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S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio alla Morte

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PUNTO III

Consideriamo in terzo luogo che Maria è un'avvocata così pietosa che non solo aiuta chi a lei ricorre, ma ella stessa va cercando i miseri per difenderli e salvarli. Ecco com'ella chiama tutti, con darci animo a sperare ogni bene, se a lei ricorriamo: «In me omnis spes vitae et virtutis: transite ad me omnes» (Eccli. 24. 25).1 Commenta questo passo il divoto Pelbarto:2 «Vocat omnes, iustos, et peccatores». Il demonio va sempre in giro, dice S. Pietro, cercando chi divorare: «Circuit quaerens quem devoret» (1 Petr. 5).3 Ma questa divina Madre, dice Bernardino4 da Bustis,5 va in giro cercando chi può salvare: «Ipsa semper circuit, quaerens quem salvet» (Marial. par. 3. Serm. 3). Maria è madre di misericordia, perché la misericordia, che ha ella di noi, fa che ci compatisca e cerchi sempre di salvarci; come una madre che non può vedere i suoi figli in pericolo di perdersi, e lasciar d'aiutarli. E chi mai, dice S. Germano,6 dopo Gesu-Cristo, ha più cura della nostra salute, che Voi, o Madre di misericordia? «Quis post Filium tuum curam gerit generis humani sicut tu?» (Serm. de Zona Virg.). Aggiunge S. Bonaventura7 che Maria è così sollecita in soccorrere


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i miserabili, che sembra non avere maggior desiderio che questo: «Undique sollicita es de miseris; solum misereri videris appetere» (Super Salve Reg.).

Ella certamente ci soccorre, quando a lei ricorriamo, e niuno mai è da lei discacciato. «Tanta est eius benignitas», dice l'Idiota,8 «ut nemo ab ea repellatur» (Praefat. in Cantic.). Ma ciò non basta al cuore pietoso di Maria, soggiunge Riccardo di S. Vittore.9 Ella previene le nostre suppliche, e s'impiega ad aiutarci prima che noi la preghiamo: «Velocius occurrit eius pietas, quam invocetur, et causas miserorum anticipat» (In Cant. cap. 23). In oltre dice lo stesso autore che Maria é così piena di misericordia, che quando vede miserie, subito sovviene, e non sa vedere il bisogno d'alcuno, e non soccorrerlo: «Adeo replentur ubera tua misericordia, ut alterius miseriae notitia tacta, lac fundant misericordiae, nec possis miserias scire, et non subvenire». Così ella facea sin da che viveva in questa terra, come sappiamo dal fatto accaduto nelle nozze di Cana di Galilea, allorché mancando il vino ella non aspettò d'esser pregata, ma compatendo l'afflizione e 'l rossore di quegli sposi, cercò al Figlio che l'avesse consolati, dicendo: «Vinum non habent»;10 e già ottenne che 'l Figlio con un miracolo cangiasse l'acqua in vino. Or se, dice S. Bonaventura,11 era così grande la pietà di Maria verso gli afflitti, mentre ancora stava in questo mondo, molto più grande certamente è la sua pietà, con cui ci soccorre, ora che sta in cielo, donde meglio vede le nostre miserie e più ci compatisce: «Magna fuit erga miseros misericordia Mariae adhuc exsulantis in mundo, sed multo maior est regnantis in coelo» (In spec. B. V. cap. 8). E soggiunge il Novarino12 che se Maria ancorché non pregata si dimostrò così pronta a soccorrere, quanto sarà ella più attenta a consolar


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chi la prega? «Si tam prompta ad auxilium currit non quaesita, quid quaesita praestitura est?»

Ah non lasciamo mai di ricorrere in tutti i nostri bisogni a questa divina Madre, la quale si fa trovare sempre apparecchiata ad aiutar chi la prega. «Invenies semper paratam auxiliari», dice Riccardo di S. Lorenzo.13 E soggiunge Bernardino da Bustis14 che più desidera ella di far grazie a noi, che noi non desideriamo di riceverle da Lei: «Plus vult illa bonum tibi facere, et gratiam largiri, quam tu accipere concupiscas» (Marial. 1. Serm. 5. de Nom. Mar.). E perciò dice che quando a lei ricorreremo, la troveremo sempre colle mani piene di grazie e di misericordie: «Invenies eam in manibus plenam misericordia et liberalitate».15 È tanto il desiderio, dice S. Bonaventura, che ha Maria di farci bene e di vederci salvi, ch'ella si chiama offesa non solo da chi le fa qualche ingiuria positiva, ma anche da coloro che non le cercano16 grazie: «In te Domina peccant, non solum qui tibi iniuriam irrogant, sed etiam qui te non rogant» (S. Bon. in Spec. Virg.). Ed all'incontro afferma il santo che chi ricorre a Maria (s'intende sempre con volontà di emendarsi) egli è già salvo; onde la chiama: «O salus te invocantium»:17 Salute di chi v'invoca. Ricorriamo dunque sempre a questa divina Madre, e diciamole sempre ciò che questo santo le diceva: «In te Domina speravi, non confundar in aeternum».18 O Signora, o Madre di Dio Maria, no che non mi dannerò, avendo posto in19 Voi le mie speranze.


