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S. Alfonso Maria de Liguori
Dissertazioni teologiche-morali

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§. 6. Della qualità de' corpi de' dannati.

 

39. Per 1. I corpi de' dannati saranno ancora intieri, nel modo che gli ebbero nella vita mortale, come dicemmo di sopra al num. 24.

 

40. Per 2. saranno incorruttibili, come scrisse l'apostolo: Mortui resurgent incorrupti9. E perché i corpi così dei dannati, come dei beati sono incorruttibili, perciò i loro corpi risorgendo saranno di altra qualità di quella di cui sono al presente, come dice il p. Suarez. Ne prende la ragione da s. Tommaso10, perché il principio della corruzione della materia nasce dal moto de' cieli; ma perché nella fine del mondo cesserà questo moto de' cieli, perciò cesserà allora ogni agente che possa alterare e corrompere i corpi: Corpora damnatorum (dice l'angelico) corrumpi non poterunt; et hoc deservit divinae iustitiae, ut, perpetuo viventes, perpetuo puniantur. Ciò però non ostante dice il cardinal Gotti11 con s. Tommaso12, che dopo la risurrezione i corpi saranno incorruttibili più per virtù divina, che per natura. E dice che lo stesso dee dirsi de' corpi de' beati, ma con questa differenza, che ne' beati l'incorruzione sarà dote derivata dalla beatitudine dell'anima, e ne' dannati sarà effetto della divina giustizia, acciocché la loro pena sia perpetua.

 

41. Per 3. si dimanda se i corpi dei dannati saranno passibili o impassibili? Dice s. Tommaso13, che sono impassibili


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per la passione della natura, perché i loro corpi sono inalterabili con alterazione di natura, ma sono passibili per la passione animale sensitiva.

 

42. Dice poi il cardinal Gotti1 contra coloro che non possono capire come i corpi de' dannati sieno tormentati dal fuoco e dal dolore, non potendo essi morire; e dice, ricavandolo da s. Agostino2, che il corpo può essere passibile e capace di dolore, benché, parlando propriamente, l'anima è quella che soffre il dolore, e non già il corpo. Soggiunge nonperò, non essere improbabile che i corpi dei dannati sieno afflitti dal fuoco per vera naturale alterazione cagionata dal calore.

 




9 1. Cor. 15. 52.



10 Suppl. q. 86. a. 2.



11 Loc. cit. n. 10.



12 Opusc. 10 art. 26. et opusc. 11. a. 19.



13 Suppl. q. 86. a. 3.

1 Qu. 6. dub. 3. n. 18.



2 S. Aug. l. 21. de civ. Dei c. 3.






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