Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
S. Alfonso Maria de Liguori
Delle cerimonie della messa

IntraText CT - Lettura del testo
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

- 756 -


PARTE I. - DELLE RUBRICHE DELLA MESSA

 

CAP. I. Di ciò che debba farsi dal sacerdote prima di vestirsi.

 

Il sacerdote che vuole celebrare la s. messa dee almeno prima aver recitato il mattutino colle laudi, sotto colpa di peccato veniale, secondo la comune de' dottori contra altri autori che pretendono esser mortale: poiché tale è stato l'inveterato costume della chiesa; tantoché Innocenzo IV., avendo intesa la controversia dell'arcivescovo di Nicosia e i suoi suffraganei latini co' vescovi greci del regno di Cipro, così decise: Sacerdos autem dicat horas canonicas more suo, sed missam celebrare priusquam officium matutinale compleverit, non praesumat. Bened. XIV.1 conclude che può esser peccato anche mortale, quando si facesse per abito, dicendo così: Ma il prender questo sistema per istituto senza veruna causa, si può conchiudere con dotti autori che non sarebbe esente da peccato mortale.

 

Conviene ancora che abbia impiegato qualche poco di tempo nell'orazione mentale. Se poi voglia confessarsi, faccia ciò prima di vestirsi degli abiti sagri. Indi farà la preparazione prossima, donde propriamente suol derivare tutta l'attual divozione nella celebrazione; che però bene sarà leggere con attenzione quei salmi ed orazioni che per tal proposito si sono posti nella tabella preparatoria.

 

Fatta la preparazione, ritrovi nel messale la messa che vuol dire, e ponga in ordine i segnali ne' proprj luoghi; prepari gli apparati sagri, ed indi si lavi le mani, con dire sotto voce: Da, Domine, virtutem etc. Si avverta che, secondo la sentenza comune de' dottori, il tralasciare così quest'orazione, come l'altre che si dicono dal celebrante, allorché si veste degli abiti sagri non è colpa grave, ma non può scusarsi almeno da peccato veniale.

 

Dopo ciò accomodi il calice, ponendo egli medesimo sulla patena l'ostia, intorno a cui colle dita pollice ed indice leggermente vi faccia


- 757 -


una girata, per far cadere i frammenti già mossi. Cuopra poi la patena colla palla (la quale non dee esser coperta dalla parte superiore di drappo di seta, come decretò la s.c. de' riti a' 22. gennaio 1701.), sopra della quale si ponga il velo disteso dalla parte davanti, sì che possa coprire il piede del calice, e che abbia le piegature di lato, e non davanti, per essere più comodo a piegarsi, quando si dovrà scoprire il calice. Sopra del velo ponga la borsa colla parte aperta davanti (dentro di cui dee stare il corporale, altrimenti sarebbe inutile la borsa), come nota Gavanto, che poi si copre colla parte davanti del velo.

 

Si noti che se il corporale è molto immondo, celebrandosi in quello si pecca gravemente, come dicono i dottori; e lo stesso dice Merati degli altri paramenti. L'avvalersi poi d'un corporale immondo, ma non molto, anche è colpa veniale, purché comodamente non possa aversene altro. Anzi dice il Continuatore di Tournely, che nel caso che alcuno avesse da perder la messa di precetto, è lecito servirsi d'un corporale anche notabilmente immondo.

 

Si noti ancora che in mezzo del corporale non dee esservi croce; permettesi bensì all'orlo della parte anteriore, dove può baciarsi, quando si ha da baciare l'altare. Si noti di più che sovra del calice non dee porsi fazzoletto o altra cosa; e così anche sull'altare non dee mettersi cosa che non si appartenga alla messa.

 

Dopo essersi queste cose apparecchiate, il sacerdote si accosta al luogo dove sono i paramenti, i quali debbono essere in sagristia, o al più, come si permette da' dottori, nell'angolo dell'altare, e propriamente nel corno del vangelo, poiché a' soli vescovi e a' cardinali, ed anche a' prelati che hanno l'uso de' pontificali, e solamente nel tempo che questi ultimi esercitano i pontificali, è concesso di poter prendere i paramenti da mezzo dell'altare. S.R.C. 27. sept. 1659.

 

Prima di principiarsi a vestire, se vuole segnarsi col segno della croce, lo faccia prima di pigliare l'amitto. Così Bauldrit e Tonnellio.

