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S. Alfonso Maria de Liguori
Breve dissertazione...moderni increduli

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CAP. II. Si confuta brevemente il mostruoso sistema di Benedetto Spinoza.

 

Prima di tutto è ben che si sappia il carattere di quest'empio. Egli nacque in Amsterdam nell'anno 1632. Non professò alcuna religione, poiché sebbene nacque da parenti giudei, nondimeno rifiutò e derise la dottrina de' giudei, talmente che da essi fu scomunicato. Né fu già cristiano, come alcuni han pensato, mentre non ricevé mai il battesimo; ed intanto si chiamò Benedetto, perché da' parenti gli fu imposto il nome di Baruch, che nella nostra favella significa Benedetto: meglio non però gli sarebbe stato proprio il nome di maledetto, giacché fu egli un perfetto ateo, che si fece un Dio ed una religione a suo capriccio. Visse il miserabile quasi sempre vagabondo, e morì nel 1677. in età di 44 anni compiti, di male di etisia. Per altro, scrive il Bayle nel suo dizionario2 che la sua dottrina non ebbe che pochi seguaci, i quali neppure son certi.

 

Ecco il sistema esecrando dello Spinoza: dice che la sostanza dell'universo è una sola e semplice, ma tutta materiale. Questa sostanza egli suppone essere Dio; e dice che ella è attiva e passiva: passiva in quanto è estesa, attiva in quanto è pensante. Indi suppone che tutte le cose particolari di questo mondo non son altro, se non modificazioni della medesima sostanza: le materiali della materia passiva estesa, le spirituali della materia attiva pensante; ma secondo lui non vi sono oggetti spirituali, perché tutto è materia.

 

Or giacché, secondo Spinoza, tutto quest'universo composto d'una sola sostanza materiale è Dio, e tutti gli uomini e le altre cose, animali, alberi, pianeti, acque, monti, son modificazioni di questo Dio: dunque secondo lui ogni uomo è Dio, ogni mosca è Dio, ogni filo d'erba, ogni goccia d'acqua, ogni pietra è Dio. Dunque questo Dio di Spinoza è senza libertà, perché quanto succede tutto succede per necessità. Questo Dio ora è erba, ora grano, ora pane. Egli in un legno si genera, in un altro si corrompe. Egli si ama in quell'uomo ed in quell'altro si odia. In uno si loda, in un altro si bestemmia. In


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uno si bentratta, in un altro si uccide. Ora è sacerdote sugli altari, ora assassino di strada, adultero e ladro. È maraviglia che un uomo ragionevole abbia potuto dire spropositiinsussistenti; ma è maggior maraviglia l'essersi trovati altri che l'abbian potuto chiamare un gran filosofo, invece di chiamarlo un gran matto. Ed un certo suo discepolo (più empio del maestro) che stampò le di lui opere, giunse a dire questa bestemmia: che benché Spinoza abbia insegnata una regola di vita contraria a quella di Gesù Cristo e degli apostoli, nulladimeno la sua sentenza nulla discrepa dalla dottrina di Gesù Cristo.

 

Molti autori hanno scritto a lungo, e confutato quest'empio sistema, il Durio, il Tomasio, il Moseo, il Moro, l'Oezio, il Belio ed altri; ma io in breve mi sbrigherò con assegnare due chiare insussistenze di questo ridicolo sistema. Che dice Spinoza? Dice che quest'universo, che egli fa Dio, non è altro che una stessa e semplice sostanza materiale con diverse modificazioni. Ed io dico per prima, che quest'unica e semplice sostanza materiale non può darsi; perché essendo ella semplice e per conseguenza non avendo parti, non può avere diverse figure o sieno modificazioni, come di triangolo e di circolo: poiché la diversità delle figure, dipende dalla diversa combinazione delle parti, quandoché la sostanza semplice non ha parti: ma noi vediamo in questo mondo tante diverse figure e modificazioni; dunque bisogna dire che questo mondo non è una sola e semplice sostanza, ma un composto di sostanze distinte materiali (oltre le spirituali che nella seconda parte al cap. III. dimostreremo già esservi nel mondo), le quali quantunque sieno della stessa materia in quanto al genere di materia, nulladimeno non sono della stessa materia in quanto alle specie particolari materiali: e tanto meno in quanto agli individui, perché ogn'individuo di qualche specie materiale è bensì di simil materia, ma non della stessa materia.

 

Dico per secondo, che quantunque Spinoza ammettesse la sostanza dell'universo composta di parti e non semplice, neppure questa sostanza (essendo una, com'egli suppone) potrebbe nello stesso tempo ricevere diverse figure (quando all'incontro noi già vediamo nello stesso tempo molte cose diversamente figurate), perché una figura distrugge l'altra, come la figura del circolo distruggerebbe quella del triangolo. Dunque, se la materia composta non può ricevere nello stesso tempo diverse figure e modificazioni, tanto meno può riceverle la materia semplice.

 

Oltreché essendo quest'universo composto di diverse parti divisibili e soggette a diverse mutazioni (conforme abbiam dimostrato), se questo universo fosse Dio, come bestemmia lo Spinoza, ne nascerebbe che Dio sarebbe divisibile e mutabile, il che non può dirsi di un ente infinitamente perfetto, qual è il nostro Dio, ridotto da Spinoza ad esser rospo, pietra, letame, perché secondo lui ogni cosa è Dio. O Dio sommo e vero Dio, che cosa vi fanno diventare gli uomini da voi così amati e sollevati sopra l'altre creature!

 




2 Verb. Spinoza.




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