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S. Alfonso Maria de Liguori
Glorie di Maria

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§ 2. - Maria è un'avvocata pietosa che non ricusa difendere le cause de' più miserabili.

Son tanti i motivi che noi abbiamo di amare questa nostra amorosa regina, che se in tutta la terra si lodasse Maria, in tutte le prediche sol di Maria si parlasse, gli uomini tutti dessero la vita per Maria, pure sarebbe poco all'ossequio ed alla gratitudine che le dobbiamo, per l'amor troppo tenero ch'ella porta a tutti gli uomini ed anche a' più miserabili peccatori, che conservano verso di lei qualche affetto di divozione.

Diceva il V. Raimondo Giordano, il quale per umiltà si nominò l'Idiota, che Maria non sa non amare chi l'ama, anzi che non isdegna di giungere anche a servire chi la serve, impiegando - se questi è peccatore - tutta la sua potente intercessione ad impetrargli il perdono dal suo benedetto Figlio: Maria diligit diligentes se; imo sibi servientibus servit. Ipsa benedicto Filio suo irato potentissime reconciliat servos et amatores suos (Praef. in Cont.).1 È tanta, siegue a dire, la sua benignità e misericordia, che niuno, quanto si sia perduto, dee temere di ricorrere a' piedi suoi, poich'ella non discaccia niuno che a lei ricorre: Tanta est eius benignitas, quod nulli formidandum est ad eam accedere, tantaque misericordia, ut nemo ab ea repellatur.2 Maria come nostra


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amantissima avvocata offerisce ella stessa a Dio le preghiere de' suoi servi, specialmente quelle che a lei si porgono: poiché siccome il Figlio intercede per noi appresso il Padre, così ella intercede per noi appresso il Figlio, e non lascia appresso l'uno e l'altro di trattare il gran negozio della nostra salute e di ottenerci le grazie che noi domandiamo: Ipsa preces servorum, maxime quae sibi exhibentur, repraesentat in conspectu divinae Maiestatis; quia ipsa est advocata nostra apud Filium, sicut Filius apud Patrem; imo apud Patrem et Filium procurat negotia et preces nostras (Idiot., in dict. Praef.).3 Con ragione dunque il B. Dionisio Cartusiano chiama la S. Vergine il rifugio singolare de' perduti, la speranza de' miseri e l'avvocata di tutti i peccatori che a lei ricorrono: Singulare perditorum refugium, miserorum spem, advocatam omnium iniquorum ad se confugientium.4

Ma se mai si trovasse alcun peccatore che non dubitasse già della sua potenza, ma diffidasse della pietà di Maria, temendo forse ch'ella non volesse aiutarlo per la gravezza di sue colpe, gli fa coraggio S. Bonaventura con dirgli: Grande privilegium Mariae, quod apud Filium sit potentissima (In Spec., lect. 6, 7):5 Grande e singolare è il privilegio che ha Maria appresso il Figlio, di ottener quanto vuole colle sue preghiere. Ma che gioverebbe a noi, soggiunge, questa gran potenza di Maria, se ella niun pensiero si prendesse di noi? Sed quid tanta Mariae potentia prodesset nobis, si ipsa nihil curaret de nobis?6 No, non dubitiamo, conclude il santo, stiamo sicuri, e ringraziamone sempre il Signore e la sua divina Madre; poiché siccome ella appresso Dio è la più potente di tutti i santi, così anche è l'avvocata più amorosa