 

Primieramente, pigliando l'amitto nell'estremità, lo baci in mezzo ove sta la croce; ma se questa non vi fosse, né potendo aver altro amitto, dice Merati, che col dito vi segni in mezzo la croce, e poi la baci; e per baciarlo comodamente può sottomettere la mano sinistra, senza però lasciare l'estremità di quello, al mezzo del medesimo, ed accostar la croce verso la bocca per così baciarla. Si ponga l'amitto sopra la testa, con girarlo verso la mano sinistra; e non menarlo di botto sopra la testa; indi, dopo averlo poggiato sopra la testa, lo scenda sopra del collo in guisa che il collaro venga da quello tutto coverto: e poi colle corde se lo leghi intorno al petto, passando la corda della destra sopra quella della sinistra, e girandole per dietro, lo leghi davanti; dirà frattanto: Impone, Domine, etc.

 

Di poi si vesta col camice; se vi è chi glie lo porge, il sacerdote colle mani giunte s'inchini un poco colla testa per riceverlo; quindi, facendo calare la parte destra a terra, e sostenendo col braccio sinistro l'altra parte, acciocché la mano sinistra sia più spedita a poter vestire il braccio destro, che sempre dee vestirsi


- 758 -


prima. Di poi lasci calare la parte sinistra del camice, e la destra aiuti a vestire la sinistra, e frattanto dirà: Dealba me etc. Si cinga col cingolo, che più convenientemente dovrebbe esser di lino, come dichiarò la s.c. de' riti 20. gennaio 1701., potendosi adoperare anche il cingolo del colore de' paramenti, come si ha da un'altra dichiarazione della medesima agli 8. giugno 1709. Vogliono i rubricisti che il camice debba ligarsi, essendo calato, e che poi si aggiusti: l'uso presente è che il sacerdote con ambe le mani si accomoda la parte davanti in maniera che egualmente sia alzato da sopra le scarpe, e poi si cinge. Il cingolo dee esser raddoppiato, e si prende dalla parte destra, e si lega, restando i fiocchi alla parte destra molto pendenti e lunghi più che sarà possibile, per poi fermare la stola. E mentre si cinge dirà : Praecinge etc., e frattanto si faccia aggiustare dal ministro la parte di dietro, anche in egualità de' piedi, in guisa che copra la sottana.

 

Piglia il manipolo e bacia la di lui croce, e lo liga vicino al gomito del braccio sinistro, acciocché non gli sia d'impedimento nelle sue funzioni, dicendo: Merear portare etc.

 

Piglia la stola con due mani fra i pollici e gl'indici, tenendo le mani fra loro distanti circa un palmo; baci la croce di mezzo, ed indi discostando le mani circa due palmi e mezzo fra di loro, acciocché possa menarsi la stola sulle spalle, dipoi se la incroci sopra del petto, mettendo la parte destra sovra la sinistra, ed indi con ambe le mani afferri le estremità della stola, e se la tiri da sotto tanto, quanto può distendere le mani, perché così la croce verrà giusto al mezzo verso del collo. Ciò fatto, la fermerà a' fianchi colle due estremità del cingolo, dicendo: Redde mihi etc. Si noti quel che dice Merati colla scorta di molti, che la stola dee adattarsi in guisa che dee la croce esser coverta dalla pianeta; e perciò in molte chiese affezionate all'esattezza dei sacri riti, adattano una ligaccia al mezzo della stola, che si liga nel cingolo dietro le spalle, acciocché la stola non esca fuori della pianeta, ed anche acciocché non salga sovra il collo.

 

In fine si vestirà della pianeta, ed avvertirà di non solo assettarla sopra il collo e gli omeri, con afferrare le due estremità di dietro con ambe le mani, e stirarle per non farvi restare qualche piegatura, ma anche dalla parte davanti, con ligarla colle corde di sotto, dicendo: Domine, qui dixisti etc. Se vuole portarsi il fazzoletto, se l'accomodi al cingolo, ma che non possa vedersi da fuori. Si noti che nel mentre che si veste, non dee parlare con chi che sia, ma dee star attento a dire con ispirito e sotto voce le dette orazioni, e rifletterà a' misteri di detti paramenti sagri.

 




1 De sacrif. missae Sect. 2. c. 4.




Precedente - Successivo

Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) © 1996-2006 Èulogos