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S. Alfonso Maria de Liguori
La fedeltà de' Vassalli

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§ 2. Di s. Luigi re di Francia.

1. In secondo luogo merita d'esser lodato il gran re e gran santo s. Luigi monarca di Francia. Lascio qui di encomiare tutte le virtù di questo gran principe; queste si leggono nel libro della sua gloriosa vita. Basta a dimostrare il gran zelo ch'egli ebbe della divina gloria e della salvazione delle anime l'impresa magnanima che assunse di acquistare la Terra santa, liberandola dalle mani de' saraceni.

2. Dice l'istoria che nella prima volta ch'egli fu col suo esercito in Egitto all'acquisto della città di Damiata nell'anno 1249., giunto ivi coll'armata navale, e vedendo a sé d'intorno i principali signori del suo regno, disse loro così: «Amici, se noi saremo uniti in carità la vittoria sarà nostra. Assaltiamo dunque i nemici con coraggio. Non abbiate voi riguardo alla mia persona, io non sono che come ognun altro di voi, a cui può il Signore toglier la vita quando vuole. Ciò che avverrà sarà sempre per noi propizio; se restiamo vinti saremo martiri; se vinciamo sarà gloria di Dio. Noi combattiamo per lui, onde non desideriamo che la gloria sua e non la nostra». Indi ordinato lo sbarco, egli fu il primo a balzar dalla nave per andare a combattere petto a petto co' nemici che l'attendeano; ma quelli sorpresi da tal coraggio si posero a fuggire, in modo che nel sesto giorno Damiata fu presa.

3. È vero che poi non piacque al Signore di far riuscire l'intento, stanteché nell'esercito si attaccò la peste, onde s. Luigi ebbe da tornarsene in Francia. Con tutto ciò il santo volle ritornar la seconda volta in quelle parti a far l'acquisto della Terra santa, ma similmente nelle truppe si attaccò la peste; ed allora restonne infetto egli stesso, talmente ch'ebbe a lasciar la


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vita in mezzo a quei barbari, ma tal morte gli fu di gran merito per lo paradiso.

4. Veniamo ora al zelo ch'egli ebbe per la salute spirituale de' suoi vassalli. A tal fine intraprese la visita dei suoi stati, nella quale da per tutto lasciò contrassegni della sua gran pietà e giustizia. Pubblicò specialmente più severi editti contra i bestemmiatori e gli spergiuri, ordinando che fosse loro trapassata la lingua con un ferro infuocato; e diceva: Mi contenterei di soffrire io stesso questo supplizio, se potessi con tal mezzo sbandire le bestemmie e gli spergiuri dal mio regno.

5. Non lasciava di applicarsi ogni giorno al buon governo de' suoi vassalli, acciocché tutto andasse ordinato e si evitassero gli scandali. Nello stesso tempo praticava ogni giorno l'orazione e la lettura spirituale, pregando per sé e per i popoli a lui commessi. Un suo familiare una volta gli disse ch'egli spendeva troppo tempo negli esercizj divoti; il santo re gli rispose: Se io consumassi molto più di tempo ne' divertimenti che sogliono praticare i miei pari, niuno allora mi direbbe niente. E così meritò di fare la santa morte che fece.




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