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S. Alfonso Maria de Liguori
Consid. ed affetti sovra la Passione

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§ VIII - Gesù è condotto a Pilato, indi ad Erode, e poi è posposto a Barabba.

Mane autem facto, consilium inierunt... adversus Iesum, ut eum morti traderent, et vinctum adduxerunt eum, et tradiderunt Pontio Pilato praesidi (Matth. XXVII, 1 et 2). Venuta la mattina, i principi de' sacerdoti di nuovo lo dichiarano reo di morte, ed indi lo conducono a Pilato, acciocché lo condanni a morir crocifisso. Pilato, dopo molte interrogazioni fatte così a' Giudei come al nostro Salvatore, conosce che Gesù era innocente e che le accuse erano tutte calunnie; onde esce fuori e dice a' Giudei ch'egli non trova ragione di condannare quell'uomo: Exivit ad Iudaeos, et dicit eis: Ego nullam invenio in eo causam (Io. XVIII, 38). Ma vedendo poi i Giudei così impegnati a volerlo morto, e sentendo che Gesù era della Galilea, per trarsi d'imbarazzo, Remisit eum ad Herodem (Luc. XXIII, 7). Erode ebbe un gran contento di vedersi portato avanti Gesù Cristo, sperando di vedere alcuno de' tanti prodigi fatti dal Signore, che gli erano stati riferiti. Onde si pose ad interrogarlo con più dimande; ma Gesù tacque e niente rispose, riprendendo così la vana curiosità di quel temerario: Interrogabat autem eum multis sermonibus; at ipse nihil illi respondebat (Luc. XXIII, 9). - Povera quell'anima, alla quale il Signore più non parla! Gesù mio, così meritava ancor io; dopo che voi tante volte m'avete chiamato al vostro amore con tante voci pietose ed io non v'ho data udienza, meritava sì che non mi parlaste più e mi abbandonaste; ma no, caro mio Redentore, abbiate pietà di me e parlatemi: Loquere, Domine, quia audit servus tuus (I Reg. III, 9, 10). Ditemi che volete da me, che in tutto voglio ubbidirvi e contentarvi.

Ma vedendo Erode che Gesù non gli rispondea, se ne sdegnò e, trattandolo da pazzo, lo vestire per derisione con una veste bianca e lo disprezzò, come anche fece tutta la sua corte; e così vilipeso e deriso lo rimandò a Pilato: Sprevit autem illum Herodes cum exercitu suo et illusit indutum veste alba et


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remisit ad Pilatum (Luc. XXIII, 11).- Ecco come Gesù vestito con quella veste di ludibrio è portato in giro per le vie di Gerusalemme. O dispregiato mio Salvatore, quest'altra ingiuria vi mancava, d'esser trattato da pazzo! O Cristiani, mirate come il mondo tratta la Sapienza eterna! Beato chi si compiace che il mondo lo tenga stolto ed altro non vuol sapere che Gesù crocifisso, con amare le pene e i disprezzi e dicendo con S. Paolo: Non enim iudicavi me scire aliquid inter vos, nisi Iesum Christum et hunc crucifixum (I Cor. II, 2).

Aveva il popolo degli Ebrei diritto di chiedere al preside romano la liberazione d'un reo nella festa di Pasqua. Onde Pilato propone loro Gesù e Barabba dicendo: Quem vultis dimittam vobis, Barabbam an Iesum? (Matth. XXVII, 17). Sperava Pilato che il popolo preferisse certamente Gesù a Barabba uomo scelerato, omicida e ladro pubblico, abborrito da tutti. Ma il popolo, istigato da' capi della sinagoga, subito senza deliberazione dimanda Barabba: At illi dixerunt: Barabbam (Ibid., 21). Pilato, sorpreso ed insieme sdegnato in veder posposto un innocente ad un ribaldoenorme, dice: Quid igitur faciam de Iesu...? Dicunt omnes: Crucifigatur. Replica Pilato: Quid enim mali fecit? At illi magis clamabant, dicentes: Crucifigatur (Ibid. 23).- Mio Signore, così ho fatt'io quando ho peccato; mi si proponeva allora che cosa mai volessi perdere più presto, se voi o quel vile piacere; ed io risposi: Voglio il piacere e non mi curo di perdere Dio. Così dissi allora, Signor mio; ma ora dico che preferisco la grazia vostra a tutti i piaceri e tesori del mondo. O bene infinito, o Gesù mio, io v'amo sopra ogni altro bene; voi solo voglio e niente più.

Siccome furono proposti al popolo Gesù e Barabba, così fu proposto all'Eterno Padre chi volesse salvo, il suo Figlio o il peccatore; e l'Eterno Padre rispose: Muoia mio Figlio e si salvi il peccatore. Così ci attesta l'Apostolo: Qui proprio Filio suo non pepercit, sed pro nobis omnibus tradidit illum (Rom. VIII, 32). Non volle il Padre perdonare al proprio Figlio, ma per tutti noi lo consegnò alla morte. Sì, a questo segno, disse il medesimo Salvatore, Iddio ha amato il mondo, che per salvarlo ha dato ai tormenti ed alla morte il suo unigenito Figlio: Sic Deus dilexit mundum, ut Filium suum unigenitum daret (Io. III, 16). Quindi esclama la santa Chiesa: O mira circa nos tuae pietatis dignatio! O inaestimabilis dilectio caritatis! ut servum redimeres,


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Filium tradidisti (In Exultet sabbati sancti). O ammirabile degnazione della vostra misericordia, o mio Dio! o imprezzabile finezza d'amore! per liberare il servo avete condannato il Figlio! O santa fede! un uomo che crede ciò, come può non essere tutto fuoco in amare un Dio così amante degli uomini? Oh chi sempre avesse innanzi agli occhi questa somma carità di Dio!




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