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e sollecita del nostro bene: Carissimi, sciamus indubitanter, et pro hoc gratias agamus incessanter, quia sicut ipsa apud eum omnibus sanctis est potentior, ita pro nobis omnibus est sollicitior.7 E chi mai - con giubilo esclama S. Germano (Serm. de zona Virg.) - o Madre di misericordia, chi dopo il vostro Gesù ha tanta cura di noi e del nostro bene come voi? Quis post Filium tuum curam gerit generis humani, sicut tu? Chi mai ci difende ne' travagli che ci affliggono, come ci difendete voi? chi, come voi, prende a proteggere i peccatori, quasi combattendo a lor favore? Quis ita nos defendit in nostris afflictionibus? quis pugnat pro peccatoribus?8 Onde le soggiunge: Il vostro patrocinio, o Maria, è più potente ed amoroso di quello che noi possiamo arrivare a comprendere: Propterea patrocinium tuum maius est, quam apprehendi possit.9 Mentre, dice l'Idiota, che tutti gli altri santi possono col lor patrocinio giovare più a' loro divoti, che agli altri; la divina Madre, siccome è la regina di tutti, così di tutti ancora è l'avvocata ed ha cura della salute di tutti: Ceteri sancti iure quodam patrocinii pro sibi specialiter commissis plus possunt prodesse, quam pro alienis; beatissima vero Virgo, sicut omnium est regina, sic est omnium patrona et advocata, et cura illi est de omnibus (De contempl. B.V. in Prol.).10

Ella ha cura di tutti, anche de' peccatori, anzi di questi Maria specialmente si vanta d'esser chiamata avvocata, come appunto ella stessa dichiarò alla V. Suor Maria Villani, dicendole: Io dopo il titolo di Madre di Dio, mi vanto d'esser nominata


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l'avvocata de' peccatori.11 Dice il B. Amedeo che la nostra regina non lascia di assistere appresso la divina Maestà, continuamente intercedendo per noi colle sue potenti preghiere: Adstat beatissima Virgo vultui Conditoris prece potentissima, semper interpellans pro nobis. E poiché in cielo ella ben conosce le nostre miserie e necessità, non può non compatirci; onde con affetto di madre, mossa a compassione di noi, pietosa e benigna cerca sempre di soccorrerci e salvarci: Videt enim nostra discrimina, nostrique clemens Domina materno affectu miseretur.12 Perciò Riccardo di S. Lorenzo fa animo ad agnuno, per miserabile che sia, a ricorrere con confidenza a questa dolce avvocata, tenendo per sicuro che la troverà sempre apparecchiata ad aiutarlo: Inveniet semper paratam auxiliari.13 Mentre dice Goffrido che Maria sta sempre pronta a pregare per tutti: Ipsa pro universo mundo paratissima est ad precandum.14

Ed oh con quanta efficacia ed amore, parla S. Bernardo, questa buon'avvocata tratta il negozio della nostra salute! Maria nobis facta dicitur advocata, quae apud Deum salutis nostrae negotia efficaciter pertractet (Serm. 1, de Ass.).15 S. Agostino considerando l'affetto e l'impegno con


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cui Maria continuamente s'impiega in pregare per noi la divina Maestà, affinché il Signore ci perdoni i peccati, ci assista colla sua grazia, ci liberi da' pericoli e ci sollevi dalle miserie, dice parlando colla S. Vergine: Unam ac te solam pro nobis in caelo fatemur esse sollicitam (Ap. S. Bon., in spec., lect. 6).16 E vuol dire: Signora, è vero che tutti i santi amano la nostra salute e pregano per noi; ma la carità e tenerezza che voi ci dimostrate in cielo in ottenerci colle vostre preghiere tante misericordie da Dio, ci obbliga a confessare che noi non abbiamo in cielo che un'avvocata, la quale siete voi, e che voi sola siete l'unica vera amante e sollecita del nostro bene. - E chi mai può comprendere le sollecitudini colle quali sempre assiste Maria appresso Dio a nostro favore? Dice S. Germano: Non est satietas defensionis eius.17 È bella l'espressione: È tanta la pietà che ha Maria delle nostre miserie ed è tanto l'amore che ci porta, che prega sempre e torna a pregare e non si sazia mai di pregare per noi, e colle sue preghiere di difenderci da' mali e di ottenerci le grazie: Non est satietas defensionis eius.

