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S. Alfonso Maria de Liguori
Glorie di Maria

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OSSEQUIO III. - Del Rosario ed Officio.

La divozione del SS. Rosario già si sa essere stata rivelata a S. Domenico dalla stessa divina Madre, allorché stando afflitto il santo e lagnandosi colla sua Signora degli eretici Albigesi che in quel tempo facevano gran danno alla Chiesa, la Vergine gli disse: Questo terreno sarà sempre sterile, sino che vi cada la pioggia. Intese allora S. Domenico questa pioggia esser la divozione del Rosario, ch'egli doveva pubblicare. Come in fatti il santo l'andò per tutto predicando, e questa divozione fu da tutti i cattolici abbracciata; in modo tale che al presente non vi è divozione più praticata da' fedeli di ogni stato di persone, che questa del SS. Rosario.1 Gli eretici moderni, Calvino, Bucero ed altri, che non han detto per discreditare l'uso della corona?2 Ma è noto il gran bene che


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al mondo ha recato questa nobile divozione. Quanti per mezzo di essa sono stati liberati da' peccati! quanti condotti a vita santa! quanti han fatta buona morte ed ora son salvi! Leggansi tanti libri che ne trattano.

Basti sapere che questa divozione è stata approvata dalla S. Chiesa, ed i Sommi Pontefici l'hanno arricchita d'indulgenze. A chi recita la terza parte del Rosario sta conceduta l'indulgenza di 70 mila anni, ed a chi lo recita intiero 80 mila, e più a chi lo recita avanti la cappella del Rosario.3 E Benedetto XIII ultimamente annesse al Rosario - per chi almeno ne recita la terza parte alla corona benedetta da' PP. Domenicani


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- tutte le indulgenze che vi sono alle coronelle di S. Brigida, cioè cento giorni per ogni Ave Maria e Pater noster che si dice.4 E di più chi recita il Rosario guadagna l'indulgenza plenaria in tutte le feste principali di Maria e della S. Chiesa, ed anche de' Santi Domenicani, visitando le loro chiese dopo la confessione o comunione.5 Ma tutto ciò avvertasi, che s'intende per coloro che stanno scritti nel libro del Rosario; a' quali nel giorno che s'ascrivono confessati e comunicati sta conceduta anche l'indulgenza plenaria;6 e cento anni se portano il Rosario;7 ed a chi fa l'orazione mentale per mezz'ora il giorno, sette anni per ogni volta, ed indulgenza plenaria in capo al mese.8

Per guadagnare poi l'indulgenze apposte alla recitazione del Rosario, bisogna nello stesso tempo contemplare i misteri, i quali già si trovano registrati in più libri; e quando alcuno non li sapesse, basterà che contempli alcuno de' misteri della Passione di Gesù Cristo, come la flagellazione, la morte, ecc.9 - Bisogna poi recitare il Rosario con divozione; sul che avvertasi ciò che disse la S. Vergine alla B. Eulalia, cioè che più gradiva cinque poste recitate con pausa e con divozione, che quindici all'infretta e con minor divozione.10 Perciò è bene


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dire il Rosario inginocchioni e davanti a qualche immagine di Maria, e in ogni principio di posta fare un atto d'amore a Gesù e Maria, con chieder loro qualche grazia. Ed avvertasi in oltre che giova più il dire il Rosario accompagnato con altri che dirlo solo.

Circa poi l'Officio picciolo della Madonna, che narrasi composto da S. Pier Damiani,11 Urbano II vi pose molte indulgenze


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a chi lo recita;12 e la S. Vergine più volte ha dimostrato quanto le gradisse questa divozione, come può vedersi appresso il P. Auriemma (T. 1, c. 8).13

Molto anche gradisce le litanie, a cui sono concessi 200 giorni d'indulgenza per ogni volta;14 l'inno Ave maris Stella, che ordinò a S. Brigida recitarlo ogni giorno;15 e più il cantico


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del Magnificat,16 poiché con questo la lodiamo colle stesse parole con cui ella lodò Dio.




