Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
S. Alfonso Maria de Liguori
Delle cerimonie della messa

IntraText CT - Lettura del testo
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

- 804 -


§. 3. Affetti di ringraziamento dopo la messa per ciascun giorno della settimana.

 

RINGRAZIAMENTO I. PER LA DOMENICA

 

Amato mio Gesù, io vi adoro venuto nel mio petto sotto le umili apparenze di pane e di vino, e mi butto a' piedi vostri, ringraziandovi di tanta bontà, di aver voluto venire a visitare me povero peccatore, che tante volte vi ho discacciato dall'anima mia.

 

Pensando, mio Redentore, alle ingiurie che vi ho fatte nella mia vita, vorrei morirne di dolore. Vi ringrazio che mi date tempo di rimediare al mal fatto. Per lo passato io ho disprezzato il vostro amore: ma da oggi in avanti non voglio amare altro che voi, ed altro non voglio cercare che il vostro compiacimento. Deus meus et omnia. Voi da oggi in avanti avete da essere tutto il mio bene, tutto il mio amore. O amore dell'anima mia, io voglio darmi tutto a voi; se non so darmi come dovrei, prendetemi voi: Trahe me post te in odorem unguentorum tuorum. Deh, o Verbo incarnato, o Dio innamorato degli uomini, deh colle vostre dolci e potenti attrattive staccatemi da tutti gli affetti di terra e tiratemi tutto al vostro santo amore! Fate ch'io ancora possa dirvi con verità: Quid mihi est in coelo, et a te quid volui super terram? Deus cordis mei et pars mea Deus in aeternum. Deh! Gesù mio, fatevi padrone di tutto il mio cuore, di tutta la mia volontà; sì ch'io altro non voglia se non quello che volete voi; altro non cerchi se non quello ch'è di vostro gusto; ed altro non mi


- 805 -


piaccia se non quel piace a voi: Deus cordis mei et pars mea Deus in aeternum. Si eleggano gli altri la parte che vogliono in questo mondo, voi siete ed avrete da esser sempre l'unica parte mia.

 

Io non posso niente, ma colla grazia vostra posso tutto: Omnia possum in eo qui me confortat. Voi avete promesso di esaudir chi vi prega: Petite et accipietis. Ecco le grazie che vi domando: datemi la santa perseveranza, datemi il vostro amore, e niente più vi domando: Gesù mio, per li meriti della vostra passione, esauditemi. Regina ed avvocata mia Maria, le vostre preghiere possono tutto, pregate Gesù per me. Madre mia, esauditemi per l'amore che portate a Gesù.

 

RINGRAZIAMENTO II. PER IL LUNEDÌ

 

O pastore mio divino, voi siete sceso dal cielo per salvare me pecorella perduta, ed io con voltarvi le spalle mi son tornato a perdere: Erravi sicut ovis quae periit; quaere servum tuum1. Io spero, Gesù mio, che mi abbiate perdonate le offese che vi ho fatte; ma se non mi avete perdonato ancora, perdonatemi ora che siete venuto nel petto mio. Io mi pento con tutto il cuore di avere per lo passato così disprezzata la grazia vostra; ora la stimo più d'ogni bene, e prima che perderla sono pronto a perdere mille volte la vita. Ed a che serve il vivere in questo mondo senza la grazia vostra?

 

Amato mio Redentore, voi siete morto per tutti, acciocché ognuno non viva più a se stesso, ma solamente a voi che per lui avete data la vita: Pro nobis mortuus est Christus, ut qui vivunt, iam non sibi vivant, sed ei qui pro ipsis mortuus est2. Io per lo passato son vissuto a me stesso scordato di voi; da ogg'innanzi voglio vivere solo a voi che siete morto per me: voglio scordarmi di tutto per pensare solo ad amar voi che tanto mi avete amato. Per eseguirlo voi avete da darmi l'aiuto, che certamente lo spero dalla vostra promessa di dare quello che si domanda in nome vostro: Si quid petieritis me in nomine meo, dabo vobis3. Per li meriti dunque della vostra passione ve lo domando e lo spero.

 

Adveniat regnum tuum. Regnate, regnate, Gesù mio, sovra tutta l'anima mia, e non permettete ch'ella abbia a ribellarsi mai più da voi. V'amo, bontà infinita, e vi prego: Ne permittas me separari a te. Fatemi prima morire, ch'io abbia a vedermi mai più privo della vostra amicizia: In te Domine, speravi, non confundar in aeternum. O Maria, o potente avvocata di coloro che confidano nella vostra intercessione, in voi confido, e spero la vita eterna. Vi dico dunque con s. Bonaventura pieno di allegrezza: In te, Domina, speravi, non confundar in aeternum.

