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Sant’Alfonso Maria de Liguori
Affetti divoti a Gesù Cristo

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VII. Affetti diversi.

 

O stato infelice di un'anima in peccato, che ha perduto Dio! Vive la misera, ma vive senza Dio. Iddio la guarda, ma più non l'ama, l'odia e l'abborrisce. Dunque, anima mia, vi è stato tempo in cui tu stavi senza Dio! La vista di te non più rallegrava Gesù Cristo come quando eri in grazia, ma gli dava orrore. La Beata Vergine ti mirava con compassione, ma abborriva la tua bruttezza. Andavi a sentir la Messa, e nell'ostia consacrata miravi Gesù Cristo fatto tuo nemico. - Ah mio Dio disprezzato da me e da me perduto, perdonatemi e fatevi da me trovare. Io vi ho voluto perdere, ma voi non avete voluto abbandonarmi. E se non siete ancora in me ritornato, vi prego a ritornare in questo punto in cui mi pento con tutto il cuore di avervi offeso. Deh, fatemi sentire il vostro ritorno col farmi sentire un gran dolore de' miei peccati e un grande amore verso di voi.

 

Amato mio Signore, prima che vedermi separato da voi e privo della vostra grazia io mi contento di patire ogni pena. Eterno Padre, per amore di Gesù Cristo vi prego a darmi la grazia di non offendervi più sino alla morte; fatemi morire prima che avessi di nuovo a voltarvi le spalle.

 

Deh Gesù mio crocifisso, guardatemi con quell'amore con cui mi guardaste un giorno stando in croce morendo per me; guardatemi ed abbiate di me pietà; datemi un general perdono di tutti i disgusti che vi ho dati; datemi la santa perseveranza; datemi il vostro santo amore; datemi una perfetta


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uniformità a' vostri voleri; datemi il paradiso, acciocché ivi possa amarvi per sempre. Io non merito niente, ma le vostre piaghe mi danno coraggio a sperare ogni bene da voi. Deh Gesù dell'anima mia, per quell'amore che vi fe' morire per me, datemi l'amor vostro. Toglietemi l'affetto alle creature, datemi rassegnazione nelle tribulazioni, e fatevi l'oggetto di tutti gli amori miei, acciocché da oggi innanzi io non ami altro che voi.

 

Voi mi avete creato, mi avete redento, mi avete fatto cristiano, mi avete conservato stando io in peccato, mi avete perdonato tante volte, in somma voi in vece di castighi mi avete accresciuti i favori; s'io non vi amo chi vi ha da amare? Via su, trionfi sovra di me la vostra misericordia, fate che quanto doveva esser grande il fuoco che avea da brugiarmi nell'inferno, tanto sia grande il fuoco d'amore che mi faccia ardere per voi, Gesù mio, mio amore, mio tesoro, mio paradiso, mio tutto.

 

O Incarnazione, o Redenzione, o Passione di Gesù Cristo: o Calvario, o flagelli, o spine, o chiodi, o croce che tormentaste il mio Signore: o nomi dolci che mi ricordate l'amore col quale mi ha amato un Dio, deh non vi partite mai dalla mia mente e dal mio cuore! Voi ricordatemi sempre le pene che Gesù mio Redentore volle per me patire. O piaghe sacrosante, voi siate il perpetuo nido dell'anima mia; voi le fornaci beate ov'ella arda sempre di divino amore.

 

Amato mio Gesù, io mi ho meritato l'inferno, e di esser per sempre separato da voi; io non ricuso il fuoco né l'altre pene dell'inferno, se volete colà mandarmi per giusto mio castigo; ma quella io non posso accettare, di non potervi più amare: fate ch'io vi ami e poi mandatemi dove volete. È giusto che io patisca per li miei peccati; ma troppo è ingiusto ch'io abbia ad odiare e maledire chi mi ha creato, mi ha redento e mi ha tanto amato; è giustizia ch'io vi ami e vi benedica per sempre. Vi benedico dunque e vi amo, Gesù, amor mio, e spero di amarvi e benedirvi in eterno.

 

Dolce mio Redentore, già vedo che voi mi volete tutto vostro. Deh, non permettete da oggi avanti che le creature si prendano parte di quell'amore che tutto spetta a voi. Voi solo meritate tutti gli affetti miei; voi solo siete infinitamente amabile; voi solo mi avete amato da vero; voi solo dunque io voglio amare, e voglio far quanto posso per darvi gusto. Rinunzio


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a tutto, a diletti, a ricchezze, ad onori ed a tutte le creature della terra; voi solo, mio Gesù, mi bastate: voi solo voglio e niente più.

 

Lungi da me, affetti di terra. Un tempo vi diedi luogo nel mio cuore, ma allora io era cieco; ora che Dio per sua misericordia mi ha illuminato e mi ha fatto conoscere la vanità di questo mondo e l'amore che mi ha portato e che vuole da me tutto il mio amore, a lui solo io voglio consagrarlo. - Sì, Gesù mio, prendete possesso di tutto il mio cuore, e se io non so darvelo intieramente come voi desiderate, prendetevelo voi e fatelo tutto vostro. V'amo, mio Dio, con tutto il cuore, v'amo più di me stesso. Trahe me post te:8 tiratemi, Signor mio, tutto a voi, e fatemi perdere l'amore ad ogni cosa creata.

 

O paradiso, o patria delle anime amanti, o regia dell'amore, o porto sicuro in cui in eterno si ama Iddio e più non si teme di perderlo, quando sarà ch'io entri nelle tue soglie e mi veda sciolto da questo mio corpo infelice, e libero da tanti nemici che continuamente m'insidiano per privarmi della divina grazia? Deh Gesù mio crocifisso, fatemi conoscere i gran beni che voi avete apparecchiati all'anime che vi amano! Datemi un gran desiderio del paradiso, affinché scordato di questa terra ivi io faccia la mia continua dimora: e mentre vivo altro non sospiri che di uscire da questo esilio per venire a vedervi ed amarvi da faccia a faccia nel vostro regno. Io non lo merito, e so che un tempo sono stato scritto nel libro de' condannati all'inferno; ma ora che sto in grazia vostra, come spero, vi prego, deh per quel sangue che avete sparso per me sulla croce, scrivetemi nel libro della vita. Voi siete morto per acquistarmi il paradiso; io lo voglio, lo sospiro e lo spero per li meriti vostri, per venire colà ad esser consumato dal vostro amore con amarvi con tutte le mie forze. Ivi scordato di me stesso e di ogni altra cosa non penserò ad altro che ad amarvi, non bramerò altro che amarvi, non farò altro che amarvi. Oh Gesù mio, quando sarà?

 

Oh madre di Dio Maria, le vostre preghiere mi han da portare in paradiso. Eia ergo, advocata nostra... Iesum benedictum fructum ventris tui... post hoc exilium ostende.

 

 




8 Trahe me: post te curremus in odorem unguentorum tuorum. Cant. I, 3.






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