera. Onde Cromazio si battezzò con tutta la sua famiglia e con 1400. suoi schiavi, ai quali diede la libertà. Indi rinunziò alla sua carica e si ritirò a vivere in campagna.

4. Fabiano successor di Cromazio, avvisato che Sebastiano confortava tutti i cristiani a star forti nella fede, e convertiva anche i pagani, ne diede parte all'imperatore; il quale, avendosi fatto presentare il santo, gli rimproverò il suo delitto nell'indurre i suoi sudditi ad essere cristiani. San Sebastiano rispose ch'egli credea con ciò prestare il maggior servizio che poteva all'imperio; mentre lo stato non poteva ricever maggior bene che l'avere sudditi cristiani, che quanto più sono fedeli a Gesù Cristo, tanto più sono fedeli al loro principe.

5. L'imperatore sdegnato per tale risposta, ordinò che subito fosse il santo legato ad un palo e trafitto colle frecce da' soldati. La sentenza fu subito eseguita, e fu lasciato s. Sebastiano come morto; ma una santa vedova chiamata Irene, andata alla notte seguente per seppellirlo, lo trovò ancor vivo; onde segretamente se lo fece portare in sua casa; dove il santo poi, essendo guarito, andò un giorno a trovar l'imperatore e gli disse: Principe, è possibile che vogliate credere sempre alle calunnie inventate contro i cristiani? Ritorno a dirvi che voi non avete sudditi più utili e fedeli nello stato che i cristiani, i quali colle loro orazioni vi ottengono tutte le vostre prosperità. Diocleziano sorpreso nel vedere s. Sebastiano ancora in vita: Come , gli disse, tu sei ancor vivo? - Sì, rispose il santo, il Signore mi ha conservata la vita, acciocché io manifesti l'empietà che voi commettete in perseguitare i cristiani.

6. Allora l'imperatore più irritato ordinò che il santo fosse flagellato sino a spirar l'anima; e così avvenne, e il santo andò a ricevere in cielo la corona del martirio ai 20. di gennaio verso l'anno 288. I pagani gettarono il corpo del santo martire in una fogna, ma quello restò sospeso ad un arpione; onde Lucina, dama di gran virtù, mandò a prenderlo, e lo seppellì nell'ingresso del cimiterio denominato anche oggidì: La catacomba di s. Sebastiano.




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