 

RINGRAZIAMENTO III. PER IL MARTEDÌ

 

Deh! Gesù mio e mio Dio, fatemi sempre più conoscere l'infinito bene che siete, e l'amore immenso che m'avete portato in aver voluto patire in tutta la vostra vita e morire per amor mio; e di più in esservi a me tante volte donato nella santa comunione. Scrive il Grisostomo4: Semetipsum nobis immiscuit, ut unum quid simus; ardenter enim amantium hoc est. In somma, Salvator mio, vi siete ridotto per l'amor ardente che mi portate


- 806 -


a farvi cibo mio, acciocché io diventi una cosa con voi.

 

Venite dunque, venite, o Dio dell'anima mia, e rendetela tutta vostra. Venite, e cacciatene tutti gli affetti di terra, affinché voi solo io ami, a voi solo pensi, di voi solo parli, voi solo desideri e voi solo cerchi E chi voglio amar io, se non amo voi che siete una bontà infinita e che mi avete amato sino a morire per me? Ah! Gesù mio, come fra tanti vostri servi fedeli avete potuto eleggere me ingrato per vostro sacerdote? Io tante volte vi ho voltale le spalle, e voi vi degnate di venire ogni mattina nelle mie mani e nel mio petto? Povero me, se dopo tante grazie che mi avete fatte io ritornassi a perdere la vostra grazia! Signore, ora io v'amo con tutta l'anima, e mi dolgo di cuore d'avervi disprezzato; io non vi voglio più offendere, e voglio amarvi con tutte le forze. Assistetemi voi e non mi abbandonate. Vulnera tua, merita mea, s. Bern. Le piaghe vostre, il sangue vostro, la morte vostra, sono la speranza mia. Datemi la santa perseveranza; fate che in tutte le tentazioni sempre io ricorra a voi; accrescete in me l'amore verso di voi, e poi fate di me quel che vi piace. Regina mia Maria, ottenetemi la grazia di raccomandarmi sempre a voi: chi a voi sempre ricorre non resta mai vinto dal demonio.

 

RINGRAZIAMENTO IV. PER IL MERCOLEDÌ

 

E quali pruove maggiori, o Verbo incarnato, vi restano a darci per farci intendere il grande amore che serbate per noi miseri ed iniqui vermi? Diteci, che vi resta più da inventare per obbligarci ad amarvi? Povero chi vive privo del vostro amore! e povero me che per lo passato non solo non vi ho amato, ma ho così strapazzata la vostra pazienza con tante ingiurie che vi ho fatte! Quante volte, o Dio dell'anima mia, per un misero piacere ho cambiata la vostra grazia e vi ho detto in faccia di non volervi servire! O Dio dell'anima mia, me ne dispiace con tutto il cuore. Spero da voi il perdono per i meriti della vostra morte, e spero la perseveranza in amarvi. A questo fine voi da tanti anni mi venite appresso. Non voglio più resistere; e che? voglio aspettare che proprio voi mi mandiate all'inferno? V'amo, bontà infinita, vi amo, mio Dio, degno d'infinito amore; v'amo, e voglio sempre replicarvi in questa vita e nell'altra: io v'amo, io v'amo, io v'amo.

 

In manus tuas commendo spiritum meum, redemisti me, Domine, Deus veritatis. Gesù mio, non mi abbandonate. Voi ogni giorno scendete dal cielo per unirmi con voi cibandomi delle vostre carni. Deh! non permettete mai ch'io abbia a vedermi un'altra volta separato da voi. Gesù, amor mio e speranza mia, ora altro non desidero ch'esser vostro, e tutto vostro senza riserba. Mio Redentore, datemi forza di eseguirlo. O bone Iesu, exaudi me. O Maria, madre mia, se voi pregate per me, certamente avrò la grazia. O Maria, exaudi me.

 

RINGRAZIAMENTO V. PER IL GIOVEDÌ

 

An nescitis quoniam non estis vestri? emti enim estis pretio magno. Così ci avverte l'apostolo. Così è, Gesù mio; ma con tutto ciò io, scordato di voi tante volte per niente, ho rinunciato alla vostra grazia ed al vostro amore. È vero tutto ciò; ma


- 807 -


è vero ancora ch'io sono uno di quei peccatori che sono stato comprato col vostro sangue: Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni, quos pretioso sanguine redemisti. Io v'amo, Gesù mio, sovra ogni bene, e perché v'amo mi pento con tutto il cuore di avervi disgustato.