Poveri noi peccatori, se non avessimo questa grande avvocata, la quale è così potente, così pietosa, e insieme così prudente e savia, che non può il giudice suo Figlio, dice Riccardo di S. Lorenzo, condannare que' rei ch'ella difende: Tam prudens et disserta est advocata Maria, quod non potest Filius vindicare in eos, pro quibus ipsa allegat (De laud. V., l. 2, p. 2).18 Onde S. Giovanni Geometra la saluta: Salve, ius dirimens lites (Ap. Pep., lez…, to. 5).19 Poiché tutte le cause difese da questa sapientissima avvocata tutte si


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guadagnano. E perciò Maria vien chiamata da S. Bonaventura la savia Abigaille, Abigail sapiens.20 Questa fu quella donna - come si legge nel libro I de' Re, cap. 25 - che seppe così ben placare colle sue belle preghiere il re Davide, allorché stava sdegnato contro Nabal, che Davide stesso la benedisse, come ringraziandola che l'avesse impedito colle sue dolci maniere di vendicarsi di Nabal colle sue proprie mani: Benedicta tu, quae prohibuisti me hodie ne ulciscerer manu mea.21 Questo stesso fa appunto Maria continuamente in cielo a beneficio d'innumerabili peccatori: ella sa così bene colle sue tenere e savie preghiere placare la divina giustizia, che Dio medesimo ne la benedice e quasi la ringrazia che in tal modo lo trattenga dall'abbandonarli e castigarli come meritano. A questo fine, dice S. Bernardo, l'Eterno Padre, perché vuole usarci tutte le misericordie possibili, oltre del principal nostro avvocato Gesù Cristo appresso di sé, ci ha data Maria per avvocata appresso di Gesù Cristo.

Non v'ha dubbio, parla S. Bernardo, che Gesù è l'unico mediator di giustizia fra gli uomini e Dio, che in virtù de' propri meriti può e vuole, secondo le sue promesse, ottenerci il perdono e la divina grazia; ma perché gli uomini in Gesù Cristo riconoscono e paventano la divina Maestà, che in esso risiede come Dio, perciò è stato necessario di assegnarci un'altra avvocata, a cui noi potessimo ricorrere con minor timore e con più confidenza; e questa è Maria, della quale non possiamo trovare un'avvocata più potente appresso sua divina Maestà, e più misericordiosa verso di noi. Ecco le sue belle parole: Fidelis et potens mediator Dei et hominum; sed divinam reverentur in eo homines Maiestatem. Opus est enim mediatore ad mediatorem ipsum: nec alter nobis utilior, quam Maria (Serm. in Sign. magn.).22 Ma gran torto poi farebbe


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alla pietà di Maria, siegue a dire il santo, chi si prendesse anche timore di andare a' piedi di questa dolcissima avvocata, che niente ha di severo e di terribile, ma è tutta cortese, amabile e benigna: Quid ad Mariam accedere trepidat humana fragilitas? Nihil austerum in ea, nihil terribile, tota suavis est. Leggi e rivolgi quanto vuoi, soggiunge S. Bernardo, tutta l'istoria descritta negli Evangeli, e se ritrovi alcun atto di austerità in Maria, allora temi di accostarti a lei. Ma non mai lo troverai: onde ricorri allegramente, dice, ch'ella ti salverà colla sua intercessione: Revolve diligentius Evangelicae historiae seriem, et si quid forte austerum occurrerit in Maria, ad eam accedere verearis (S. Bern. serm. in Sign. magn.).23

Ma troppo bella è l'esclamazione che mette in bocca al peccatore che ricorre a Maria Guglielmo Parisiense (De Rhet. div., c. 18): Adibo te, le fa dire, imo etiam conveniam, gloriosissima Dei Genitrix, quam matrem misericordiae vocat, imo clamitat omnis Ecclesia sanctorum:24 O Madre del mio Dio, io


