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S. Alfonso Maria de Liguori
Dissertazioni teologiche-morali

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§. 4. Dell'età, statura, sesso, ed atti de' sensi umani.

 

27. E per I, parlando dell'età, i corpi de' beati risorgeranno nella perfezione che ha la natura dell'età giovanile; così san Tommaso8. Ed aggiunge, che s'intende dell'età perfetta, non in quanto al numero degli anni, ma in quanto allo stato di un corpo umano perfettamente composto e senza difetto. Onde gli eletti risorgeranno tutti in quella grandezza e vigore che conviene all'età perfetta dell'uomo, quale suol essere circa l'anno 33, in cui cessa l'aumento del corpo e comincia il decremento. A questa sentenza favorisce quel che scrisse s. Paolo: Donec occurramus omnes.... in virum perfectum, in mensuram aetatis plenitudinis Christi9. Dice, in mensuram aetatis, al che soggiunge s. Agostino10, usque ad quam Christum pervenisse cognovimus, circa triginta quippe annos definierunt esse, etiam saeculi huius doctissimi homines, iuventutem.

 

28. Dice poi s. Tommaso11, che secondo la sua sentenza riferita di sopra n. 24 contra s. Bonaventura, anche tutti i reprobi risorgeranno senza quelle deformità e difetti che naturalmente sieguono da principj naturali negli uomini, come l'esser ciechi, sordi, zoppi, gobbi ecc., ma lor rimarrà l'esser passibili, gravanti ecc.; da' quali difetti saranno liberi i beati, per le doti della gloria, delle quali eglino saranno ornati, come appresso si dirà. Lo stesso par che dica s. Agostino12 parlando de' reprobi: Incorrupti quidem resurgent integritate membrorum, sed tamen corrumpendi dolore poenarum. E questa integrità avverrà non già in lor beneficio, perché sarà di loro maggior pena, ma in beneficio della natura, essendo la risurrezione un riparamento della natura umana; poiché Dio per la risurrezione non attende a' demeriti de' risorgenti, ma alla naturale costituzione della natura.

 

29. Per II. In quanto alla statura, dice s. Tommaso13 che gli uomini risorgeranno nella stessa quantità e statura nella quale sarebbero stati nel termine dell'aumento se la natura non fosse loro mancata; quel che poi è superfluo o mancante in alcuni, lo riformerà o supplirà la divina potenza. Da ciò ne siegue che gli uomini di smoderata grandezza o smoderata picciolezza, risorgeranno nella quantità che lor conveniva. Dice nonperò l'Angelico14, che non tutti risorgeranno nella stessa statura eguale, perché ognuno risorgerà secondo la statura che compete alla natura del suo individuo. E questa


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statura o quantità si prende dalla proporzione del calore o dell'umido radicale, che non in tutti è lo stesso. S. Agostino poi1 riprova l'opinione di chi vuole che tutti risorgeranno secondo la misura del corpo di Gesù Cristo; e perciò dice che nel testo di sopra citato2 non si dice: In mensuram corporis Christi, ma in mensuram aetatis plenitudinis Christi. Onde dice il santo3 che ciascuno risorgerà in quella statura, ch'egli ebbe nell'età giovanile, o che avrebbe avuta se a quella fosse giunto; e che quello che mancherà a' vecchi per causa della vecchiezza, o a' fanciulli per la poca età, sarà loro supplito dalla potenza divina, secondo quella statura che hanno avuta o avrebbero avuta nell'età giovanile.

 

30. Per III. In quanto al sesso, presso s. Agostino4 alcuni han detto che le donne sarebbero risorte nel sesso virile; poiché da Dio il solo uomo fu fatto dalla terra, ma la femmina fu formata dallo stesso uomo. In questo errore caddero anche gli armeni, dicendo che 'l sesso femminile è imperfetto, e che nella risurrezione non vi sarà imperfezione. Ma s. Agostino nel luogo citato e s. Tommaso5 riprovano affatto questa opinione colla comune de' santi padri e teologi; e risponde s. Agostino all'opinione degli armeni: Non est enim vitium femineus sexus, sed natura. E s. Tommaso dice che questa diversità di sessi non disconviene, ma compete alla perfezione della specie umana. Né vale il dire che la donna non fu immediatamente da Dio formata dalla terra, ma dalla costa di Adamo; mentre a ciò risponde s. Agostino, che questo fu misterio, perché volle Dio con tal fatto predire la nascita della chiesa dal costato di Gesù Cristo per mezzo della sua redenzione. Neppure vale l'opposizione di taluno, adducendo le parole di s. Paolo: Donec omnes Christo occurramus in virum perfectum.6. Poiché risponde s. Tommaso7: Non dicitur (hoc) propter sexum virilem, sed propter virtutem animi quae erit in omnibus viris et mulieribus.

