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S. Alfonso Maria de Liguori
Virtù e pregi di S. Teresa

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Frutto

Ci lamentiamo noi che cerchiamo Dio e non lo troviamo; Distacca il cuore da tutte le cose, insegna s. Teresa, e cerca Dio che lo troverai. Altrimenti sempre ci si faranno avanti quelle cose che amiamo e ci impediranno di trovar Dio. «Oh quanto volentieri, disse un giorno il Signore a s. Teresa, io parlerei a molte anime; ma il mondo fa tanto strepito al loro cuore ed orecchio, che la mia voce non può sentirsi. Oh se si appartassero qualche poco dal mondo!» In molte anime d'orazione, perché vanno all'orazione coi cuori pieni d'affezioni terrene, poco o niun luogo vi trova il divino amore. E perciò avvertì s. Ignazio di Loiola, che profitterà più un'anima distaccata in un quarto d'ora d'orazione, che un'altra non distaccata in più ore. L'uccello subito ch'è sciolto da' lacci vola: così l'anima che non può vivere senza amare, o le creature o il Creatore, quando è libera dagli affetti terreni subito vola a Dio. Insegnano i maestri spirituali che i difetti non impediscono il camminare alla perfezione,


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quando l'anima cerca di risorgere con umiltà e pace subito che cade; ma ogni minimo attacco sì, benché fosse un picciolo filo. Il senato romano, come narra s. Agostino, concesse l'adorazione a 30. mila Dei, cioè a tutti quelli ch'erano in tutto il mondo, ma non volle accordare l'adorazione al Dio de' cristiani, chiamandolo superbo, sapendo che questi volea esser solo adorato. Ed in ciò ben avea ragione, non perché il nostro Dio sia superbo, ma perché è il vero Dio. Chi è ladro si contenta d'aver parte; ma chi è padrone non è contento se non ha tutto. Dio dunque vuol esser solo a possedere il nostro cuore, perciò impone a ciascuno: Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo. Procurino (avvisò s. Teresa ad un superiore) d'allevare le anime staccate da tutto il creato, perché allevansi per essere spose d'un re tanto geloso, che vuole che si scordino anche di loro stesse». Procuriamo dunque di tenere il cuore staccato dalle ricchezze coll'affetto alla s. povertà, da' piaceri colla mortificazione, dagli onori coll'umiltà, da' parenti col distacco, e finalmente dalla propria volontà coll'ubbidienza a' superiori, con rinnovare a Dio sempre quella gran preghiera: Cor mundum crea in me, Deus: Datemi, Signore, un cuore vacuo, staccato, acciocché sia solo pieno del vostro s. amore.




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