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nello stato miserabile, in cui mi vedo ridotto da' miei peccati, a voi ricorro pieno di confidenza; e se voi mi discacciate, io vi convengo che siete in certo modo tenuta ad aiutarmi, giacché tutta la Chiesa de' fedeli vi chiama e vi pubblica madre della misericordia. Tu, inquam, cuius gratiositas numquam repulsam patitur; cuius misericordia nulli umquam defuit; cuius benignissima humanitas nullum umquam deprecantem quantumcumque peccatorem despexit: Voi, o Maria, ben siete quella che per esserecara a Dio sempre siete esaudita; la vostra gran pietà non mai è mancata ad alcuno; la vostra dolcissima affabilità non ha mai disprezzato alcun peccatore quanto si voglia enorme, che a voi si sia raccomandato. Eh che forse falsamente o in vano tutta la Chiesa vi nomina la sua avvocata e 'l rifugio de' miseri? An falso et inaniter vocat te omnis Ecclesia advocatam suam et miserorum refugium? Non sia mai che le mie colpe possano, o Madre mia, trattenervi di adempiere il grande officio di pietà che voi avete, col quale siete insieme e l'avvocata e la mezzana di pace fra gli uomini e Dio, e dopo il vostro Figlio l'unica speranza e 'l rifugio sicuro de' miserabili: Absit ut peccata mea possint suspendere te a tam salubri officio pietatis; quo et advocata es et mediatrix hominum, post Filium tuum spes unica et refugium tutissimum miserorum. Tutto quanto voi avete di grazia e di gloria, e la stessa dignità d'esser Madre di Dio - s'è lecito dirlo - voi la dovete a' peccatori; giacché per loro cagione il Verbo divino vi ha fatta sua Madre: Totum siquidem quod habes gratiae, totum quod habes gloriae et etiam hoc ipsum quod Mater es Dei, si fas est dicere, peccatoribus debes: omnia enim haec propter peccatores tibi collata sunt. Lungi da questa divina Madre, che partorì al mondo il fonte della pietà, il pensare


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ch'ella abbia a negare la sua misericordia ad alcun miserabile che a lei ricorre: Absit hoc a Matre Dei, quae fontem pietatis toti mundo peperit, ut cuique miserorum suae misericordiae subventionem umquam deneget. Giacché dunque, o Maria, il vostro officio è il far da paciera fra Dio e gli uomini, vi muova a sovvenirmi la vostra gran pietà, ch'è assai maggiore di tutti i miei peccati: Officium ergo tuum est te mediam interponere inter ipsum et homines. Moveat te, gloriosa Dei Mater, benignissima misericordia tua, quae maior est incogitabiliter omnibus vitiis meis et peccatis (Guill. Paris., d. cap. 18, de Rheth. div.).

Consolatevi dunque, o pusillanimi - dirò con S. Tommaso da Villanova - respirate e fate animo, o miseri peccatori: questa gran Vergine che è Madre del vostro giudice e Dio, ella è l'avvocata dell'uman genere. Idonea che può quanto vuole appresso Dio: sapientissima che sa tutti i modi di placarlo: universale che tutti accoglie e non ricusa di difendere alcuno: Consolamini, pusillanimes; respirate, miserabiles; Virgo Deipara est humani generis advocata idonea, sapientissima, universalis (In rog. pro exp. adv. Turc. susc.).25

Esempio.

Quanto sia pietosa co' miseri peccatori questa nostr'avvocata, ben lo dimostrò con Beatrice monaca nel monastero di Fonte Eraldo, come si riferisce da Cesario (Lib. 7, c. 34) e dal P. Rho (In Ex.).26

Questa infelice religiosa, vinta dalla passione verso d'un certo giovine, concertò di fuggirsene insieme. Ed in fatti un


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giorno la disgraziata se ne andò avanti ad un'immagine di Maria, ivi depose le chiavi del monastero, poich'ella n'era la portinara, e sfacciatamente si partì.

