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S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio alla Morte

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PUNTO I

Il nostro amante Salvatore, dovendo partire da questo mondo, dopo di aver1 colla sua morte compita l'opera della nostra redenzione, non volle lasciarci soli in questa valle di lagrime. «Niuna lingua è bastante (dicea2 S. Pietro d'Alcantara),3 a poter dichiarare la grandezza dell'amore, che Gesù porta ad ogni anima; e perciò volendo questo sposo partire da questa vita, acciocché questa sua assenza non le fosse cagione di scordarsi di lui, le lasciò per memoria questo SS. Sagramento, nel quale Egli stesso rimanea, non volendo che tra ambedue restasse altro pegno per tenere svegliata la memoria ch'Egli medesimo». Merita dunque da noi grande amore questo gran tratto d'amore di Gesu-Cristo; e perciò in questi ultimi nostri tempi Egli ha voluto che s'istituisse4 la festa in onore del suo SS. Cuore, come si porta5 rivelato alla sua serva suor Margherita Maria Alacoque,6 affinché noi rendessimo


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co' nostri ossequi ed affetti qualche contraccambio alla sua amorosa dimora che fa sugli altari: e così insieme compensassimo i disprezzi che in questo Sagramento d'amore Egli ha ricevuti e riceve tuttavia dagli eretici e da' mali cristiani.

Gesù si è lasciato nel SS. Sagramento, 1. per farsi trovare da tutti; 2. per dare7 udienza a tutti; 3. per far grazie a tutti. E per 1. Egli si fa trovare in tanti diversi altari, per farsi trovare da tutti che desiderano di trovarlo. In quella notte in cui il Redentore stavasi licenziando da' discepoli per andar alla morte, addolorati quelli piangeano, pensando di doversi dividere dal loro caro maestro; ma Gesù li consolava dicendo (e lo stesso diceva allora anche a noi): Figli miei, io vado a morire per voi, per dimostrarvi l'amore che vi porto; ma anche morendo non voglio lasciarvi soli; finché voi sarete sulla terra, voglio con voi restarmi nel SS. Sagramento dell'altare. Io vi lascio il mio corpo, l'anima mia, la mia divinità e tutto me stesso. No, finché voi starete sulla terra, io non voglio separarmi da voi. «Ecce vobiscum sum usque ad consummationem saeculi» (Matth. 28. 20). «Volea lo sposo (scrisse S. Pietro d'Alcantara)8 lasciare alla sua sposa in questa sì lunga lontananza qualche compagnia, acciocché non rimanesse sola, e perciò lasciò questo Sagramento, in cui rimase esso stesso, ch'era la miglior compagnia che potesse lasciarle».9 I gentili si han finti tanti dei, ma non han saputo fingersi un Dio più amoroso del nostro, e che ci sta più vicino e ci assiste con tanto amore. «Non est alia natio tam grandis, quae habeat deos appropinquantes sibi, sicut Deus noster adest nobis».Così appunto la S. Chiesa applica questo passo del Deuteronomio (al cap. 4. v. 7)10 alla festa del SS. Sagramento (Resp. 2. Noct. 3).

Ecco dunque Gesu-Cristo, che se ne sta negli altari, come ristretto in tante prigioni d'amore. Lo cacciano i sacerdoti dalle custodie per esporlo, o per dar la comunione, e poi lo ritornano a chiudere. E Gesù se ne contenta di restarsene ivi il giorno e la notte. Ma che serviva,


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mio Redentore, a restarvi in tante chiese anche la notte, mentre le genti serrano le porte e vi lasciano solo? Bastava trattenervi solamente nelle ore del giorno. No, vuol Egli starsene anche la notte benché solo, aspettando che la mattina subito lo trovi chi lo cerca. Andava la sacra sposa cercando il suo diletto, e dimandava a chi incontrava: «Num quem diligit anima mea vidistis?» (Cant. 3. 3). E non trovandolo alzava la voce, dicendo: Sposo mio, fatemi sapere dove state: «Indica mihi ubi pascas, ubi cubes in meridie» (Cant. 1. 6). Allora la sposa non lo trovava, perché non vi era ancora il SS. Sagramento; ma al presente, se un'anima vuol trovare Gesu-Cristo, basta che vadi alla parrocchia, o a qualche monastero, ed ivi troverà il suo diletto che l'aspetta. Non vi è villaggio per misero che sia, non vi è monastero di religiosi, che non tenga il SS. Sagramento; ed in tutti quei luoghi il Re del cielo si contenta di starsene chiuso in una cassettina di legno, o in una pietra, dove spesso se ne resta solo, appena con una lampa11 d'olio, senza chi l'assista. Ma, Signore (dice S. Bernardo),12 ciò non conviene alla vostra maestà. Non importa, risponde Gesù, se ciò non conviene alla mia maestà, ben conviene al mio amore.