1 «Cum Albigensium haeresis per Tolosatium regionem impie grassaretur, atque altius in dies radice ageret, sanctus Dominicus, qui nuper Praedicatorum ordinis fundamenta iecerat, ad eam convellendam totus incubuit. Id ut praestaret validius, auxilium beatae Virginis, cuius dignitas illis erroribus impudentissime petebatur, cuique datum est cunctas haereses interimere in universo mundo, enixis precibus imploravit. A qua - ut memoriae proditum est - cum monitus esset ut Rosarium populis praedicaret, velut singulare adversus haereses ac vitia praesidium; mirum est, quanto mentis fervore et quam felici successu iniunctum sibi munus sit exsecutus... Ex eo ergo tempore pius hic orandi modus mirabiliter per sanctum Dominicum promulgari augerique coepit; quem eiusdem institutorem auctoremque fuisse Summi Pontifices apostolicis litteris passim affirmarunt.» BREVIARIUM ROMANUM, In solemnitate Sacratissimi Rosarii B. M. V., lectio 4.

2 S. PETRUS CANISIUS, De verbi Dei corruptelis, II, De Maria Virgine Deipara, lib. 3, cap. 9, Lugduni, 1584, p. 213, col. 1: «Ioannes Calvinus... haud sine blasphemiae spiritu calumniatur, hanc salutationem (angelicam) a catholicis... quasi magico exorcismo in preculam verti.» - Id. op., lib. 3, cap. 10, p. 219, col. 1: «Bucerus, Pellicanus, Franciscus Lambertus et Bullingerus, alia ratione nobis oblatrant, ut, si possint, tetrae superstitionis notam his, a quorum sancta societate turpiter desciverunt, inurant. Accusant igitur, quod haec salutatio saepe repetatur a nostris, et inde serta, coronae, rosaria contexantur. Quod si fiat, nefandam blasphemiam auctore Bucero committimus, neque aliud nisi apertissimum Satanae inventum et Lucifericum commentum stabilimus, Deoque et electis odiosam, ac omni studio devitandam adferimus submurmurationem, sicut Franciscus Lambertus ausus est calumniari...»

3 Per le indulgenze annesse al Rosario, riportiamo quello che è scritto nell'autentica «Collectio precum piorumque operum», Roma, 1929, pag. 148 e seg., essendo annullate tutte le altre ivi non riferite: «a) Fidelibus, quoties tertiam partem Rosarii recitaverint, conceditur: Indulgentia quinque annorum totidemque quadragenarum. b) Si una cum aliis, sive publice sive privatim, saltem tertiam Rosarii partem recitaverint, conceditur: Indulgentia decem annorum totidemque quadragenarum semel in die. Indulgentia plenaria in ultima singulorum mensium Dominica, additis confessione, sacra Comunione et alicuius ecclesiae aut publici oratorii visitatione, si saltem tribus diebus ex praecedentibus hebdomadis eamdem recitationem persolverint. c) Iis, qui mense octobri saltem tertiam Rosarii partem sive publice sive privatim recitaverint, conceditur: Indulgentia septem annorum totidemque quadragenarum quovis die. Indulgentia plenaria, additis confessione, sacra Communione (quae etiam infra octavam peragi potest) et alicuius ecclesiae aut publici oratorii visitatione, si die festo B. M. V. de Rosario et per totam octavam idem persolverint. Indulgentia plenaria, additis etc., si post octavam sacratissimi Rosarii saltem decem diebus eamdem recitationem persolverint. d) Iis, qui coram SS.mo Euristiae Sacramento, pubblice exposito vel etiam in tabernaculo adservato, tertiam Rosarii partem recitaverint, quoties id egerint, conceditur: Indulgentia plenaria, si praeterea confessionem peregerint et ad sacram Mensam accesserint. – Nota. 1° Decades separari possunt, dummodo recitatio coronae in eodem die absolvatur. 2° Si in recitatione Rosarii fideles (saltem unus, si in communi fiat recitatio) de more utantur corona, ab aliquo religioso Ordinis Praedicatorum vel ab alio sacerdote facultate pollente benedicta, praeter supradictas indulgentias, alias acquirere possunt.» - In forza di questa ultima nota, le indulgenze sopra riferite si guadagnano da tutti i fedeli indistintamente. Quelli poi che usano la corona benedetta dai PP. Domenicani acquistano anche le altre indulgenze di cui alla nota seguente. Gli iscritti alla Confraternita del Rosario possono guadagnarne molte altre ancora, che sono riferite nel manuale della Confraternita.

