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S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio e ringraziamento…messa

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CONSID. VI. PER IL VENERDÌ.

Accipite et comedite, hoc est corpus meum.

(Matth. 26. 27.)

 

Considera come per mezzo della santa messa vien santificato con modo speciale il sacerdote, che con divozione la celebra; mentre nella messa egli è ammesso all'udienza della maestà divina, e si pone a trattare familiarmente col Verbo incarnato: allora lo tiene fra le mani, e gli parla con confidenza, alla domestica, senza portiera.

 

Inoltre, allora è ammesso a cibarsi colle proprie mani delle carni sagrosante di Gesù Cristo, ed abbeverarsi del suo sangue; poiché a' sacerdoti


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propriamente disse il Redentore: Accipite et comedite, hoc est corpus meum. A' secolari anche si la comunione, ma non é lecito ad essi di prendere il ss. sacramento, e di comunicarsi sempre che vogliono; debbono essi prender la comunione dalle mani de' sacerdoti, e quando piace ai sacerdoti; ma il sacerdote può prendere Gesù Cristo e comunicarsi quando gli piace.

 

Parlando il Signore de' sagramenti, e specialmente dell'eucaristia, proibì a' sacerdoti di darla a' peccatori: Nolite dare sanctum canibus, neque ponatis margaritas vestras ante porcos 1. Margaritas vestras; per margherite s'intendono le particole consecrate; ma notate la parola vestras; questa significa che il sacramento dell'altare è come cosa propria del sacerdote, mentre il sacerdote l'estrae dalla custodia quando vuole, egli lo porta dove vuole, egli se ne ciba quando vuole, e lo a chi vuole. Viene a dire in somma che il sacerdote tiene le chiavi di tutti i divini tesori, per servirsene a sua voglia; mentre, come dice s. Giovan Grisostomo, nel ss. sacramento vi è tutto il tesoro della bontà di Dio: Dicendo eucharistiam, omnem benignitatis Dei thesaurum aperio. Sicché il sacerdote, celebrando, par che si faccia in certo modo padrone di Gesù sacramentato: De toto Deo dives est.

 

Gesù Cristo dunque è tutto de' sacerdoti; ma quanti sacerdoti poi son tutti di Gesù Cristo? Oh Dio! la maggior parte di essi, come amano questo lor Salvatore che tanto gli ha amati e sublimati? Oh Dio! quanti poveri villani, quante povere pastorelle amano più Gesù Cristo che tanti sacerdoti! Ohimè, e qual pena avrà all'inferno un sacerdote che si danna, allorché si troverà per sempre lontano e privo di Gesù Cristo che in questa terra gli è stato così vicino e tutto suo!

 

Affetti

 

O caro mio Gesù, voi vi siete fatto vittima sulla croce per essere sacrificato da me su gli altari, per saziarmi del vostro sangue divino. In somma, facendomi voi vostro sacerdote, vi siete fatto tutto mio, vi siete tutto a me donato; sicché io posso prendervi quando voglio, e cibarmi di voi quando voglio.

 

Caro mio Redentore, accrescetemi la fede, fatemi conoscere chi siete voi, quando vi tengo sacramentato nelle mie mani; quando mi state vicino sull'altare; quando pongo nella mia bocca il vostro corpo, ed accosto le labbra al vostro sangue. Come non ardo d'amore pensando a voi che siete il mio Dio e vi contentate d'essere trattato da me con tanta famigliarità, sino a farvi cibo e bevanda mia?

 

Voi non siete stato contento di dare tutto il sangue e la vita sulla croce per amor mio; volete che questo medesimo sangue io lo beva per unirmi tutto a voi e farmi una cosa con voi.

 

Ipsa re nos suum efficit corpus, s. Gio. Grisostomo.

 

Deh! mio Dio, illuminatemi o aiutatemi a non vivere più ingrato a tanto vostro amore. Staccatemi dalla terra. Fate ch'io non metta più impedimento all'abbondanza delle grazie che voi dispensate a chi vi riceve con amore nella s. comunione. V'amo, Gesù mio, morto per me, e fatto cibo mio. Eterno Padre, per li meriti di Gesù Cristo


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che questa mattina vi offerisco, datemi tutte quelle grazie che mi bisognano per esser tutto vostro. E voi, Maria ss., pregate Gesù per me.

 




1 Matth. 7. 6.






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