Or qual tenerezza sentono i pellegrini in visitare la santa casa di Loreto, o i luoghi di Terra santa, la stalla di Betlemme, il Calvario, il santo Sepolcro, dove Gesu-Cristo nacque, o abitò, o morì, o fu sepolto! Ma quanto maggiore dee esser la nostra tenerezza, in trovarci in una chiesa alla presenza di Gesù medesimo, che sta nel SS. Sagramento? Diceva il Ven. P. Giovanni d'Avila13 ch'egli non sapea trovare santuario di maggior divozione e consolazione, che una chiesa dove sta Gesù sagramentato. Ma piangeva all'incontro il P. Baltassarre14 Alvarez15


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in vedere i palagi de' principi pieni di gente, e le chiese dove sta Gesu-Cristo abbandonate e sole. Oh Dio, se il Signore si fosse lasciato in una sola chiesa della terra, v. gr. solo in S. Pietro in Roma, e si facesse ivi trovare solamente in16 un solo giorno dell'anno, oh quanti pellegrini, quanti nobili e quanti monarchi procurerebbero d'aver la sorte di trovarsi ivi in quel giorno, a corteggiare il Re del cielo ritornato in terra! Oh che nobil tabernacolo d'oro adornato di gemme gli sarebbe apprestato! Oh con qual apparato di lumi si solennizzerebbe in quel giorno questa dimora di Gesu-Cristo! Ma no, dice il Redentore, Io non voglio dimorare in una sola chiesa, né per un solo giorno; né ricerco tante ricchezze e tanti lumi, io voglio dimorar continuamente in tutti i giorni ed in tutti i luoghi, dove si ritrovano i miei fedeli, acciocché tutti mi ritrovino facilmente, e sempre17 ad ogni ora che vogliono.

Ah che se Gesu-Cristo non avesse pensato a questa finezza d'amore, chi mai avrebbe potuto pensarvi? Quando Egli se n'ascese al cielo, se alcuno gli avesse detto allora: Signore, se volete dimostrarci il vostro affetto, restatevi con noi sugli altari sotto le specie di pane, acciocché ivi possiamo trovarvi quando vogliamo; qual temerità sarebbe stata stimata questa domanda? Ma quello che non ha saputo neppure pensare alcuno degli uomini, l'ha pensato e l'ha fatto il nostro Salvatore. Ma oimè dov'è la nostra gratitudine ad un tanto favore? Se venisse un principe da lontano in un paese a posta per esser visitato da un villano, che ingratitudine sarebbe del villano, se non volesse vederlo, o vederlo sol di passaggio?

Affetti e preghiere

O Gesù mio Redentore, o amore dell'anima mia, a Voi quanto è costato il rimanervi con noi in questo Sagramento? Voi avete dovuto prima patir la morte, per potervi restare su i nostri altari; e poi avete dovuto soffrir tante ingiurie in questo Sagramento per assisterci colla vostra presenza. E noi possiamo esser così pigri, e trascurati


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in venire a visitarvi, sapendo che Voi tanto gradite le nostre visite, per colmarci di beni, allorché ci vedete alla vostra presenza? Signore, perdonatemi mentre fra questi ingrati vi sono stato ancor'io. Da ogg'innanzi,18 Gesù mio, voglio spesso visitarvi e trattenermi quanto più posso alla vostra presenza, a ringraziarvi, ad amarvi ed a cercarvi grazie, giacché a questo fine Voi vi siete restato in terra chiuso ne' tabernacoli e fatto nostro prigioniero d'amore. V'amo, bontà infinita, v'amo, o Dio d'amore, v'amo, o sommo bene, amabile più d'ogni bene. Fate ch'io mi scordi di me e di tutto, per ricordarmi solo del vostro amore, e per vivere la vita, che mi resta, tutta occupata a darvi gusto. Fate ch'io da oggi avanti non trovi maggior delizia, che di trattenermi a' piedi vostri. Infiammatemi tutto del vostro santo amore.