 

Misero me! quanti anni ho perduti, ne' quali potea servirvi e farmi santo! Io invece gli ho spesi a disprezzarvi ed a mandare in ruina l'anima mia. Ma la vostra bontà mi fa sperare di compensare per l'avvenire il tempo perduto con raddoppiare l'amore ch'io vi dovea. Gesù mio, voi mi avete donato voi stesso nella croce e nel ss. sagramento. Io miserabile, che vi darò? io vi dono tutte le mie soddisfazioni di terra; vi dono il mio corpo, l'anima mia, la mia volontà, la mia libertà. Se mai vedete che in futuro io fossi per ripigliarmi la mia volontà per offendervi, vi prego, fatemi morire ora che spero di stare in grazia vostra. Eterno Padre, voi donate tutte le grazie che vi si chiedono in nome di Gesù Cristo. In nome di Gesù Cristo, vi prego, datemi la santa perseveranza e 'l vostro santo amore. O Maria, voi siete la madre della perseveranza; voi esaudite chi vi prega; a voi cerco e da voi certamente spero questa santa perseveranza.

 

RINGRAZIAMENTO VI. PER IL VENERDÌ

 

Christus dilexit nos et tradidit semetipsum pro nobis1. Dunque Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ci ha tanto amati, che per noi ha voluto morir di dolore sovra una croce! E chi mai avrebbe potuto far morire un Dio, se egli stesso non avesse voluto darsi alla morte? Ego pono animam meam (egli disse); nemo tollit eam a me, sed ego pono eam2. Anima mia, se dubiti che non ti ami il tuo Salvatore, guardalo morto su quella croce per te: e qual pruova più grande potea darti egli del suo amore, che dar la vita per amor tuo? In hoc cognovimus caritatem Dei, quoniam ille animam suam pro nobis posuit3.

 

Gesù mio, voi per salvarmi avete data la vita, ed io ho cambiata per niente la vostra amicizia, per uno sfogo, per un misero piacere? Me ne dolgo più d'ogni male, vorrei morirne di dolore. Deh! perdonatemi per i meriti della vostra morte, ed in segno del perdono datemi un gran dolore de' miei peccati, ed un grande amore verso di voi. Io sento in me, per grazia vostra, un vivo desiderio d'amarvi, e mi sento risoluto di essere tutto vostro; ma vedo la mia debolezza, e vedo i tradimenti che vi ho fatti: voi solo potete rendermi forte e fedele. Aiutatemi, amor mio, fate ch'io v'ami, e niente più vi dimando.

 

In hoc Christus mortuus est, et resurrexit, ut mortuorum et vivorum dominetur4. Sicché, mio Salvatore, voi siete morto per rendervi signore de' nostri cuori. Sì, Gesù mio, questo mio cuore che un tempo vi è stato ribelle, ora voglio che sia tutto vostro: da oggi innanzi voi dominatelo, ed egli ubbidisca a tutti i vostri voleri. Ditemi quel che volete da me, ch'io tutto voglio farlo colla grazia vostra. O Maria, pregate Gesù per me: voi mi avete da rendere fedele a Dio.

 

RINGRAZIAMENTO VII. PER IL SABBATO

Animam meam pono pro ovibus meis5. O pastore divino, che per amore


- 808 -


delle vostre pecorelle avete voluto morire consumato da' dolori sovra d'un patibolo infame, non mi abbandonate com'io meriterei, per le offese che vi ho fatte! Sono stato peccatore, ma non voglio esser più peccatore: al presente, Gesù mio caro, io v'amo sovra ogni cosa, e non ho pena maggiore che mi tenga afflitto, quanto il ricordarmi di avervi così disprezzato negli anni passati. Vi ringrazio di non avermi mandato all'inferno, e di avermi aspettato con tanta pazienza. Ah! mio vero amatore, voi in vece di abbandonarmi mi siete venuto appresso, e tanto avete bussato alla porta del mio cuore con dolci chiamate amorose, che finalmente mi avete tirato ad amarvi. Gesù mio, vi ringrazio, ma vi prego a compire l'opera. Datemi luce e forza da distaccarmi da tutto quello che non conduce al vostro amore.

 

Voi avete detto che amate chi vi ama: Ego diligentes me diligo. Nel passato io vi ho voltate le spalle, onde giustamente allora meritava il vostro odio; ma ora che v'amo, caro mio Dio, non m'odiate più, amatemi ancora voi. Io stimo più l'essere amato da voi, che l'essere amato da tutto il mondo: mi abborriscano tutti, mi basta che voi mi guardiate con amore: purché io non perda l'affetto vostro, mi contento di patire ogni pena. Legatemi e stringetemi con voi sì ch'io non abbia a vedermi più separato da voi. Iesu dulcissime, ne permittas me separari a te. Vergine santissima, Maria, voi avete da ottenermi questa grazia, di non separarmi più dall'amore del mio Dio.

 




1 Psal. 118. 176.



2 2. Cor. 5. 15.



3 Io. 14. 14.



4 Homil. 51

1 Ephes. 5. 2.



2 Io. 10. 17.



3 1. Io. 3. 16.



4 Tim. 14. 9.



5 Io. 10. 15.




Precedente - Successivo

Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) © 1996-2006 Èulogos