Giunta in altro paese, ivi si diede a fare la donna pubblica e visse quindici anni in questo stato miserabile. Avvenne poi che in quella città s'incontrò col fattore del monastero, ed ella gli domandò, stimandosi già da colui sconosciuta, se conosceva Suor Beatrice. Ben la conosco, quegli rispose: è una monaca santa, ed ora è maestra di novizie. A questo parlare ella restò confusa e stupita, non sapendo intendere come ciò fosse. Onde per chiarirsi del vero, si travestì e si portò al monastero. Ivi fe' chiamar Suor Beatrice, ed ecco che le comparve innanzi la SS. Vergine in forma di quella stessa immagine, a cui in partirsi dal monastero avea consegnato le chiavi e le vesti. E la divina Madre così allora le parlò: Beatrice, sappi che io per impedire il tuo vituperio ho presa la forma tua, ed in tua vece, per questi quindici anni che sei vivuta lontana dal monastero e da Dio, ho eseguito il tuo impiego. Figlia, torna, fa penitenza, che 'l mio Figlio ancora t'aspetta; e procura colla buona vita di conservare il buon nome ch'io qui ti ho acquistato. Così disse e disparve.

Allora Beatrice rientrò nel monastero, riprese l'abito di religiosa, e grata a tanta misericordia di Maria visse da santa; e in morte poi manifestò tutto a gloria di questa gran regina.

Preghiera.

O gran Madre del mio Signore, io già vedo che l'ingratitudine da me usata per tanti anni a Dio ed a voi, meriterebbe che voi giustamente lasciaste di aver più cura di me; poiché l'ingrato non è più degno di benefizi. Ma io, Signora, ho un gran concetto della vostra bontà: tengo esser ella assai più grande della mia ingratitudine. Continuate dunque, o rifugio de' peccatori, e non lasciate di soccorrere un misero peccatore che fida in voi. O Madre di misericordia, deh stendete la mano a sollevare un povero caduto che vi cerca pietà.

O Maria, o voi difendetemi o ditemi a chi ho da ricorrere che mi possa difendere meglio di voi. Ma dove posso io trovare appresso Dio un'avvocata più pietosa e più potente di voi che gli siete Madre? Voi essendo stata fatta Madre del Salvatore,


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siete nata a salvare i peccatori, ed a me siete stata data per mia salute. O Maria, salvate chi a voi ricorre. Io non merito il vostro amore, ma il desiderio che voi avete di salvare i perduti, questo mi fa sperare che voi mi amiate. E se voi mi amate, come mi perderò?

O madre mia diletta, se per voi mi salvo, come spero, non vi sarò più ingrato: compenserò con lodi perpetue e con tutti gli affetti dell'anima mia la mia passata sconoscenza e l'amore che voi mi avete portato. Nel cielo dove voi regnate e regnerete in eterno, felice io sempre canterò le vostre misericordie, e bacerò in eterno quelle mani amorose che tante volte mi han liberato dall'inferno, quante io me l'ho meritato co' miei peccati.

O Maria, o mia liberatrice, o mia speranza, o regina, o avvocata, o madre mia, io vi amo, vi voglio bene e sempre vi voglio amare. Amen, amen. Così spero, così sia.




1 RAYMUNDUS IORDANUS, dictus Idiota, Can. Reg. O. S. Aug., Cellensium Abbas, Contemplationes de B. Vergine, Prooemium, Migne-Bourassé, Summa aurea, IV, 851.

2 «Tanta est eius benignitas, quod nulli formidandum est accedere ad eam; et tanta est eius misericordia, quod ab ea nullus repellitur.» IDEM, ibid.

3 «Ipsa preces et servitia servorum suorum, et sacrificia, et maxime quae ei exhibentur, offert in conspectu divinae Maiestatis. Quia ipsa est Advocata nostra ad Filium, sicut Filius ad Patrem. Imo apud Patrem et Filium procurat negotia et petitiones nostras.» IDEM, ibid.

