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S. Alfonso Maria de Liguori
Istruzione al popolo

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Esempio VI. Narra il p. Francesco Rodriguez, che in Inghilterra, allorché ivi regnava la religione cattolica, Auguberto re ebbe una figliuola di una rara bellezza, che perciò era dimandata da molti principi. Interrogata dal padre, se volea maritarsi, rispose che avea fatto voto di perpetua castità. Il padre le impetrò la dispensa da Roma, ma ella stette forte a non accettarla, dicendo di non volere altro sposo che Gesù Cristo; solamente cercò al padre di viver ritirata in una casa solitaria; e 'l padre perché l'amava, ne la compiacque, assegnandole ancora una conveniente corte. Ritirata che fu, si pose a fare una vita santa d'orazioni, digiuni, e penitenze, frequentava i sacramenti, e andava anche spesso a servire gl'infermi d'uno spedale. In tale stato di vita, essendo ancora giovane, s'infermò e morì. Una certa signora, ch'era stata sua aia, facendo orazione una notte, intese un gran fracasso, e poi vide un'anima in figura di donna in mezzo ad un gran fuoco, e incatenata tra molti demoni, che le disse: Sappi, ch'io sono l'infelice figlia di Auguberto. E come? rispose l'aia, tu dannata con una vita così santa? Ripigliò l'anima; io giustamente son dannata per mia colpa. E perché? Hai da sapere, ch'io essendo fanciulla, gustava che un certo mio paggio (al quale io portava affetto) mi leggesse qualche libro; una volta questo paggio dopo aver letto mi chiese la mano, me la baciò, il demonio cominciò a tentarmi, sino che finalmente col medesimo offesi Dio. Andai a confessarmi, cominciai a dire il mio peccato, il mio confessore indiscreto subito ripigliò: come? una regina fare tal cosa? allora io per rossore dissi, che era stato sogno. Dopo cominciai a far


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penitenze, limosine, acciocché Dio perdonasse, ma senza confessarmi. Stando in morte, dissi al confessore, ch'io era stata una gran peccatrice; il confessore mi rispose, che questo pensiero l'avessi discacciato come tentazione, e dopo ciò spirai, ed ora son dannata per tutta l'eternità. E dicendo ciò, disparve, ma con tanto strepito, che parea che rovinasse tutto il mondo; lasciando in quella camera una gran puzza, che durò per molti giorni.

 

 




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