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S. Alfonso Maria de Liguori
Glorie di Maria

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CORONELLA DE' DOLORI DI MARIA8

Deus, in adiutorium etc.

Madre mia, fa che il mio core

Accompagni il tuo dolore

Nella morte di Gesù.

 

I. Dolore.

Vi compatisco, madre addolorata, per la prima spada di dolore, che vi trafisse, quando nel tempio per mezzo di Simeone vi furono rappresentati tutti gli strazi, che dovevano fare gli uomini al vostro amato Gesù, e che voi ben sapevate dalle divine Scritture, sino a farvelo morire avanti gli occhi appeso ad un legno infame, dissanguato ed abbandonato da tutti, senza poterlo voi difendereaiutare. Per quella penosa memoria dunque, che per tanti anni v'afflisse il cuore, vi prego, regina mia, ad impetrarmi grazia ch'io sempre in vita ed in morte tenga impressa nel cuore la Passione di Gesù ed i vostri dolori. - Pater, Ave, Gloria, etc. Madre mia, ecc. come sopra. (La quale strofa sempre si ripete).

II. Dolore.

Vi compatisco, madre mia addolorata, per la seconda spada, che vi trafisse, in vedere il vostro Figlio innocente appena nato perseguitato a morte da quegli uomini stessi, per cui era venuto nel mondo, sicché allora foste voi obbligata di notte e di nascosto a trafugarlo in Egitto. Per tanti travagli dunque, che voi, delicata donzella, in compagnia del vostro esiliato bambino soffriste nel viaggio lungo e faticoso, per paesi deserti ed aspri e nella dimora in Egitto dove essendo sconosciuti e forastieri viveste per tutti quegli anni poveri e disprezzati; vi prego, amata mia Signora, ad impetrarmi grazia di soffrir con pazienza in vostra compagnia sino alla morte i travagli di questa misera vita, acciocché


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possa nell'altra scampare da' travagli eterni e da me meritati dell'inferno. - Pater, etc.

 

III. Dolore.

 Vi compatisco, madre mia addolorata, per la terza spada che vi ferì nella perdita del vostro caro figlio Gesù, che rimasto per tre giorni da voi lontano in Gerusalemme, allora voi non vedendovi accanto il vostro amore e non sapendo la cagione della sua lontananza, penso già, amata mia regina, che in quelle notti non riposaste, ma non faceste altro che sospirare colui ch'era tutto il vostro bene. Per li sospiri dunque di quei tre giorni per voi troppo lunghi ed amari, vi prego ad impetrarmi grazia di non perdere mai il mio Dio, acciocché abbracciato con Dio io viva sempre, e così mi parta dal mondo nel punto della mia morte. - Pater, etc.

 

IV. Dolore.

Vi compatisco, madre mia addolorata, per la quarta spada che vi trafisse, in vedere il vostro Gesù condannato a morte, legato da funi e catene, coperto di sangue e piaghe, coronato da un fascio di spine, cadendo per via sotto la pesante croce, che portava sulle spalle impiagate, andare come un agnello innocente a morire per nostro amore. S'incontrarono allora occhi con occhi, e divennero i vostri sguardi tante saette crudeli con cui vi feriste insieme i cuori innamorati. Per questo gran dolore dunque, vi prego ad impetrarmi grazia di viver tutto rassegnato alla volontà del mio Dio, portando allegramente la mia croce in compagnia di Gesù sino all'ultimo respiro della mia vita. - Pater, etc.

V. Dolore.

 Vi compatisco, madre mia addolorata, per la quinta spada che vi trafisse, quando sul monte Calvario vi trovaste presente a vedervi morire avanti gli occhi a poco a poco fra tanti spasimi e disprezzi in quel duro letto della croce il vostro amato figlio Gesù, senza potergli dare neppure un minimo di que' conforti, che si concedono in punto di morte anche a' più scellerati. E vi prego per l'agonia che voi, amorosa madre, patiste insieme col vostro Figlio agonizzante e per la tenerezza che sentiste quando egli dalla croce l'ultima volta vi parlò, e da voi licenziandosi vi lasciò con Giovanni tutti noi per figli, e voi costante poi lo miraste bassare il capo e spirare; vi prego ad impetrarmi grazia dal vostro amor crocifisso di vivere e morire crocifisso a tutte le cose di questo mondo, per vivere solo a Dio in tutta la


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mia vita, e così entrare un giorno a goderlo da faccia a faccia in paradiso. - Pater, etc.

