Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
S. Alfonso Maria de Liguori
Avvertim. per la lingua toscana

IntraText CT - Lettura del testo
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

- 153 -


Capo X - ALCUNI AVVERTIMENTI PARTICOLARI PER LO SCRIVERE IN LATINO

 

Avanti del q e d la lettera m si cambia in n: tanquam, nunquam, quorumcunque, quanque, tandem, eundem.

 

La n innanzi alla b e p si cambia in m, come imbellis, imbibo, impius, imperfectus.

 

La i e u, quando sono consonanti, cioè quando premono la vocale susseguente, la i si fa lunga, come janua, jecor, Joseph, justus, abjicio, e la u si fa aguzza dalla parte di sotto come vapor, vervex, vivax, voveo, vultus.

 

Alcuni scrivono promptus, perem<p>tus, redemptus, contemptus, ma è meglio scrivere promtus, peremtus, praesumtio, ec.

 

È errore scrivere filij, necessarij, ma si ha da scrivere filii, necessarii. Dice il Cellario col Vossio essere errore insopportabile de' grammatici lo scrivere expecto, exequor, existo, exto, exulto, exilium, ec., ma doversi scrivere exspecto, exsequor, exsisto, exsulto, exsilium, e così tutte le altre parole composte da ex e da altra parola che comincia da s.

 

Alcuni scrivono charus e charitas colla lettera h, adducendo che charitas, secondo l'etimologia, viene dalla parola charis, che in greco significa grazia. e charis comincia colla lettera chi ( ) la quale porta l'aspirazione della h, e così attesta Vossio che scrivono gli autori volgarmente. Ma così il Vossio, come il Cellario e Aldo Manuzio ed Eineccio vogliono che debba scriversi senza la h, perché così si trovano scritte le suddette parole nelle iscrizioni antiche delle pietre, monete e libri colla lettera k, la quale corrisponde al cappa greco, che non porta l'aspirazione della lettera h. Dimostra il Muratori che caritas propriamente non deriva da caris greco, ma da carus latino, poiché la prima di caritas è lunga, com'è quella di carus, ma la prima di caris è breve. Così anche dice Cellario essere errore dire author ed authoritas, ma doversi dire auctor ed auctoritas; e così parimenti dice doversi dire dumtaxat, non duntaxat; caecus, non coecus; caerimonia, non ceremonia; coepi, non caepi. Dice poi doversi scrivere senza dittongo ceteri, seculum, felix, fecundus, femina, heres, fenus, fetus, fenum.




Precedente - Successivo

Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) © 1996-2006 Èulogos