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S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio alla Morte

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PUNTO II

Per 2. Gesu-Cristo nel Sagramento udienza a tutti. Dicea S. Teresa1 che non tutti in questa terra possono parlare col principe. I poveri appena posson sperare di parlargli e fargli sentire le loro necessità per mezzo di qualche terza persona: ma col Re del cielo non vi vogliono terze persone, tutti, e nobili e poveri posson parlarci, stando egli nel Sagramento, da faccia a faccia. Perciò si chiama Gesù fiore de' campi: «Ego flos campi, et lilium convallium» (Cantic. 2. 1). I fiori de' giardini stan chiusi e riserbati,2 ma i fiori de' campi stanno esposti a tutti. «Ego flos campi», commenta Ugon Cardinale,3 «quia omnibus me exhibeo ad inveniendum».


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Con Gesu-Cristo dunque nel Sagramento possono parlarci tutti, e ad ogni ora del giorno. S. Pier Grisologo4 (parlando della nascita del Redentore nella stalla di Betlemme) dice che i re non danno sempre udienza; spesso accade che andando taluno a parlare col principe, le guardie lo licenziano con dirgli che non è tempo allora di udienza, che venga appresso. Ma il Redentore volle nascere in una spelonca aperta, senza porte e senza guardie, per dare udienza a tutti, e ad ogni ora: «Non est satelles, qui dicat non est hora». Lo stesso avviene con Gesù nel SS. Sagramento. Stanno aperte continuamente le chiese, ognuno può andare a parlare col Re del cielo sempre che vuole. E vuole Gesu-Cristo che gli parliamo ivi con tutta la nostra confidenza, perciò si è posto sotto le specie di pane. Se Gesù comparisse sugli altari in un trono di luce, come comparirà nel giudizio finale, chi di noi avrebbe l'animo di accostarsegli vicino? Ma perché il Signore, dice S. Teresa,5 desidera che noi gli parliamo e gli cerchiamo le grazie con confidenza e senza timore, perciò ha coverta6 la sua maestà colle specie di pane. Egli desidera, come dice ancora Tommaso da Kempis,7 che noi ci trattiamo, come tratta un amico coll'altro amico,8 «ut amicus ad amicum».


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Quando l'anima si trattiene a piè d'un altare, par che Gesù le dica quelle parole de' Cantici: «Surge, propera, amica mea, formosa mea, et veni» (Cant. 2. 10).9 «Surge», alzati, anima, le dice, non temere. «Propera», accostati a me vicino; «amica mea», non mi sei più nemica, mentre m'ami e sei pentita d'avermi offeso: «formosa mea», non sei più deforme agli occhi miei, la mia grazia ti ha fatta bella; «et veni», vieni su, dimmi quel che vuoi, a posta io sto in questo altare. Qual gaudio sentiresti, lettor mio, se ti chiamasse il re nel suo gabinetto e ti dicesse: Dimmi che vuoi? che ti bisogna? io t'amo e desidero di farti bene. Questo dice il Re del cielo Gesu-Cristo a tutti coloro che lo visitano: «Venite ad me omnes qui laboratis et onerati estis, et ego reficiam vos» (Matth. 11. 28). Venite poveri, infermi, afflitti, ch'io posso e voglio arricchirvi, sanarvi e consolarvi. A questo fine io mi trattengo sugli altari. «Clamabis, et dicet: Ecce adsum» (Isa. 58. 9).10

Affetti e preghiere

Giacché dunque, amato mio Gesù, Voi vi trattenete sugli altari, per sentire le suppliche de' miserabili che a Voi ricorrono, sentite oggi la supplica che vi fo io misero peccatore. O Agnello di Dio, sagrificato e morto sulla croce, io sono un'anima redenta col vostro sangue; perdonatemi tutte l'ingiurie che v'ho fatte, e assistetemi colla vostra grazia, acciocché io11 non vi perda più. Fatemi parte, Gesù mio, di quel dolore, che voi aveste de' peccati miei nell'orto di Getsemani. O mio Dio, non vi avessi mai offeso! Caro mio Signore, s'io moriva in peccato, non vi potrei più amare; ma Voi per questo mi avete aspettato, acciocché io v'ami. Vi ringrazio di questo tempo che mi concedete; e giacché ora posso amarvi, io voglio amarvi. Datemi la grazia Voi del vostro santo amore: ma di un tale amore, che mi faccia scordare di tutto, per pensare solamente a compiacere il vostro amantissimo Cuore. Ah Gesù mio, voi avete consumata tutta la vostra vita per me, fate ch'io consumi almeno per Voi la vita che