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Affetti e preghiere

O Maria, ecco a' piedi vostri un misero schiavo dell'inferno che vi cerca pietà. È vero ch'io non merito alcun bene, ma voi siete madre di misericordia, e la pietà si usa con chi non la merita. Tutto il mondo vi chiama il rifugio, e la speranza de' peccatori; dunque voi siete il rifugio e la speranza mia. Son pecorella perduta, ma per salvare queste pecorelle perdute venne dal cielo il Verbo eterno, e si fece vostro Figlio; ed egli vuole ch'io ricorra a Voi, e Voi mi soccorriate colle vostre preghiere. «Sancta Maria Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus». O gran Madre di Dio, Voi pregate per tutti, pregate il vostro Figlio anche per me. Ditegli ch'io son vostro divoto, e che voi mi proteggete. Ditegli che in Voi ho poste io le mie speranze. Ditegli che mi perdoni, e ch'io mi pento di tutte le offese che gli ho fatte. Ditegli che mi doni per sua misericordia la santa perseveranza. Ditegli che mi conceda la grazia d amarlo con tutto il cuore. Ditegli in somma che mi volete salvo. Egli fa quanto Voi gli domandate.

O Maria speranza mia, in Voi confido, abbiate pietà di me.




1 [11.] Eccli., 24, 25-26.



2 [12.] PELBARTUS DE THEMESWAR, Stellarium coronae gloriosissimae Virginis, l. I, p. IV, art. I, quarto; Venetiis 1586, f. 19: «Transite, inquit, ad me omnes. Nullum excipit: sed omnes, iustos et peccatores, viros et mulieres, parvulos et magnos, dulciter beata Virgo invitat ad se honorandum, ad se salutandum et eius patrocinia implorandum».



3 [13.] I Petr., 5, 8.



4 [15.] Bernardino) Bernardo BR1 BR2.



5 [15.] BERNARDINUS DE BUSTO, Mariale, p. III, sermo I, Mediolani 1493, f. I: «Ipsa semper circuit, quaerens quem salvet, more bonorum medicorum qui circuunt civitatem curando aegros, ex quo appellantur circuitores».



6 [20.] S. GERMANUS, In Encaenia venerandae aedis SS. Deparae, in eius zonam et in fascias D. N. Iesus Christi; PG 98, 379.



7 [23.] Ps. BONAVENTURA, Stimulus amoris, Medit. super Salve Regina (Tra le Opera S. Bonaventurae, VIII, Lugduni 1668, 231): «Undique sollicita de miseris, undique misericordia vallaris, solum misereri videris appetere». Vedi sopra la nota a p. 317: [10.] “Ps. BONAVENTURA, Stimulus amoris, p. III, c. 19, medit. super Salve Regina: «O certe Dei nostri mira benignitas, qui suis reis te, Domina, tribuit advocatam ut a Filio inter nos et ipsum iudicem constitutam, quod volueris pro nobis valeas impetrare». In passato l'opera venne attribuita a s. Bonaventura: Opera S. Bonaventurae, VII, Lugduni 1668, 233, col. I. Oggi i critici sono propensi a riconoscerne autore FR. IACOBUS, lector Mediolanensis, O. Min., che l'avrebbe compilata da vari libri, specie di s. Bonaventura e Fr. David di Augusta: cfr. Opera S. Bonaventurae, VIII, Ad Claras Aquas 1898, p. CXI (Prolegomena, col. I, n. 3).”



8 [5.] IDIOTA (Raymundus Iordanus), Contemplationes super vita gloriosae V. M., proemium; Summa aurea, IV, Parisiis 1862, col. 851: «Tanta est eius benignitas, quod nulli formidandum est accedere ad eam; et tanta eius misericordia, quod ab ea nullus repellitur».



9 [7.] RICHARDUS A S. VICTORE, Explicatio in Cant. Canticorum, c. 23; PL 196, 475: «Velocius currit eius pietas quam invocetur, et causas miserorum anticipat. Adeo pietate replentur ubera tua, ut alicuius miseriae notitia tacta lac fundant misericordiae, nec possis miserias scire et non subvenire».



10 [19.] Ioan., 11, 3.



11 [20.] PS. BONAVENTURA, Speculum B. M. V., lect. X: «Magna enim erga miseros fuit misericordia Mariae exsulantis in mundo, sed multo maior erga miseros est misericordia eius iam regnantis in caelo». Tra le Opere di s. Bonaventura, VI, Lugduni 1668, 444, ma è di CONRADUS Saxon.



12 [26.] NOVARINUS A., Electa sacra, l. IV: Umbra Virginea, exc. 72, n. 668; Venetiis 1632, 287: «Si tam prompta et cita ad auxilium ferendum currit non quaesita, quid requisita praestitura est?»



13 [5.] RICHARDUS A S. LAUR., De laudibus B. M. V., l. II, c. I, n. 7: «Assidentem enim illam foribus suis inveniet et semper paratam auxiliari et pulsantem ut intret». Tra le Opere di S. Alberto M., XX, Lugduni 1651, 34.



14 [6.] BERNARDINUS DE BUSTO, Mariale, p. II, De electissima Sponsae Dei Nativitate, sermo V; Mediolani 1493, f. k 3: «Invenies enim eam in manibus plenam curialitate, pietate, misericordia, gratiositate et largitate. Plus enim desiderat ipsa facere tibi bonum et largiri aliquam gratiam quam tu accipere concupiscas».



15 [12.] SALAZAR, In Proverbis, VIII, 36, Parisiis 1619, 725: «Verba sunt Bonaventurae in Speculo: Non solum in te peccant qui tibi iniuriam irrogant, sed etiam qui te non rogant». Nello Speculum mancano queste parole.



16 [15.] cercano) chiedono VR BR1 BR2.



17 [19.] Psalterium B. M. V.; (tra le Opere di s. Bonaventura, VI, Lugduni 1668, 480): «Tu salus te invocantium». Circa il vero autore di questo scritto vedi l'ed. di Quaracchi 1898, VIII, p. CXI.



18 [21.] Ibid., «In te, Domina, speravi: non confundar in aeternum».



19 [22.] posto) poste BR2.






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