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S. Alfonso Maria de Liguori
Istruzione al popolo

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Esempio V. Racconta il p. Martino del Rio, che nella provincia del Perù vi fu una giovane indiana, chiamata Caterina, la quale stava per serva con una buona signora; onde questa la ridusse a battezzarsi, ed a frequentare i sacramenti. Ella si confessava spesso, ma taceva i peccati. Giunse in morte, nella quale si confessò nove volte, ma sempre sacrilegamente; e finite le confessioni, diceva alle sue compagne, ch'ella taceva i peccati. Ciò lo dissero le compagne alla padrona, la quale seppe già dalla serva moribonda, quali erano questi suoi peccati, cioè certe disonestà: onde ne avvisò il confessore, il quale ritornato esortava la penitente a confessarsi di tutto: ma Caterina si ostinò a non voler dire quelle sue colpe al confessore, e giunse a tanta disperazione, che disse finalmente: Padre, lasciatemi, e non vi affaticate più, perché ci perdete il tempo; e voltando la faccia al confessore, si pose a cantare canzoni profane. E stando vicina a spirare, ed esortandola le compagne a prendere il crocifisso, rispose: che crocifisso! io non lo conosco, né lo voglio conoscere; e così morì. Da quella stessa notte cominciarono a sentirsi tali romori e puzza, che la padrona fu obbligata a mutar casa: e dopo comparve già dannata ad una sua compagna, dicendole, che stava all'inferno per le sue male confessioni.

 

 




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