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S. Alfonso Maria de Liguori
La fedeltà de' Vassalli

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Cap. II - Mezzi per indurre i sudditi ad essere ubbidienti a Dio.

Vediamo ora di quali mezzi si servano i buoni principi per indurre i vassalli a viver cristianamente.

Per 1. nel dispensare le cariche e gli onori preferiscono coloro che sono di migliori costumi; a meno che un


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altro avesse un'abilità molto maggiore in affare di molta importanza al bene dello stato. Ma in ciò sempre devono considerare i principi che le persone più amiche di Dio ricevono dal medesimo Signore lumi più grandi e forza molto maggiore per bene accertare i comandi del sovrano che riguardano il bene pubblico.

Per 2. sono eglino liberali di grazie e favori co' buoni; ed all'incontro sono riserbati e stretti con altri che menano una vita disordinata.

Per 3. nella loro corte procurano di aver sempre dattorno persone che diano edificazione co' loro portamenti: mentrecché di costoro possono i sovrani sempre fidarsi, ma non così degli altri che si dimostrano di costumi sciolti.

Per 4. procurano, sempre che possono, nelle occorrenze di lodare i virtuosi e dimostrano di far poca stima di coloro che fanno poca stima della pietà. Il solo dare a conoscere che il principe con occhio cortese guarda gli uomini da bene, e con altro guarda i libertini, basta a riformare la maggior parte de' vassalli del suo regno. E perciò conviene che i principi facciano venire nella loro corte predicatori di zelo che persuadano a ciascuno l'obbligo di servire a Dio.

Per 5. eleggono ministri non solo esatti nell'amministrar giustizia, ma ben anche timorati di Dio; mentre quei che mancano nel timore divino difficilmente saranno esatti nell'amministrazione della giustizia, come dovrebbero. In oltre, procurano che i ministri sieno zelanti delle leggi, non solo in osservarle essi, ma anche in farle osservare dagli altri, acciocché quelle si conservino in vigore.

Per 6. ed in quanto alla scelta de' ministri, molti cattolici principi sogliono servirsi del loro supremo consiglio o tribunale, il quale propone tre soggetti, eleggendo poi essi quello che loro sembra migliore, affin di accertarsi così di avere i migliori.

Per 7. affinché poi ogni ministro eletto attenda bene alla sua incombenza, il principe dee premiare nel modo che può quei ministri che si portano bene e castigare all'incontro coloro che mancano.

Per 8. alle cariche ecclesiastiche, alle quali tocca a' principi di nominare, devono promuovere i soggetti più degni. E quindi conviene ancora che provvedano le pensioni ecclesiastiche a coloro che han più faticato per la chiesa.

Per 9. devono ancora invigilare affinché i superiori delle religioni facciano osservare da' sudditi le regole del loro istituto; poiché quando i religiosi mancano al loro dovere ed i loro capi son trascurati per l'emenda, ne avviene gran danno ai secolari ed a tutta la repubblica.




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