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S. Alfonso Maria de Liguori
Dissertazioni teologiche-morali

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DISSERTAZIONE II. Del purgatorio.

SOMMARIO.

1. Si prova l'esistenza del purgatorio. 2. Si conferma la stessa verità, §. 1. 3. Ivi la massima pena è la privazione della vista di Dio. 4. Se ogni pena corporale del purgatorio superi la maggior pena di questa vita? 5. Se vi è la pena del fuoco? 6. Gli stessi greci ammisero poi la pena del fuoco. 7. Se i demonj tormentino quelle anime? 8. Quanto durino quelle pene? 9. Quelle sante anime patiscono con gran pace e rassegnazione. 10. In qual parte del mondo sia il purgatorio. 11. Se alcune di quell'anime siano incerte della loro salute. 12. Si prova, che ne sono certissime, §. 2. 13. Si prova la verità de' suffragi. Se i santi del cielo suffraghino le anime de' purganti? 14. Seguita lo stesso. 15. Se le anime del purgatorio possano pregare per noi? 16. S. Tommaso sembra contrario, ma non è così.

 

1. Il primo che negò il purgatorio fu Aerio nell'anno 604. Indi lo negarono altri eretici, come i valdesi e Giovanni Hus; dipoi lo negò Lutero, il quale per altro l'ammette in un luogo, ma dice falsamente che dalle scritture non può provarsi. Calvino all'incontro, chiamandolo Commentum diaboli, lo nega affatto2. Ma la s. chiesa cattolica nel sacro concilio di Trento3 ci assicura che vi è il purgatorio, come consta dalle divine scritture. Nel 2 Machab. cap. 12 sta scritto: Sancta ergo et salubris est cogitatio pro defunctis exorare, ut a peccatis solvantur. Nel vangelo poi sta scritto: Amen dico tibi, non exies inde, donec reddas novissimum quadrantem4. Dunque nell'altra vita vi è luogo, donde si esce dopo aver soddisfatta la pena di ogni leggier peccato; essendo certo che vi sono i peccati veniali di sua natura, con cui chi muore non va all'inferno, essendo amico di Dio; e neppure va in cielo, ove nulla entra ch'è macchiato; dunque va al purgatorio, ove si purgano tutte le macchie.

 

2. In altro luogo dello stesso s. Matteo si dice che se alcuno bestemmia contro lo Spirito santo, non remittetur ei neque in hoc seculo, neque in futuro5. Sovra del quale testo scrive s. Gregorio6 così: De levibus culpis esse purgatorius ignis credendus est. Lo stesso dicono Beda7, s. Fulgenzio8, s. Bernardo9, Tertulliano10, S. Cipriano11, s. Cirillo gerosolimitano12, s. Gregorio nisseno13, s. Ambrogio14, s. Girolamo15, s. Grisostomo16, s. Agostino17. Questa verità anche prima del tridentino fu definita dal concilio II. di Lione, dove si disse: Animam poenis purgatoriis puniri (credimus). E nel concilio fiorentino si disse: Animam poenis purgatoriis puniri (credimus). E nel concilio fiorentino si disse: Animas purgari post mortem etc. Chi volesse poi chiarirsi più appieno di questa verità del purgatorio, legga il mio libro sul concilio di Trento, intitolato Opera dogmatica ecc., ove troverà discussa tutta questa materia colle risposte alle opposizioni degli eretici.

 




2 Instruct. l. 3. c. 5. §. 6.



3 Sess. 25. in decr. de purg.



4 Matth. 5. 26.



5 Matth. 12. 32.



6 L. 4. dial. c. 39.



7 In c. 3. Marci.



8 De Rem. pecc. l. 1. c. 24.



9 Serm. 66. in cant.



10 De Cor. Mil. c. 3.



11 Ep. 52. et 66.



12 Catech. Mystag. 5.



13 Serm. de Dormit.



14 Orat. pro Valenc.



15 L. 18. in Isa.



16 L. 6. de sacerd.



17 De civ. Dei l. 2. c. 13. et 16.






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