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S. Alfonso Maria de Liguori
La fedeltà de' Vassalli

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§ 3. Di s. Stefano re d'Ungheria.

1. In terzo luogo mi si presenta s. Stefano primo re di Ungheria. Egli venne al mondo nell'anno 978., nel qual tempo la maggior parte degli abitanti dell'Ungheria erano pagani; onde il santo per tirarli a venerare il vero Dio cominciò a chiamarne molti, e tenerli spesso uniti nel suo palazzo, ed egli stesso in quel tempo gli accogliea con carezze e dolcemente gli ammaestrava nella divina legge; ma gl'idolatri sospettando che 'l re volesse poi indurli tutti anche per forza a mutar religione gli si ribellarono contra in gran numero; onde s. Stefano fu costretto a formare contra di loro un esercito di cristiani. Gli sarebbe stato facile godere in pace il suo regno, se si fosse contentato di permettere agl'infedeli il vivere secondo la loro falsa legge; ma il buon principe preferì vantaggi della religione a quelli dello stato; onde pieno di confidenza in Dio e nella sua diletta signora Maria, sotto la cui protezione avea riposto tutto il suo regno, quantunque il numero degl'infedeli fosse molto superiore a quello de' suoi soldati, non ricusò la battaglia; nella quale i pagani restarono sconfitti.

2. Indi liberato che fu dagli ostacoli, si applicò a spurgare tutto il suo regno da' residui dell'idolatria. E perciò fe' venire da più parti molti religiosi a predicare il vangelo; e perché egli sempre trovavasi alla testa dei missionarj la conversione del paese fu universale. Quindi divise il regno in undici diocesi, e destinò la città di Strigonia per la sede metropolitana, e ne ottenne dipoi l'approvazione dal papa Silvestro II. che gli conferì il titolo di re e confermò tutti i vescovadi e i vescovi da lui nominati.

3. Quando Corrado imperatore entrò ne' suoi stati con un formidabile esercito egli si pose in mano di Dio; e il Signore fece che mentre si temea l'assalto le truppe di Corrado si ritirassero, né mai poté sapersi per qual motivo l'imperatore avesse fatto ritirare quell'esercito così potente.

4. Avendo poi il santo re posto in pace il suo regno, non si applicò ad altro che a far avanzare la religione di Gesù Cristo ed a riformare gli abusi. A tal fine pubblicò più savissime


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leggi, per abolire i barbari costumi de' suoi sudditi. Egli insieme si assunse la cura de' poveri e dell'amministrazione della giustizia per ogni sorta di persone; onde la maggior parte del giorno l'impiegava nel governo de' vassalli, ma la notte la consagrava nella meditazione delle verità eterne ed in raccomandar a Dio se stesso ed i suoi sudditi.

5. Tutto rassegnato alla divina volontà soffrì con pace la morte di tutti i suoi figli e specialmente quella di Emerico suo primogenito, giovine dotato di gran virtù e da lui molto amato. Così anche soffrì con esempio di gran pazienza le sue molte infermità, sinché nell'anno 1038. Iddio lo chiamò al cielo in età di 60. anni, morendo con somma pace nel giorno dell'assunzione della divina Madre, ch'egli aveva onorata con singolar divozione in tutta la sua vita, ed alla quale avea fabbricata una magnifica chiesa in cui voll'essere seppellito.




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