4 «Ipsa quoque eis qui a gratia Christi prolapsi sunt, rursus procurat eamdem, et regnum misericordiae ei commissum est. Unde ipsa est singulare ac potentissimum refugium perditorum, spes miserorum, advocata et reconciliatrix omnium iniquorum ad eam confugientium.» DIONYSIUS CARTUSIANUS, De dignitate et laudibus B. M. V., lib. 2, art. 23. Opera, XXXVI, Opera minora, IV, Tornaci, 1908, pag. 99, col. 2.

5 «Sextum Mariae privilegium est, quod ipsa super omnem creaturam apud Deum potentissima est... Grande privilegium est, quod ipsa prae omnibus apud Deum potentissima est.» CONRADUS SAXON, O. M., Speculum B. M. V., lectio 6. Inter Opera S. Bonav., ed. Rom., Mogunt. et Lugdun., VI, 439, col. 1. - Vedi App. 2.

6 Idem opus, ibid.

7 «Propter hoc, carissimi, sciamus indubitanter, et pro hoc gratias agamus incessanter, quia sicut ipsa apud Deum omnibus sanctis est potior, ita quoque pro nobis apud Deum omnibus sanctis est sollicitior.» Idem opus, ibid.

8 «Quis sicut tu, secundum unum Filium tuum, humani generis curam gerit? Quis ita in nostris aerumnis nos defendit? Quis tam celeriter praeveniens a tentationibus ingruentibus nos eruit? Quis pro peccatoribus supplicando, sic et tu, enititur? Quis sic expromittens pro eis excusat, quorum nulla spes emendationis?» S. GERMANUS, Patriarcha CP., In aedes Deiparae, in fascias Domini et in zonam Deiparae. MG 98-379.

9 «Omnia tua, Dei Genitrix, incredibilia miraque sunt; cuncta naturam excedunt, cuncta rationem et potentiam. Quocirca etiam protectio tua, intelligentiae vim omnem superat.» IDEM, ibid., col. 382.

10 «Ceteri enim sancti iure quodam patronatus sibi commissis specialiter plus possunt prodesse in curia Altissimi, quam alienis. Beata Virgo, sicut est omnium Regina, sic est omnium Patrona et Advocata: et cura est sibi de omnibus.» RAYMUNDUS IOARDANUS, come sopra nota 1, col. 852.

11 «Io (disse Maria SS. alla Serva di Dio,) non ho maggior gusto, che quando fo l'Avvocata de' peccatori. Anzi, dopo di esser Madre di Dio, il titolo di cui più mi pregio, è di essere Avvocata de' peccatori.» Dom. M. MARCHESE, O. P., Vita della Serva di Dio Suor Maria Villani, O. P., Fondatrice del Monastero di S. Maria del Divino Amore di Napoli (+ 1670), lib. 3, cap. 6. Napoli, 1674, pag. 489.

12 «Adstat ergo Beatissima, singulari merito praecipua, vultui Conditoris prece potentissima, semper interpellans pro nobis. Illo enim edocta lumine cui nuda et aperta sunt omnia, cuncta nostra videt discrimina, nostrique clemens et dulcis Domina materno affectu miseretur.» B. AMEDEUS, Cirsterciensis, Lausannensis episcopus (+ 1159), De Maria Virginea Matre Homiliae octo, hom. 8. ML 188-1343.

13 «Qui de luce vigilaverit ad illam, non laborabit diu vel in vacuum. Assidentem enim illam foribus suis inveniet semper paratam auxiliari et pulsantem ut intret.» RICHARDUS A S. LAURENTIO, De laudibus B. M. V., lib. 2, cap. 1, n. 7. Inter Opera S. Alberti Magni, Lugduni, 1651, XX, pag. 34, col. 1, 2; Parisiis, XXXVI, 61, col. 2.

