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Sant'Alfonso Maria de Liguori
Due scritti inediti sul quietismo

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Circa li sensi esteriori75.

I. Il tatto,

per esser più corporeo e vile, tira l'anima a' maggiori viltà. Perciò i Santi hanno usati i cilizj, discipline, digiuni, dormir male e poco. In ciò bisognavi il consiglio del confessore o superiore, per regolarsi secondo l'età, complessione, bisogni, spirito76.

Per guardarsi da qualche difetto circa questo senso, dice PETRUCCI77: 1) Non permettere ch'altri si accosti a voi senza necessità. 2) Astenersi dal contatto del corpo proprio senza qualche necessità, né farsi toccare per carezze, come per la mano, acciò almeno non


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s'offenda la modestia. S. Pietro d'Alcantara in morte disse ecc.: Fratello non mi toccare che ancora sono vivo ecc. S. Gregorio Turonense narra di S. Nicezio, Vescovo di Lione, ch'essendo egli fanciullo di 8 anni quando il S. Vescovo lo prendeva, si copriva le mani col manto per non toccarlo. E così neppure fanciulli ecc.78. 3) Fuggir le vesti molli, letti morbidi. 4) Soffrite senza lamenti il freddo e 'l caldo delle stagioni, astenendovi dal lavarvi spesso le mani l'està per godere di quel fresco, e dal riscaldar l'acqua il verno. E sì parimente non iscaldare il letto, né trattenervi troppo al fuoco. Nelle croniche de' Cappuccini vari defunti purgavano in quel luogo le colpe di lingua79. 5) Soffrite l'infermità, non solo con pazienza ma con allegrezza di spirito; tali mali, dice S. Teresa, sono gran beni80.

II. Circa il gusto81.

Eccl. 37. Per la crapula molti sono morti, ma chi è astinente accrescerassi la vita. Cornelio a Lapide ivi: Tutti gli uomini muojono per la gola, poicché la maggior parte eccede. E S. Ambrogio: Il digiuno è il maestro della continenza. Niuno digiuno incorre nella crudità82. S. Bonaventura. Mentre così dee moderarsi l'astinenza: 1) se fosse contra l'ubbidienza; 2) vi fosse scandalo; 3) fosse sovra le forze83. PETRUCCI. Ma noi alle volte abbiamo più forze di ciò che ci dice l'amor proprio. I superiori: «Nolite exstinguere spiritum» (1 Thess. 5). Lirano: «Spiritus devotionis»84.

Molto v'hanno atteso i Santi a mortificarlo non solo con digiuni, ma con togliere il sapore alle vivande con acque, assenzio, cenere. Almeno contentatevi di ciò che vi danno: Ciò almeno giovi all'umiltà che ama più le mortificazioni che meno compariscono. Lasciar di porvi condimenti, di lamentarvi, di lagnarvi, o di ricusare senza necessità; senza parlar di cibi buoni o cattivi, e senza ripensarvi85.

In cinque modi si difetta al gusto: 1) perché si desidera cibo migliore senza necessità; 2) o meglio preparato; 3) o perché se ne


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prende troppo; 4) o s'anticipa l'ora; 5) o si prende con voracità86.

Rimedj: 1) orate prima della mensa; 2) contentatevi ||4v|| de' cibi della comunità; 3) lasciatene qualche particella; 4) de' cibi delicati che vi son dati, lasciatene maggior porzione, e cercate di distraer la mente da quel gusto, e se 'l sentite, ringraziatene Dio; 5) non mai vi riempite di qualsivoglia cibo; 6) procurate che l'anima si pasca di qualche cibo spirituale, allorché il corpo si pasce ecc.; 7) non siate amica del vino. Dicea S. Girolamo: È meglio che dolga lo stomaco che la mente; 8) astenersi di cibo o bevanda fuor di mensa, senza necessità o ubbidienza. Tutto con discrezione: «Rationabile obsequium vestrum». Ma non tanta discrezione che ecc. I Santi ordinariamente non sono stati molto discreti in ciò87.