4 Con rescritto della S.C. delle Indulgenze, 13 aprile 1726, il S.P. Benedetto XIII «concesse a quelli, i quali reciteranno o il Rosario intero, cioè quindici poste, ovvero la sua terza parte, cioè cinque poste, indulgenza di cento giorni per ogni Pater noster e per ogni Ave Maria; indulgenza plenaria una volta all'anno in un giorno ad arbitrio a chi avrà recitato l'intero Rosario, o almeno la sua terza parte ogni giorno per lo spazio di un anno. Condizioni: confessione, comunione e preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice.» Raccolta di orazioni e pie opere, Roma, 1898, pag. 349, 350.

5 Le sopradette indulgenze plenarie non si trovano nella Raccolta, trattandosi di concessioni particolari, Il Lacau, S. C. I., Precieux tresor des indulgences, Torino, 1932, pag. 94, citando il Decreto di S. Pio V, 14 giugno 1566, dice che gli ascritti, recitando il Rosario, possono guadagnare l'indulgenza plenaria nella festa dell'Annunziazione, e di 40 anni e 10 quarantene in quelle della Purificazione, Assunzione e Natività dell B.V.

6 È riportata anche dal Lacau, pag. 92, il quale cita un Decreto di Gregorio XIII, 15 luglio 1579. Naturalmente manca nella Raccolta, trattandosi di concessioni particolari.

7 Anche il Lacau, pag. 96, conferma questa straordinaria indulgenza di 100 anni e 100 quarantene ogni giorno, per gli ascritti che portano addosso il Rosario della Madonna, citando un Rescritto autografo di Pio X al Generale dei Domenicani, del 30 luglio 1906.

8 Benedetto XIV con Breve del 16 dicembre 1746. Cf. Raccolta, pag. 559.



9 La meditazione dei misteri è necessaria per lucrare le indulgenze; ma Benedetto XIII, nella Costituzione Pretiosius, 26 maggio 1727, § 4, dichiarò che per le persone incapaci della considerazione dei misteri, basta la recita devota del Rosario. Cf. Raccolta, pag. 350.

10 Magnum Speculum exemplorum, dist. 9, exemplum 116. Ma non si nomina la B. Eulalia; si dice soltanto: «Virgo quaedam religiosa.» Del resto, è alquanto diverso il fatto della B. Eulalia, quale ci vien raccontato dai seguenti autori. Chrysostomus HENRIQUEZ, Menologium Cisterciense notationibus illustratum, Antverpiae, 1630. Menologium, 11 maii: «Depositio Eulatiae virginis, quae, humana contemnens et caelestia appetens, Religionem Cisterciensem professa, egregiis virtutibus celebris refulsit. Dei Parentem singulari colebat affetu, se ei sollicitis precibus totam commendans: quam etiam singulis diebus pia Angeli salutatione frequenter compellabat: cuius grata praesentia frui meruit, et angelica visitatione consolari. Cumque magno exemplo vitae regularis nostrum institutum exornaret, a carne mortali educta, ad immortalitatis locum emigravit.» L. c., pag. 157, col. 2, nota f): «Narrat id Almensis Anonymus in hunc modum: «Apparuit ei vigilanti beata Dei Genitrix... dicens: «Dormis, Eulalia? dormis, filia?» Cui illa: «Non dormio, inquit, Domina mea carissima: sed a te quaero cur ad me peccatricem et indignam venire dignata es, mundi Regina?» Et Domina: «Ne timeas Matrem piam, filia carissima, cui quotidie quamplurima exhibes servitia. Quando me salutas Angeli salutatione, noli, si vis mihi placere et magis tibi proficere, amodo illam salutationem tam cito proferre. Scias me tunc gaudium magnum percipere; maxime cum dicis: Dominus tecum, prolixe, huius modus gaudii inenarrabilis est, quo tum afficior. Nam ea videtur mihi intra me praesentem habere filium meum, sicut cum de me dignatus est nasci Deus et homo pro peccatoribus. Sicut tunc fuit mihi gaudium ineffabile, ita et nunc cum dicitur mihi Dominus tecum Angelica salutatione,.» Haec audiens illa Dei famula, repleta nimirum est ingenti laetitia. Agente illa gratias pro tam pia consolatione et admonitione, Virgo pia cum claritate magna rediit ad caelestia regna.» - Cf. MARRACCIUS, Familia Mariana, IX Lilia Mariana, cap. 4, n. 8: Summa aurea (Migne-Bourassé), XI, pag. 877, 878. - AURIEMMA, Affetti scambievoli, parte 1, cap. 6, pag. 51.