Maria madre mia, impetratemi un grande amore al SS. Sagramento, e quando mi vedete trascurato, ricordatemi Voi la promessa, che ora fo di andare a visitarlo ogni giorno.




1 [8.] di aver) d'aver BR2.



2 [10.] dicea) dice BR2.



3 [10.] S. PIETRO D'ALCANTARA, Trattato dell'orazione e meditazione, p. I, c. 4; Roma 1706, 96: «Niuna lingua umana è bastante a poter dichiarare la grandezza dell'amore, che Cristo porta alla Chiesa sua sposa, e conseguentemente a ciascuna dell'anime che sono in grazia; perché ogn'una d'esse è parimente sua sposa, e però volendo questo sposo dolcissimo partire da questa vita, ed esentarsi dalla Chiesa sua sposa: acciocché questa sua assenza non gli fosse cagione di dimenticarsi di lui, gli lasciò per memoria questo SS. Sacramento, nel quale, egli stesso rimaneva, non volendo che tra ambidue restasse altro pegno, per tenere svegliata la memoria, ch'egli medesimo».



4 [17.] voluto che s'istituisse) voluto istituita VR BR1 BR2.



5 [18.] si porta) si dice VR BR1 BR2.



6 [19.] LANGUET J. J., Vie de la Vénér. Mère Marguerite Marie, l. IV, parag. 57; Paris 1729, 129: «C'est pour cela que je te demande que le premier vendredi après l'octave du saint Sacrement, soit dédié à faire une fête particulière pour honorer mon Coeur, en lui faisant réparation par une amande honorable, communiant ce jour là pour en lui faisant réparation par une amande honorable, commuinant ce jour là pour réparer les indignes traitements qu'il a reçu pendant les tems qu'il a été exposé sur les autels». Cfr. S. MARGUERITE-MARIE ALACOQUE, Vie et oeuvres, I, Paray-le-Monial 1876, 123-124. S. Margherita (1647-1690) fu canonizzata nel 1920 da Benedetto XV.



7 [6.] dare) dar VR BR1 BR2.



8 [18.] S. PIETRO D'ALCANTARA, op. cit., 97: «Voleva similmente lo sposo lasciargli in questa sì lunga lontananza qualche compagnia, acciò non rimanesse sola; e però gli lasciò questo Sacramento, in cui rimase egli stesso, che era la miglior compagnia, che egli potesse lasciare».



9 [21.] lasciarle) lasciare BR2.



10 [26.] Deut., 4, 7: «Non est alia natio, quae habeat deos appropinquantes sibi, sicut Deus noster adest nobis cunctis obsecrationibus nostris». Cfr. Officium SS. Corporis Christi, ad Matutinum, resp. 7.



11 [16.] lampa) lampada VR BR1 BR2.



12 [16.] S. BERNARDUS, In Cantica, sermo 59, nn. 1-2; PL 183, 1062: «Amor loquitur, qui dominum nescit… Vides amori cedere etiam maiestatem? Ita est, fratres... Omnes ex aequo intuetur qui perfecte se amant... Ipse factus est tamquam unus ex nobis. Minus dixi: non tamquam unus, sed unus».



13 [24.] MUGNOS L., Vita dell'apostolico predicatore il P. Maestro Giov. Avila, l. III, c. 15; Milano 1667, 317: «Dissegli una volta uno de' suoi discepoli: Se Gerusalemme fosse de' cristiani, che bella cosa sarebbe, che andassimo a vivere, e morire in quei santi luoghi consagrati col sangue del nostro Redentore! Il che sentendo il P. Avila, con quella sua solita serenità, rispose: Non abbiam forse il SS. Sagramento? Quando io mi ricordo di esso, mi parte il desiderio d'ogni altra cosa che sia sopra la terra».



14 [26.] Baltassarre) Baldassarre BR1 BR2.



15 [26.] LODOVICO DA PONTE, Vita del Vener. P. Baldassarre Alvarez, c. 6, parag. 2; Roma 1692, 61: «Querelavasi in vedere in tanta solitudine i sacri templi, e in tanta frequenza le piazze: quanti pochi

sono coloro che contrattano con questo Signore in questo tribunale e soglio, ch'ha in terra, essendosi a tal effetto fermato quaggiù tra noi!».



16 [4.] in) om. NS7.



17 [13.] e sempre) sempre VR.



18 [4.] ogg'innanzi) oggi innanzi VR BR1 BR2.






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