III. Circa l'odorato.

Chi aspira alla perfezione, essendo sana, non so conoscere, perché abbia da servirsi di odori, se non fosse qualche odore confortativo della testa. S. Crisostomo, Homilia 4 de Lazaro, to. 2: Tu non hai da spirare odori, ma virtù. L'odore del corpo e delle vesti arguisce che dentro si nasconde un animo puzzolente. I Santi più presto cercano odori cattivi, specialmente visitando gl'infermi ecc.88.

IV. Circa l'udito89.

Fuggir di sentire 1) discorsi, canzoni profane e leggere ecc. Così anche 2) facezie inutili, novelle di mondo, e più detrazioni; 3) lodi di voi; 4) non siate curiosa di ciò che non vi dicono. Una Scalza Teresiana ebbe un gran purgatorio per essere stata curiosa di sentire passando per le grate; 5) siate amante della parola di Dio90.

V. Circa la vista.

Siate cauta a non guardare cosa che può rubbarvi qualche parte di quell'amore che dovete tutto a Gesù. Il guardare oggetti pericolosi almeno vi ruberà la purità interna, almeno il raccoglimento. Perciò i Santi amavano i deserti ecc.91.

Rimedj: 1) Non guardare oggetti d'altro sesso. La B. Chiara di [= da] Montefalco disse in morte, non aver mai mirata faccia d'uomo. Una sposa fedele non guarda altri uomini. Vedrete in cielo Gesù ecc. 2) Dame pompose. Quanto si guadagna con mortificare una


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curiosità di queste. 3) Libri profani o inutili. 4) Pitture vane, ricami ecc. 5) Entrando in qualche cella non guardare quel che vi è. 6) Non guardar che si fa in coro, in refettorio ecc. 7) Gli occhi vi son dati solo per servire a Dio92.

Questa mortificazione de' sensi s'acquista a poco a poco. Onde non vi sconfidate, se qualche volta ecc. Pentitevi e proponete l'emenda93.

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75 PETRUCCI I 120, n. 3: «Vitiosità de' sensi esteriori».



76 PETRUCCI I 120, n. 4: «Mortificatione del tatto».



77 PETRUCCI I 120-121, n. 5: «Altre regole intorno al tatto».

78. L'ultima parte del n. 2 («S. Pietro d'Alcantara» ecc.) è aggiunta in margine.



79 PETRUCCI I 121, n. 5, ultimo capoverso: «Mortificatione del tatto nel soffrire le stagioni».



80 PETRUCCI I 121-122, n. 5.



81 PETRUCCI I 122, n. 6: «Mortificatione del gusto».



82 PETRUCCI I 229, n. 3: «Si dimostra che la vita austera non è dannosa alla sanità, quando non sia imprudente».



83 PETRUCCI I 230, n. 4: «In tre casi s'ha da moderar l'astinenza».



84 PETRUCCI I 231, n. 5, in fine. - Da «Eccl. 37» il capoverso è aggiunto in margine.



85 PETRUCCI I 122, n. 6.

86 PETRUCCI I 122-123, n. 7: «In cinque maniere si pecca di gola, e quali siano».



87 PETRUCCI I 123, n. 7: «Regole per mortificare il senso del gusto».



88 PETRUCCI I 123-124, n. 8: «Circa il senso dell'odorato».



89 PETRUCCI I 124, n. 1: «Mortificatione dell'udito».



90 PETRUCCI I 124-125, n. 2: «Varie regole pratiche per ben servirsi di questo senso».



91 PETRUCCI I 125-126, n. 3: «Mortificatione degli occhi».

92 PETRUCCI I 126-127, n.4: «Varie regole pratiche per regolare il senso della vista».



93 PETRUCCI I 127, n. 5.






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