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S. Alfonso Maria de Liguori
Consid. ed affetti sovra la Passione

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§ III - Ultima cena di Gesù Cristo co' suoi discepoli.

Sciens Iesus, quia venit hora eius, ut transeat ex hoc mundo ad Patrem, cum dilexisset suos... in finem dilexit eos (Io. XIII, 1). Sapendo Gesù Cristo che giunto era il tempo della sua morte, in cui dovea partirsi dal mondo, avendo per lo passato pur troppo amati gli uomini, volle allora dimostrar loro gli ultimi ed i più gran segni dell'amor suo. Eccolo come seduto a mensa e tutto infiammato di carità si volta a' discepoli, e loro dice: Desiderio desideravi hoc pascha manducare vobiscum (Luc. XXII, 15). Discepoli miei, e lo stesso allor diceva a tutti noi, sappiate ch'io non ho desiderato altro


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in tutta la mia vita, che di fare con voi quest'ultima cena, poiché dopo questa dovrò andare a sagrificarmi per la vostra salute.

Dunque, Gesù mio, tanto voi desiderate di dar la vita per noi misere vostre creature? Ah che questo vostro desiderio troppo accende i nostri cuori a desiderare di patire e morire per amor vostro, giacché voi volete tanto patire e morire per nostro amore. O amato Redentore, fateci intendere quel che volete da noi, che vogliamo in tutto compiacervi. Sospiriamo di darvi gusto per corrispondere, almeno in parte, al grande affetto che voi ci portate. Accrescete sempre più in noi questa beata fiamma: questa ci faccia scordare del mondo e di noi stessi, acciocché non pensiamo da ogg'innanzi ad altro che a contentare il vostro Cuore innamorato.

Esce a mensa l'agnello pasquale figura del medesimo nostro Salvatore: siccome quell'agnello era consumato in quella cena, così nel seguente giorno il mondo dovea vedere sull'altar della croce consumato dai dolori l'Agnello di Dio, Gesù Cristo.

Itaque cum recubuisset ille supra pectus Iesu (Io. XIII, 25). O beato voi, diletto Giovanni, che, poggiando la testa sul petto di Gesù, intendeste allora la tenerezza che serba nel suo Cuore questo amante Redentore verso le anime che l'amano! Ah mio dolce Signore, che di una tal grazia ben più volte avete ancor me favorito: sì, che ancor io ho conosciuta la tenerezza dell'affetto che mi portate, quando con celesti lumi e dolcezze spirituali mi avete consolato; ma con tutto ciò neppure io vi sono stato fedele! Deh non mi fate più vivere ingrato alla vostra bontà! Io voglio esser tutto vostro, accettatemi e soccorretemi.

Surgit a coena, et ponit vestimenta sua; et cum accepisset linteum, praecinxit se. Deinde mittit aquam in pelvim, et coepit lavare pedes discipulorum, et extergere linteo, quo erat praecinctus (Io. XIII, 4 et 5). Anima mia, mira il tuo Gesù come s'alza dalla mensa, depone le sue vesti, prende un bianco panno, se lo cinge e, posta l'acqua in un catino, inginocchioni dinanzi a' suoi discepoli, comincia loro a lavare i piedi. - Dunque il Re del mondo, l'Unigenito di Dio, si abbassa a lavare i piedi alle sue creature! - O angeli, che ne dite? Sarebbe stato un gran favore, se Gesù Cristo gli avesse


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ammessi a lavare colle lagrime loro i suoi divini piedi, come ammise a far ciò la Maddalena. Ma no, voll'egli mettersi ai piedi de' suoi servi per lasciarci in fine di sua vita questo grand'esempio d'umiltà e quest'altro segno del grande amore che porta agli uomini. -E noi, Signore, avremo da esser sempre così superbi che non possiam soffrire una parola di disprezzo, una minima disattenzione, che subito ci risentiamo, e ci viene il pensiero di vendicarcene dopo che per li nostri peccati abbiam meritato d'esser calpestati da' demoni nell'inferno? Ah Gesù mio, il vostro esempio ha renduto a noi troppo amabili le umiliazioni e i disprezzi. Io vi prometto da oggi avanti di voler soffrire per amor vostro qualunque ingiuria ed affronto che mi sarà fatto.




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