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S. Alfonso Maria de Liguori
Istruzione al popolo

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CAP. III. Del terzo precetto.

Santificar le feste.

 

 

1. Questo precetto importa due obblighi, il primo di astenersi dalle opere servili in tutte le domeniche e feste comandate: il secondo di sentir la messa in tali giorni. Nell'antica legge la festa era il sabato, ma gli apostoli poi l'hanno mutata nella domenica, giorno per altro santificato più volte da Dio, come notò s. Leone, perché nel giorno di domenica fu creato il mondo, risorse Gesù Cristo, e discese lo Spirito santo sovra gli apostoli. Questo precetto di santificar la festa, dice s. Tommaso1 colla comune de' dottori, che in quanto all'obbligo di onorare Dio con qualche culto in alcun tempo della vita (Quantum ad hoc quod homo deputet aliquod


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tempus vitae suae ad vacandum divinis) è morali, in modo che da tutti dee osservarsi per obbligo naturale; ma è cerimoniale in quanto ai giorni determinati: Caeremoniale vero, quantum hoc praecepto determinatur speciale tempus. E come cerimoniale, ora ch'è cessata la legge antica, più non obbliga. Sicché all'osservanza delle feste noi siam tenuti per lo precetto della chiesa, la quale ha determinati i giorni i quali vuole che sieno feste di precetto.

 

 

2. Ora dimando qui: a qual fine Dio ha istituite le feste? le ha istituite, acciocché ognuno, avendo atteso negli altri giorni della settimana ai beni del corpo, nel giorno della festa attenda ai beni dell'anima, non solo con sentire la messa, ma di più con sentire la predica, visitare il ss. sagramento, raccomandarsi a Dio, e fare altre divozioni nella chiesa. Ma tante persone a che si applicano nella festa? a giuocare, ad ubbriacarsi, a parlar disonesto. Ma udite quel che narra il Surio1 a' 7. di settembre. Nella città di Dia vi era un santo vescovo chiamato Stefano; egli non avendo potuto rimediare al gran disordine del suo popolo, che impiegava le feste in giuochi, balli, ed ubbriachezze, ottenne da Dio, che un giorno comparissero molti demoni con forme spaventose, i quali diedero tali spaventi, che tutti gridavano misericordia; ma promettendo essi di emendarsi, il santo vescovo colle sue orazioni gli liberò dalla vista di quegli orribili mostri.

 

 




1 2. 2. qu. 122. a. 4. ad 1. et 4.



1 T. 5. c. 9.

 






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