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Sant'Alfonso Maria de Liguori
Confessore diretto…campagna

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CAPO V. Del secondo precetto.

 

PUNTO I. Della bestemmia.

 

1. La bestemmia si commette o quando si attribuisce alla creatura qualche attributo divino, come chiamando il demonio onnipotente, santo ec., o quando si proferisce qualche ingiuria verso Dio o verso i santi, o i giorni, o le cose sante, v. g. Maledetto, mal abbia S. N., o pasqua, ecc. È bestemmia ancora il dire: A dispetto di Dio; oppure, Sangue di Cristo con ira verso il Signore. Il dire poi: O Dio, non fai le cose giuste; se si dicesse ciò tenendolo per vero, questa sarebbe bestemmia ereticale, che dovrebbe dinunziarsi al vescovo da chi la sente dire fra lo spazio almeno d'un mese. Si bestemmia ancora col fatto, v. g. sputando in cielo, calpestando le corone o le sagre immagini.

 

2. Il dire poi atta di S. N., come dicono taluni, non è bestemmia. Come neppure potta di S. N.., perché la parola potta significa in toscano un'espressione d'impazienza. Né il dire, Mal abbia Santagata, Sancipriano, quando s'intende nominare il paese, e non il santo. Né è bestemmia il maledir le creature, come il vento, il fuoco, l'anno, il giorno ecc., purché non vi si aggiunga la parola di Dio; v. gr. fuoco di Dio; e purché non sieno creature tali nelle quali risplenda con modo speciale la divina potenza, come il cielo, l'anima dell'uomo ecc.5. Così anche il maledire la fede di alcun cristiano, per sé non è bestemmia, se non si nominasse la fede di Cristo, o la fede santa, perché altrimenti s'intende la fede umana. E così neppure è bestemmia il maledire i morti, se non si dicesse morti di Cristo, o morti santi; oppure se non s'intendesse mentalmente di maledire l'anime del purgatorio; altrimenti non si maledice alcuna cosa santa; onde non sarebbe né bestemmia, né colpa grave, ma solamente veniale. Vedi l'Istruz.6, dove a lungo sta discusso questo punto colle ragioni e colle autorità di molti dotti. Il maledire poi le anime de' morti è già colpa grave, come si è detto di sovra.

 




5 Istr. c. 5. n. 1. 2.

 



6 N. 3. e seg.

 






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