 

VI. Dolore.

Vi compatisco, madre mia addolorata, per la sesta spada che vi trafisse in vedere ferito da parte a parte il dolce Cuore del vostro Figlio già morto, e morto per quegl'ingrati che neppure dopo la morte erano sazi di tormentarlo. Per questo fiero dolore dunque che fu tutto vostro, vi prego ad ottenermi la grazia di abitare nel Cuore di Gesù ferito ed aperto per me; in quel Cuore dico, ch'è la bella cella d'amore, dove riposano tutte le anime amanti di Dio, e dove io vivendo non pensiami altro che Dio. Vergine sacrosanta, voi lo potete fare, da voi lo spero. - Pater, etc.

VII. Dolore.

Vi compatisco, madre mia addolorata, per la settima spada che vi trafisse, in vedervi fra le braccia il vostro Figlio già morto, non più vago e candido come lo riceveste un giorno nella stalla di Betlemme, ma insanguinato, livido e tutto lacero per le ferite che gli aveano scoperte ancora l'ossa: Figlio, dicendo allora, Figlio, a che t'ha ridotto l'amore? E portandosi a seppellire voleste accompagnarlo ancor voi ed accomodarlo nel sepolcro colle vostre medesime mani, finché dandogli l'ultimo addio, ivi sepolto col Figlio lasciaste il vostro cuore amante. Per tanti martirii dunque della vostra bell'anima impetratemi voi, o madre del bello amore, il perdono dell'offese ch'ho fatte all'amato mio Dio, di cui mi pento con tutto il cuore: voi difendetemi nelle tentazioni; voi assistetemi nel punto della mia morte; acciocch'io salvandomi per li meriti di Gesù e vostri, venga un giorno col vostro aiuto dopo questo misero esilio a cantare nel paradiso le lodi di Gesù e vostre per tutta l'eternità. Amen. - Pater, etc.

Ora pro nobis, Virgo dolorosissima;

Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Oremus

Deus, in cuius Passione, secundum Simeonis prophetiam, dulcissimam animam gloriosae Virginis et Matris Mariae doloris gladius pertransivit, concede propitius, ut qui dolores


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eius venerando recolimus, Passionis tuae effectum felicem consequamur. Qui vivis, et regnas in saecula, etc.

Benedetto XIII ha conceduto 200 giorni d'indulgenza per ogni Pater ed ogni Ave a chi recita detta coronella nelle Chiese de' PP. Servi di Maria, e lo stesso a chi la recita ne' giorni di venerdì e Quaresima in qualunque luogo: ed in altri giorni, 100 giorni per ciascun Pater ed Ave. A chi la recita intiera, 7 anni. A chi la recita per un anno, indulgenza plenaria applicabile per l'anime del purgatorio (Sinisc., in fin., prat. 3., pag. 3).9




8 La presente Coronella è una delle prime composizioni del Santo, come egli stesso afferma a pag. 260 del presente volume. Non sappiamo però l'anno preciso. Non si deve confondere, come fa il De Meulemeester, Bibliographie Générale des Ecrivains Rédemptoristes, 1.ère partie, pag. 52, con quella composta dal Ven. Gennaro M. Sarnelli, uno dei primi compagni di S. Alfonso, e posta in fine della Via facile e sicura del paradiso, tomo II, Napoli, 1737, pag. 144 dell'Aggiunta.

9 Quello che qui dice S. Alfonso per le indulgenze, è conforme a quanto si legge nella Raccolta di orazioni e pie opere, Roma, 1898, pag. 315 e seg., eccetto per ciò che si riferisce all'indulg. plen. applicabile alle anime del Purgatorio; ma crediamo che non si possa applicare alla Coronella composta da lui. Le indulgenze sopra riferite, si applicano alla recita della corona costituita di sette poste, ognuna delle quali ha un Pater noster e sette Ave Maria, vi sia o no aggiunta la breve considerazione dei dolori. Il Siniscalchi, Il martirio del cuore di Maria addolorata, Venezia, 1784, pratica 3, pag. 383 e seg., aggiunge ad ogni considerazione: 1 Pater, 7 Ave, 1 Gloria.




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