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Sant'Alfonso Maria de Liguori
Confessore diretto…campagna

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Introduzione

Il Tannoia ci riferisce le circostanze che indussero Alfonso a fare questa sintesi della sua Morale:

"Terminata la visita nella Città di Airola, Alfonso fe' ritorno in S. Agata, imponendo al Vicario, che terminato avesse il resto della Diocesi. Fu suo sistema in tutto il tempo, che vi fu Vescovo, visitare ogni due anni tutta la Diocesi, metà per ciascun anno; né vi fu caso, che mancato vi avesse.

Avendo rilevato in questa prima visita una somma ignoranza, specialmente tra i Confessori de' villaggi, delle dottrine morali, deplorandone lo stato, e volendo riparare il meglio che poteva un male così grande, compendiò in un tomo, con tutta chiarezza in volgar idioma, le cose più necessarie per degnamente amministrarsi il Sacramento della Penitenza. Intitolò quest'opera: Il Confessore diretto per la Confessione delle genti di campagna.

Questa fatica fu un parto degno del suo zelo.

In quest'opera, così il P. M. F. Alberto Sacco celebre Domenicano, verba ponderanda sunt, non numeranda, e che, paucis verbis magnam massam hac in opella complexus est.

Molto fu gradito questo sommario dai Vescovi; e grande spaccio se ne vide in tanti luoghi del Regno".

La sua preoccupazione per i sacerdoti della sua diocesi era in cima ai suoi pensieri. Un giorno confidò al P. Villani:

"Per li libri, che ho stampati... sono libri utili per li miei Diocesani, e fuori di quello contro Patuzzi, tutti gli altri li ho fatti apposta per gli Ecclesiastici, e per li Confessori della Diocesi; cioè la via della salute, ed il Confessore di campagna, che qui molto ha giovato."

In atto anche stava componendo l'istruzione per li Confessori, e soggiunge: "Questa istruzione anche la fo per la Diocesi, assicurandovi, che verrà la migliore di quante ne ho vedute, che sono piene di fanfaluche, eccetto taluna, che è troppo lunga."

Così giustificasi Alfonso; e quello che più, anche non era opposto ai suoi sentimenti Papa Clemente XIII., che anzi animavalo a faticare, conoscendo giovevoli le di lui opere, come spiegavasi, non solo alla Diocesi, ma a tutta la Chiesa".

Antonio Maria TANNOJA,

Della vita ed Istituto del venerabile servo di Dio Alfonso Ma. Liguori
vescovo di S. Agata de’ Goti e fondatore de’ Preti missionari del SS. Redentore
,

Edizione anastatica dell’edizione Napoli 1798 -1800 -1802,

Valsele Tipografica, Materdomini 1982, p. III, p. 67; 211-212.

 

 

 

 

 

 




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