 

31. Dice poi il cardinal Gotti8 ricavandolo da s. Tomaso9, che niuno risorgerà nella vita animale secondo la perfezione della vita animale presente, in cui vi è la potenza di generare e di nudrire il corpo; poiché dopo la risurrezione, in cui l'uomo acquisterà l'ultima perfezione, sarà compito il numero degli uomini, de' quali niuno morirà, ed all'incontro il corpo non avrà più bisogno di alimenti; e perciò allora cesseranno le potenze di generare e di nudrire, che alla presente vita animale appartengono.

 

32. Si dimanda poi, se dopo la risurrezione de' beati vi saranno tutti i sensi in atto. Risponde s. Tommaso nel luogo citato, che ben vi saranno tutti (s'intende exceptis actibus ad nutriendum corpus et ad generandum, come si è detto nel numero precedente), perché la potenza è più perfetta quanto è congiunta all'atto, ed all'incontro la natura umana sarà nei beati nella sua maggior perfezione. E soggiunge il cardinal Gotti, che nell'altra vita ogni uomo sarà premiato anche nel corpo secondo i suoi meriti, e punito secondo i demeriti; onde tutti i sensi del beato saranno premiati, secondo esso gli avrà mortificati; e tutti i sensi del reprobo saranno puniti, secondo l'uso perverso con cui egli se ne sarà avvaluto.

 

33. I beati pertanto saranno ricreati col senso della vista corporale in vedere la bellezza del corpo di Gesù Cristo e della divina madre, che dopo quella del nostro Salvatore supererà la bellezza dei corpi di tutti gli altri beati, i quali fulgebunt sicut sol10. Godrà l'udito col sentire le voci di tutti i santi, che con melodia celeste canteranno le lodi di Dio ed anche degli altri beati. Exalationes Dei in gutture eorum11: senza che (come scrive s. Bernardino da Siena) la voce dell'uno occupi le voci degli altri; si udirà ciascuno distintamente, come fosse un solo che cantasse. Godrà l'odorato, mentre da tutti i corpi de' beati uscirà un odore soavissimo; il corpo poi di Gesù Cristo spirerà una soavità immensa, ed un odore che conterrà tutti gli odori. Il senso del tatto ancora goderà, come dice il cardinal Gotti: Nam corpora sanctorum post resurrectionem erunt palpabilia, ut apparuit in corpore Christi.

 

34. In quanto poi al senso del gusto, molti dicono diverse cose; ma a me piace quel che dice s. Tommaso (come ho notato al num. 31), cioè, che nell'altra vita cessando affatto il bisogno di alimento, questo senso non sarà in atto. Nondimeno stimo che siccome ne' dannati girerà un umore dolce e piacevole. Del resto quel che più vale a rallegrarci in questa materia de' sensi è quel che scrisse l'apostolo: Oculus non vidit, nec auris audivit,


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nec in cor hominis ascendit, quae praeparavit Deus iis qui diligunt illum1. I dannati poi anche avranno le operazioni de' sensi, ma solo per loro pena e tristezza; e siccome i loro sensi hanno lor servito a peccare, così sensibilmente ne sentiranno la pena.

 




8 Suppl. q. 81. a. 1.



9 Ephes. 4. 32.



10 L. 22. de civ. Dei c. 15.



11 Sect. 86. a. 1.



12 Ep. 149. alias 205. ad Consentium c. 1.



13 Suppl. q. 81. a. 2.



14 Loc. cit. a. 2.

1 Loc. cit. a tergo.



2 Ephes. 4. 13.



3 C. 14.



4 C. 15.



5 Suppl. q. 3. q. 81. a. 3.



6 Ephes. 4. 13.



7 Ib. a. 3. ad 1.



8 Theol. part. 3. q. 6. de Res. 2. §. 2.



9 Qu. 82. a. 4. in argum. Sed contra.



10 Matth. 13. 43.



11 Ps. 149. v. 6.

1 1. Cor. 2. 9.






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