14 «Et ipsa quidem pro universo mundo paratissima esset ad precandum, totusque mundus salvaretur, si precibus eius se faceret dignum. «GOFFRIDUS, Abbas Vindocinensis (Vendôme), S. Priscae Cardinalis (+ 1132), Sermones, sermo 8, In omni festivitate B. Mariae Matris Domini. ML 157-268.

15 «Praecessit nos regina nostra, praecessit, et tam gloriose suscepta est, ut fiducialiter sequantur Dominam servuli...Advocatam praemisit peregrinatio nostra, quae, tamquam Iudicis mater et mater misericordiae, suppliciter et efficaciter salutis nostrae negotia pertractabit.» S. BERNARDUS, In Assumptione B. V. M., sermo 1, n. 1. ML 183-415.

16 «Sicut ipsa apud Deum omnibus sanctis est potior, ita quoque pro nobis apud Deum omnibus sanctis est sollicitior, testante eodem Doctore Augustino qui sic ait: Te solam, o Maria, pro sancta Ecclesia sollicitam prae omnibus sanctis scimus, quae impetras inducias transgressoribus, ut renuntient suis erroribus.» CONRADUS SAXON, Speculum B. M. V., lectio 6. Inter Opera S. Bonav., Rom. Mogunt. Lugd., VI, 439, col. 1.

17 «Plane enim, nullus tuae magnificentiae finis; insatiabilis opitulatio tua.» Più precisamente: non est opitulationis tuae satietas.) S. GERMANUS, Patriarcha CP., In Encaenia aedis et in zonam Deiparae, et in fascias Domini. MG 98-380.

18 RICHARDUS A S. LAURENTIO, De laudibus B. M. V., lib. 2, cap. 1, n. 18. Inter Opera S. Alb. M., Lugduni, 1651, XX, 38, col. 2; Parisiis, XXXVI, 68, col. 2.

19 «Salve, virtutes fundens mortalibus almas - Eloquii princeps mellifluique soni. - Salve, ius dirimens lites, et flumina linguae - Oratorum obdens, oris et artis opus.» IOANNES GEOMETRA, Hymni in S. Deiparam, hymnu 4. MG 106-866. - Presso il P. Pepe, Op. cit., to. 5, lez. 233; ed. cit., pag. 280.

20 «Quia Dominus sapientissimus, sapientissime est tecum, (o Maria): ideo tu es sapientissima secum, sapientissima es per ipsum. Tu enim signata es per illam Abigail, de qua dicitur: Eratque mulier illa prudentissima, et speciosa (I Reg. XXV, 3)... Dominus ergo tecum, o Maria sapientissima.» CONRADUS SAXON, Speculum B. M. V., lectio 8. Inter Opera S. Bonav., Romae, etc., VI, 442, col. 2. - Vedi Appendice, 2.

21 Et benedicta tu, quae prohibuisti me hodie ne irem ad sanguinem, et ulciscerer me manu mea. I Reg. XXV, 33.

22 «Vehementer quidem nobis, dilectissimi, vir unus et mulier una nocuere: sed, gratias Deo, per unum nihilominus virum et mulierem unam omnia restaurantur; nec sine magno fenore gratiarum... Et quidem sufficere poterat Christus... Fidelis plane et praepotens mediator Dei et hominum homo Christus Iesus, sed divinam in eo reverentur homines Maiestatem... Iam itaque nec ipsa mulier benedicta in mulieribus videbitur otiosa... Opus est enim mediatore ad mediatorem istum, nec alter nobis utilior quam Maria.» S. BERNARDUS, Dominica infra Octav. Assumptionis B. V. M., Sermo in «Signum magnum», n. 1, 2. ML 183-429. - Cf. Sermo de aquaeductu, n. 6, 7. ML 183-440, 441.