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mi resta. Tiratemi tutto al vostro amore; fatemi tutto vostro, prima ch'io muoia. Spero tutto ai12 meriti della vostra passione.

E spero ancora alla13 vostra intercessione, o Maria; Voi sapete ch'io v'amo, abbiate pietà di me.




1 [18.] S. TERESA, Libro de la vida, c. 37; Obras, I, Burgos 1915, 323: «Puedo tratar como con amigo, aunque es Señor; porque entiendo no es como los que acá tenemos por señores, que todo el señorío ponen en autoridades postizas. Ha de hablar horas de hablar y señaladas personas que les hablen; si es algún pobrecito que tiene algún negocio, más rodeos y favores ha de costarle tratarlo; u que si es con el Rey, aquí no hay tocar gente pobre y no caballerosa, sino preguntar quién son los más privados... Oh Rey de gloria y Señor de todos lo reis, cómo no es vuestro reino armado de palillos, pues no tiene fin! Cómo no son menester terceros para Vos!».



2 [24.] riserbati) riservati VR BR1 BR2.



3 [25.] HUGO DE S. CHARO, Postilla super librum Canticorum, in c. II,

I; Opera, III, Venetiis 1703, f. 112: «Ego flos campi, quasi dicat: O sponse, noli in abscondito cubiculi vel in horto lectuli me quaerere, quia palam me exhibeo omnibus ad cognoscendum, inveniendum, obtinendum, ut flos campi, quo nihil est magis expositum».



4 [2.] Probabilmente da LOHNER T., op. cit., tit. 107; III, 242, col. I, ov'è citato in margine «Chrys.» Nel riportarne in compendio le parole s. Alfonso ha allungato l'abbreviazione in «Crisologo», che però non ha una simile frase nei suoi Sermoni natalizi: cfr. PL 52, 577-594-598, ecc. Il brano appartiene al Crisostomo, Expositio in Ps. IV; PG 55, 42: «Non assistit miles qui expellat, non est satelles qui opportunitatem tollat, non est qui dicat: Non est tempus accedendi, veni postea; sed quando veneris, stat audiens».



5 [15.] S. TERESA, Cammino di perfezione, c. 34; Op. spirit., I, Venezia 1680, 215: «Sotto quelli accidenti del pane sta egli trattabile, perché se il re si traveste o maschera, non pare che ci curiamo punto di conversare, e di ragionare seco con rigorose creanze, rispetti e titoli; pare che sia obbligato a comportarlo poiché s'è travestito». Cfr. Obras, III, Burgos 1916, 164.



6 [16.] coverta) coperta VR BR1 BR2.



7 [18.] Imitatio Christi, l. IV, c. 13: «Quis mihi det, Domine, ut... tu solus mihi loquaris, et ego tibi, sicut solet dilectus ad dilectum loqui, et amicus cum amico convivari».



8 [18.] come tratta un amico con l'altro amico) un amico con l'altro ND1 ND3; ci trattiamo come tratta un amico con l'altro VR; lo trattiamo, come tratta un amico con l'altro BR1 BR2.



9 [3.] Cant., 2, 10: «Surge, propera, amica mea, speciosa mea, et veni».



10 [15.] Is., 58, 9: «Tunc invocabis, et Dominus exaudiet: clamabis, et dicet: Ecce adsum».



11 [22.] acciocché io) acciocch'io VR.



12 [2.] ai meriti) ne' meriti VR BR1 BR2.



13 [3.] spero alla) spero nella VR BR1 BR2.






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