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S. Alfonso Maria de Liguori
Consid. ed affetti sovra la Passione

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§ XII - Gesù è condannato da Pilato.

Tunc ergo tradidit eis illum, ut crucifigeretur (Io. XIX, 16). Ecco come finalmente Pilato, dopo aver tante volte dichiarata l'innocenza di Gesù, or di nuovo la dichiara lavandosi le mani e protestandosi ch'egli è innocente del sangue di quell'uomo giusto, e che, se moriva, i Giudei ne avrebber renduto conto: Accepta aqua, lavit manus coram populo dicens: Innocens ego sum a sanguine iusti huius, vos videritis (Matth. XXVII, 24). E dopo ciò fa la sentenza e lo condanna a morte. -O ingiustizia non più veduta nel mondo! Il giudice condanna l'accusato nello stesso tempo che lo dichiara innocente! Scrive pertanto S. Luca che Pilato consegna Gesù in mano de' Giudei acciocché ne facciano quel che vogliono: Iesum... tradidit voluntati eorum (Luc. XXIII, 25). Veramente così corre: quando si condanna un innocente, si abbandona in mano de' suoi nemici, affinché lo faccian morire e morir colla morte che loro più aggrada. Poveri Giudei, voi diceste allora: Sanguis eius


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super nos et super filios nostros (Matth. XXVII, 25). Voi v'imprecaste il castigo, e 'l castigo è già venuto; la vostra nazione già porta e porterà la pena di quel sangue innocente sino alla fine del mondo.

Ecco si legge l'ingiusta sentenza di morte dinanzi al condannato Signore; egli l'ascolta e, tutto rassegnato al giusto decreto dell'eterno suo Padre che lo condanna alla croce, umilmente l'accetta, non già per li delitti che falsamente gl'imputavano i Giudei, ma per le vere nostre colpe ch'egli si era offerto a soddisfare colla sua morte. Pilato dalla terra dice: Muoia Gesù, e l'Eterno Padre lo conferma dal cielo dicendo: Muoia il mio Figlio. E 'l medesimo Figlio dice: Eccomi, ubbidisco, accetto la morte e morte di croce: Humiliavit semetipsum factus obediens usque ad mortem, mortem autem crucis (Philip. II, 8). - Amato mio Redentore, voi accettate la morte a me dovuta e colla vostra morte mi ottenete la vita. Ve ne ringrazio, amor mio, e spero di venire a lodare in cielo per sempre le vostre misericordie: Misericordias Domini in aeternum cantabo (Ps. LXXXVIII, 2). Ma giacché voi innocente accettate la morte di croce, io peccatore accetto volentieri quella morte che voi mi destinate; e l'accetto con tutte quelle pene che l'accompagneranno; e da ora l'offerisco al vostro Eterno Padre, unendola colla vostra santa morte. Voi siete morto per amor mio, io voglio morire per amor vostro. Deh, per li meriti della vostra amara morte, concedetemi, Gesù mio, la sorte di morire in.grazia vostra ed ardendo del vostro santo amore.




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