23 «Quid ad Mariam accedere trepidet humana fragilitas? Nihil austerum in ea, nihil terribile: tota suavis est, omnibus offerens lac et lanam. Revolve diligenter evangelicae historiae seriem universam: et si quid forte increaptorium, si quid durum, si quod denique signum vel tenuis indignationis occurrerit in Maria, de cetero suspectam habeas, et accedere verearis. Quod si, ut vere sunt, plena magis omnia pietatis et gratiae, plena mansuetudinis et misericordiae, quae ad eam pertinent inveneris: age gratias ei qui talem tibi mediatricem benignissima miseratione providit, in qua nihil possit esse suspectum.» IDEM, ibid., n. 2. ML 183-430.

24 Questa preghiera si ritrova tutta quanta, anzi assai più lunga, presso GUGLIELMO, detto Alverno, a causa della nascita, e Parisiense, perché fu vescovo di Parigi. Costituisce il cap. 18 (pag. 357, col. 2, 358, col. 1, 2) dell'opera intitolata Rhetorica divina sive Ars oratoria eloquentiae divinae, cioè de arte orandi. L'opera comprende 54 capitoli, e termina la prima parte del primo volume delle opere di Guglielmo: Opera, Aureliae et Parisiis, 1674. Daremo i frammenti di questa preghiera secondo l'ordine che hanno presso Guglielmo, segnando con lettere tra parentesi l'ordine di S. Alfonso. «(a) Adibo te, imo etiam conveniam, gloriosissima Dei Genitrix, quam matrem misericordiae et reginam pietatis vocat, imo clamitat omnis Ecclesia sanctorum. An poteris denegare peccatoribus interpellationis tuae gratiam...? (b) Tu, inquam, cuius gratiositas numquam repulsam patitur; cuius misericordia nulli umquam defuit; cuius benignissima humilitas (S. Alfonso: humanitas) nullum umquam deprecantem, quantumcumque peccatorem, despexit... (e) Totum siquidem quod habes gratiae, totum quod habes gloriae, et etiam hoc ipsum quod es mater Dei, si fas est dicere, peccatoribus debes. Omnia enim haec propter peccatores tibi collata sunt. (c) An falso et inaniter vocat te omnis Ecclesia sanctorum advocatam suam et miserorum refugium? (f) Absit hoc a Matre Dei, quae fontem pietatis toti mundo peperit, ut cuiquam miserorum suae misericordiae subventionem umquam deneget... (g) Officium ergo tuum est mediam te interponere inter ipsum (Deum) et homines... (h) Moveat ergo te, gloriosa Dei Mater, benignissima misericordia tua, quae maior incogitabiliter est omnibus vitiis meis et peccatis... (d) Absit ut omnia mala mea, licet tot et tanta sint possint suspendere te a tam salubri officio pietatis tuae, quo et advocata es et mediatrix hominum, post Filium tuum spes unica et refugium tutissimum miserorum.»

25 «Naturalis infantium mos est, quoties ab aliquo aut laeduntur, aut deterrentur, statim fugere ad suas matrem... Infantes sumus et parvuli in hac vita... Si qua ergo tribulatio, si qua pressura, si qua perturbatio aut pavor occurrit, statim ad Virginem sacram omnes refugiamus... Eia ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte.» S. THOMAS A VILLANOVA, In Rogationibus concio, pro expeditione adversus Turcas suscepta, n. 1. Conciones, I, Mediolani, 1760, col. 615. - Dopo aver riferito questo passo, PACIUCHELLI (Excitationes dormitantis animae, Salve Regina, Excitatio 10, n. 1, Venetiis, 1720, p. 641, col. 2) soggiunge: «Consolamini, pusillanimes, respirate et levate capita vestra, o miserabiles: Virgo Deipara est humani generis Advocata idonea, sapientissima, et universalis.»

26 CAESARIUS, Heisterbacensis monachus, Ord. Cisterc., Dialogus miraculorum, dist. 7, cap. 34. - RHÒ, S. I., Sabati del Gesù, ovvero Esempi della Madonna. Bologna, 1679. Esempio 61, pag. 360-366. - Cf. Appendice, 6.






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