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Sant’Alfonso Maria de Liguori
Affetti divoti a Gesù Cristo

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V. Affetti d'amore.

 

O pastore amantissimo delle vostre pecorelle, mentre per esse avete spese non tutte le vostre ricchezze, ma tutto il vostro sangue! O bontà, o amore, o tenerezza di un Dio verso dell'anime! Oh potessi ancor io, Gesù mio, dare il mio sangue e la vita su d'una croce o sotto una mannaia per amore di voi che avete data la vita su della croce per me! Lodino eternamente tutti gli angeli e tutte le creature la vostra carità infinita verso degli uomini. Oh potessi colla mia morte fare che tutti vi amassero! Gradite, Signor mio questo mio desiderio; e datemi la grazia di patire per voi qualche cosa prima di mia morte.

 

Ah che poco han fatto i martiri, o Salvator del mondo, in soffrire i tormenti, gli eculei, le unghie di ferro, gli elmi infocati, ed in abbracciare le morti più acerbe per amore di voi che siete il loro Dio e siete morto per loro amore. Voi siete morto anche per me, ed io sinora che ho fatto per vostro amore in tutta la mia vita? Gesù mio, non mi fate morire così. Io v'amo e mi offerisco a patire per voi quanto volete. Accettate questa mia offerta e datemi forza di eseguirla.

 

Gesù mio crocifisso, voi dalla croce prevedeste già l'offese che io avea da farvi, e mi preparaste il perdono. Prevedeste la mia ruina, e mi preparaste il rimedio. Prevedeste le mie ingratitudini, e mi preparaste i rimorsi, gli spaventi, i lumi di salute, le chiamate a penitenza, le consolazioni spirituali, le tenerezze e le tante finezze della vostra carità. Faceste dunque a gara con me a vedere chi la vinceva: io ad offendervi, voi ad accrescermi le grazie! io a provocarvi a castigarmi, voi a tirarmi al vostro amore! Quando sarà, mio Dio, ch'io vinca tutto per dar gusto a voi che avete data la vita per me? Quando sarà, che distaccato da tutto io mi veda unito a voi ed alla vostra volontà? Io lo desidero e voglio eseguirlo, ma voi l'avete da fare. Non è forza la mia di metterlo in effetto. Voi avete promesso di esaudir chi vi prega, io ve ne prego con tutto il cuore, non voglio morirevivere più ingrato a tanta bontà.

 

O Verbo incarnato, o uomo de' dolori, nato per vivere una


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vita tutta colma di dolori! O primo ed ultimo degli uomini! Primo, perché siete Dio, signore del tutto: ultimo, perché in questa terra vi siete contentato di esser maltrattato come il più vile di tutti gli uomini, sino a soffrire schiaffi, sputi, derisioni e maledizioni dalla feccia delle genti. O Agnello divino, o amore infinito, degno d'infinito amore. che per me avete dato il sangue e la vita, io v'amo e vi offerisco il sangue e la vita mia. Ma che ha da fare il sangue d'un verme col sangue di un Dio? La vita d'un peccatore colla vita d'una Maestà infinita?

 

Amato Gesù mio, che spinto dalle viscere della vostra misericordia siete venuto in terra a cercare noi pecorelle perdute, deh non lasciate di cercare me miserabile, finché non mi abbiate ritrovato. Ricordatevi che anche per me avete sparso il sangue.

 

O Gesù mio, che per mio amore voleste essere sagrificato sulla croce morendo in quella consumato da' dolori, io v'amo e desidero di sagrificarmi tutto al vostro amore. Stendete voi una delle vostre mani trafitte e sollevatemi dal fango de' miei peccati; sanate le tante piaghe dell'anima mia; bruciate, distruggete in me tutti gli affetti che non sono per voi. Voi lo potete fare, fatelo per la vostra Passione, io così spero.

 

Voi perché mi amate non mi avete negato il sangue e la vita; io perché vi amo non voglio negarvi niente di quanto da me volete. Voi senza riserba vi siete dato tutto a me nella Passione e nel Sagramento dell'Altare; io senza riserba mi do tutto a voi. Ditemi che volete da me, che coll'aiuto vostro io tutto voglio eseguirlo.

 

O dannati, parlate; e dite da questa carcere ove state, chi più vi tormenta nell'inferno, il fuoco che vi brucia, o l'amore che vi ha portato Gesù Cristo? Ah sì che questo è l'inferno del vostro inferno, il vedere che un Dio è sceso dal cielo in terra per salvarvi, e voi, chiudendo gli occhi alla luce, avete voluto spontaneamente perdervi e perdere questo bene infinito, il vostro Dio, che non sarà mai più vostro ne potrete mai più ricuperarlo.

 

Ah Gesù mio, mio tesoro, mia vita, mia consolazione, mio amore, mio tutto, vi ringrazio della luce che mi date. Io v'amo, e d'altro non temo che di perdere voi e di vedermi privo di potervi amare. Fate ch'io v'ami, e poi fate di me quel che vi piace.


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Gesù mio crocifisso, deh spezzate le catene de' miei affetti disordinati che m'impediscono di unirmi tutto a voi, e legatemi coi lacci d'oro del vostro amore, ma legatemistretto che io non possa più sciogliermi da voi. Le finezze che mi avete usate troppo erano bastanti a legarmi; ma io non mi vedo unito con voi come vorrei. Fatelo voi che solo potete farlo.

 

O amore del mio Gesù, tu sei l'amor mio e la speranza mia.

 

Gesù mio, desidero il vostro puro amore, libero da ogni mio interesse, e non mi curo di restar privo d'ogni mia propria soddisfazione. Fate ch'io v'ami, e ciò solo mi basta.

 

Intendo, Signor mio, che voi volete il mio amore e perciò non mi avete mandato all'inferno, e da tanti anni mi venite appresso, facendomi sempre sentire: Amami, amami con tutto il tuo cuore. Ditemi, che ho da fare per compiacervi appieno? Eccomi, io vi dono la mia volontà, la mia libertà, tutto me stesso; non so più che donarvi. Io non desidero in questo mondocontentionori; l'unico contento ed onore che bramo è di essere tutto vostro. Accettatemi voi, soccorretemi colla vostra grazia, e non mi abbandonate mai: Adiutor meus esto: ne derelinquas me, neque despicias me Deus, Salvator meus (Ps. XXVI, 9).5 Amor mio e mio Salvatore, non mi disprezzate come io meriterei; ricordatevi quanto vi costa l'anima mia, e salvatemi: la salute mia è l'amar voi e non amare altro che voi.

 

Gesù mio, io non voglio da voi altro che voi. Voi avete detto che amate chi v'ama, Ego diligentes me diligo (Prov. VIII, 17); io vi amo, amatemi ancora voi. Misero, un tempo mi son veduto odiato da voi per li peccati miei; ma ora li detesto più d'ogni male, e v'amo sovra ogni cosa: amatemi ancora voi e non mi odiate più; io temo più l'odio vostro che tutte le pene dell'inferno.

 

Amato mio Redentore, vi dirò con S. Teresa: «Giacché si ha da vivere, vivasi solo per voi; finiscansi ormai gl'interessi nostri; e qual cosa maggiore può guadagnarsi, che il dar gusto a voi?»6

 




5 Adiutor meus esto: ne derelinquas me, neque despicias me, Deus, salutaris meus. Ps. XXVI, 9.

6 «Ya que se ha de vivir, vívase para Vos, acábense ya los deseos y intereses nuestros: ¿qué mayor cosa se puede ganar que contentaros a Vos? Exclamaciones del alma a Dios, XV. Obras, IV, 290.




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