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S. Alfonso Maria de Liguori
Considerazioni...stato religioso

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Consid. II. Morte felice de' religiosi.

Beati mortui qui in Domino moriuntur 1. E chi mai sono questi morti beati che muoiono nel Signore, se non i religiosi che nel fine della vita si trovano già morti al mondo, essendosi già staccati dal mondo e da tutti i suoi beni per mezzo de' santi voti?

Considerate, fratello, quanto voi vi troverete contento, se seguendo la vostra vocazione avrete la fortuna di morire nella casa di Dio. Il demonio ben vi rappresenterà che se vi ritirate nella casa di Dio, forse appresso vi troverete pentito di aver lasciata la vostra casa, la vostra patria, di aver defraudati i parenti di quel profitto che potevano da voi aspettare. Ma voi dite a voi stesso: In punto di morte mi pentirò io o mi troverò contento di avere eseguita la mia risoluzione? Perciò vi prego a mettervi ora nello stato di moribondo, vicino già a comparire nel tribunale di Gesù Cristo: pensate che cosa più desiderereste di aver fatto allora, ridotto in tale stato? di aver forse contentati i parenti, di aver aiutata la casa e 'l vostro paese, morendo circondato da' fratelli, da' nipoti, da' cognati, con esser vissuto in casa vostra coll'onor di parroco, di canonico, di vescovo, di ministro, con aver fatta la vostra volontà? o pure di morire nella casa di Dio, assistito da' vostri buoni fratelli della religione che vi animano al gran passaggio, con esser vivuto molti anni nella religione umiliato, mortificato, spogliato di beni, lontano da' parenti, privo di volontà propria sotto l'ubbidienza e distaccato da ogni cosa di terra: cose tutte che rendono dolce ed amabile la morte? Qui consuevit se delectationibus mundi privare, mundum deserere non sentiet 2. Papa Onorio II. morendo desiderava di esser restato nel suo monastero a lavare i piatti e non essere stato papa. Filippo II. desiderava in morte di essere stato laico di qualche religione a servire Dio e non essere stato re. Filippo III. anche re di Spagna morendo diceva: oh fossi stato a servire Dio in un deserto e non fossi stato monarca; perché ora comparirei con più confidenza al tribunale di Gesù Cristo!

Quando dunque l'inferno vi tenta circa la vostra vocazione, pensate al punto di vostra morte e mettetevi vicino a quel gran momento a quo pendet aeternitas: che così vincerete tutte le tentazioni, sarete fedele a Dio e certamente non ve ne pentirete in punto di morte, ma ne ringrazierete


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sempre il Signore e vivrete e morrete contento. Il fratello di s. Bernardo, Gerardo, morì cantando, pensando che moriva nella casa di Dio. Il p. Suarez della compagnia di Gesù sentiva nella morte tanta consolazione e dolcezza in morire nella religione, che diceva: Non putabam tam dulce esse mori. Un altro buon religioso della stessa compagnia in punto di morte rideva; domandato perché ridesse, rispose: E come non voglio ridere? non ha promesso Gesù Cristo medesimo il paradiso a chi lascia ogni cosa per suo amore? non è egli che ha detto: Qui reliquerit domum vel fratres aut patrem etc. , centuplum accipiet et vitam aeternam possidebit? 1 Io già ho lasciato tutto per Dio: Dio è fedele, non può mancare alle sue promesse; e così dicea: Come non voglio giubilare e ridere, vedendomi sicuro del paradiso? Un certo fratello laico, morto anni sono, richiesto in morte di qual cosa avesse più desiderio: Altro, rispose, non desidero che di morire ed unirmi con Dio. Il p.d. Gennaro Sarnelli, poco prima di morire, parlando con Dio, disse queste parole: Signore, voi sapete che quanto ho fatto, quanto ho pensato, tutto è stato per la gloria vostra: ora sospiro di venire a vedervi da faccia a faccia, se così vi piace; poi disse: Orsù voglio mettermi in una dolce agonia. Indi si pose a fare dolci colloquj con Dio e poco dopo placidamente spirò, restando colla bocca a riso, e 'l suo corpo incominciò a dare un soave odore che (come attestavano) per più giorni si sentì nella stanza dove morì. Ben adunque avea ragione s. Bernardo, parlando del felice stato de' religiosi, di esclamare: O vita secura, ubi absque formidine mors expectatur; immo et exoptatur cum dulcedine et excipitur cum devotione!




1 Apoc. 14. 13.



2 S. Bern. de cons.



1 Matth. 19. 29.






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