11 S. Pier Damiani non compose l'Officio della Madonna; ma ne fu ardente propagatore, e, possiamo dire, il restauratore. Scive un suo biografo (Augustinus FORTUNIUS, monachus Camaldulensis, libro quinto Hisotiarum Camaldulensium, etc., ML 144-166): «Reversus Petrus a legatione Germaniae, ad eremum suam Avellanam concitus redierat... sed revocatus a Gregorio VII, qui anno 1073 cathedram Petri obtinuit, missus est legatus de latere per totam Italiam, ut promulgaret decreta de dicendo Officio B. Mariae Virginis, quod ubique siluerat: simul ieiunium sextae feriae in honorem sanctae crucis indiceret, quod oblitteratum esse videbatur.» E un altro biografo (Hieronymus RUBEUS, ex libro quinto Historiarum Ravennatum, ML 144-179): «Gregorio deinde septimo hortante, e legatione Germanica reversus, per omnem Italiam, sacram inediam et ciborum ieiunitatem, die Veneris in honorem crucis instituit, ac potius... revocavit; quod et de horariis precibus, quibus quotidie divae Mariae virgini Christiparae debitur cultus exhibetur, factum est; iussitque pontifex ab omnibus, qui sacris essent initiati, pie ac sancte quotidie recitandas.» Sul che opportunamente osserva l'editore delle Opere del Santo (Abbas Constantinus CAIETANUS, ML 144-132, nota 41): «Verum, quia (Fortunius) eam legationem refert institutam a Gregorio VII, suspecta est, cum constet B. Petrum ante eius pontificatum obiisse.» Fortunio, con molti altri, fa morire il Santo nel 1080. Ora, è certo che morì il 22 febbraio 1072, mentre Gregorio VII fu eletto, o meglio, acclamato Pontefice il 22 aprile dell'anno seguente. Però può dirsi che i suddetti biografi sbagliano piuttosto quanto al tempo ed al modo, che quanto alla sostanza del fatto. Difatti leggiamo presso il primo e più sicuro biografo del Damiani (IOANNES monachus eius discipulus, cioè S. IOANNES LAUDENSIS, Vita, cap. 15, ML 144-132): «Hinc (ex cooperante Spiritus gratia) namque est quod dies Crucis (cioè feria sexta cuiusilbet hebdomadae) ab innumeris fidelibus hac tota provincia ob reverentiam Dominicae passionis in abstinentia celebratur. Quam videlicet observantiam idem passim omnibus praedicans hortabatur. Hinc nihilominus constat quod omnium horarum officia in honore almae Dei Genitricis in pluribus ecclesiis instantia, maxima gestum parte dignoscitur.» - In qual conto poi S. PIER DAMIANI avesse l'Officio della Madonna, si vede da quel che scrisse ad un nobile secolare, Opusculum 10, De horis canonicis, cap. 9 et 10, ML 145-230: «Pudeat ergo prudentiam tuam canonicas horas negligere...; imo cuius spiritus in amore Dei paulo ferventius inardescit, ad hoc etiam extenditur, ut horas beatae Dei Genitricis audire quotidie non gravetur.» E dopo riferito, con prudente riserva, il prodigioso intervento di Maria a favore di un chierico, prevaricatore sì, ma fedele a quell'ossequio, e pentito delle sue colpe, soggiunge: «Hoc tamen procul dubio novimus, quia quisquis quotidiana praedictis horis officia in eius laudibus frequentare studerit, adiutricem sibimet ac patrocinaturam ipsius Iudicis matrem in die necessitatis acquirit.»

