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S. Alfonso Maria de Liguori
Istruzione e pratica pei confessori

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Capo VI - Avvertenze sul terzo precetto.

Punto I. Dell'obbligo di tal precetto.

1. Se tal precetto oggi sia ecclesiastico o divino, e se obbliga gl'infedeli.

2. Chi pecca nella festa.

3. Chi può istituir le feste.

4. