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S. Alfonso Maria de Liguori
Delle cerimonie della messa

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CAP. XV. Della messa che si celebra avanti il SS. sagramento esposto.

 

Nell'entrare che farà il celebrante nella cappella ove sta esposto il venerabile, consegni la berretta al ministro; giunto poi al mezzo dell'altare faccia nel piano la genuflessione con ambe le ginocchia, chinando profondamente la testa.

 

Salito all'altare, e posto il calice dalla parte del vangelo, genufletta con un solo ginocchio, senza chinar la testa, e poi spieghi il corporale, estraendolo dalla borsa; e collocato il calice nel mezzo, di nuovo genufletta, e vada al corno dell'epistola a ritrovar la messa.

 

Ritorni poi al mezzo dell'altare, e fatta la genuflessione (la quale dee sempre farsi quando si va in mezzo o di si parte), si ritiri alquanto verso il corno del vangelo e colla faccia verso


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il corno dell'epistola scenda nel piano, e genuflettendo ivi con un ginocchio sovra l'infimo gradino, ed alzatosi incominci la messa.

 

Asceso di nuovo all'altare, genufletta e poi dica l'orazione Oramus te, Domine, etc., dopo la quale, baciato l'altare, di nuovo genufletta, e vada a leggere l'introito; dopo cui ritorni al mezzo dell'altare, e fatta ivi la genuflessione, dica il Kyrie e il Gloria. Baciato poi l'altare genufletta e si rivolga al popolo, ritirandosi un poco verso il corno del vangelo, senza voltar le spalle al sagramento, e dica Dominus vobiscum; e così faccia sempre che dee rivolgersi al popolo, genuflettendo prima e di poi. Ed indi seguirà a dir la messa nel modo solito.

 

Quando va a lavarsi le mani, si porti per li gradini laterali del corno dell'epistola al piano, e voltandosi per il lato sinistro, affin di non volgere le spalle al sagramento, stando colla faccia al popolo, lavi le mani, ritornando per la stessa via al mezzo dell'altare.

 

Nel dire l'Orate fratres baci l'altare, genufletta, e rivolto alquanto verso il popolo, e tenendo le spalle verso la parte del vangelo dica Orate fratres; e poi, senza compire il circolo, per non voltar le spalle al sagramento, ritorni colla faccia all'altare, genufletta di nuovo, e prosiegua il resto sino alla comunione. Al Sanctus ed all'elevazione non si suoni il campanello.

 

Dopo la comunione, e ricevuta la prima purificazione, metta il calice fuori del corporale dalla parte dell'epistola, e, fatta la genuflessione, si porti al corno dell'epistola a purificar le dita.

 

Dopo detto il Placeat, dica Benedicat vos omnipotens Deus, e fatta la genuflessione, volgendosi alquanto verso il popolo, colle spalle verso la parte del vangelo, dia la benedizione; e poi voltandosi dal lato destro, senza far circolo per non voltare le spalle al sagramento, e senza far nuova genuflessione, vada a leggere il vangelo. Avverta che se manca la tabella, non dee segnar l'altare, ma solamente se stesso.

 

Terminato il vangelo, ritorni al mezzo, genufletta, e preso il calice scenda al piano; ivi, prima di partirsi, genufletta con ambe le ginocchia, chinando profondamente la testa, come fece al principio della messa; si cuopra colla berretta e ritorni in sagristia.

 




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