12 Nella Raccolta, pag. 302, si riferiscono solo le indulgenze concesse da Leone XIII, 17 nov. 1887 e 8 dic. 1897, cioè: A chi l'avrà recitato per intero, ancorché vi sia obbligato, 7 anni e 7 quarantene una volta al giorno; indulgenza plenaria una volta al mese, a chi l'avrà recitato ogni giorno. Condizioni: confessione e comunione. Indulgenza di 300 giorni una volta al giorno a coloro che recitano solamente Mattutino e Laudi; 50 giorni per ciascun'ora di detto Ufficio, come pure per la recita separata del Vespero e della Compieta.

13 AURIEMMA, Affetti scambievoli tra la Vergine Santissima e suoi divoti, Bologna, 1681, parte 1, cap. 8, pag. 109-123.

14 Sisto V e Benedetto XIII avevano concesso 200 giorni. Pio VII, con Decreto della S.C. delle Indulgenze, 30 settembre 1817, concesse indulgenza di 300 giorni ogni volta; indulgenza plenaria nelle feste dell'Immacolata, Natività, Annunziazione, Purificazione, ed Assunzione, a coloro, che le avessero recitate ogni giorno. Condizioni: confessione, comunione e visita di una chiesa o pubblico oratorio ivi pregando secondo l'intenzione del Sommo Pontefice. Raccolta, pag. 238.

15 Nei primi anni del suo soggiorno in Roma, la Santa fu molestata da non pochi, i quali le minacciavano anche la morte. Nostro Signore le disse: «Tu desideras scire voluntatem meam, an debeas hic Romae remanere, ubi plurimi... machinantur in mortem tuam, vel cedere eorum malitiae ad tempus. Respondeo tibi quod quando me habes, nullum timere debes. Ego brachio potentiae meae refraenabo malitiam eorum, ut tibi nocere non valeant...» Item tunc temporis etiam apparuit ei gloriosa Virgo Maria, dicens: «Filius meus, potens super homines et daemones, et super omnen aliam creaturam, invisibiliter restringit omnem conatum malitiae eorum. Et ego ero scutum protectionis tuae et tuorum contra omnes inimicorum spiritualium et corporalium incursiones. Propterea volo quod tu et familia tua conveniatis simul quolibet vespere, ad cantandum hymnum Ave maris Stella, et ego auxilium praebebo in omnibus necessitatibus vestris.» Unde Dominus Petrus Olavi, confessor eius per 29 annos, et filia eius (S. Birgittae) Domina Catharina, sanctae memoriae, instituerunt quotidie cantare in Ordine (SS. Salvatoris) hunc hymnum, asserentes quod ipsa Beata Birgitta hoc fieri mandavit, ex praecepto eiusdem Virginis gloriosae: quia ipsa gloriosa Virgo promiserat Ordinem istum, a Filio suo sibi dedicatum, speciali gratia velle protegere, et benedictionibus dulcedinis Spiritus Sancti confovere. S. BIRGITTAE Revelationes extravagantes, cap. 8. Coloniae Agrippinae, 1628, pag. 560, col. 2. - Leone XIII, con rescritto della S.C. delle Indulgenze, 27 gennaio 1888, concesse l'indulg. di 300 giorni una volta al giorno. Cf. Raccolta, pag. 303.

16 Indulgenza di 100 giorni una volta al giorno, e di 7 anni e 7 quarantene una volta in ciascun sabato dell'anno. Leone XIII, Rescritto della S.C. delle Indulg., 20 sett. 1879 e 22 febbr. 1888. Cf. Raccolta, pag. 304.




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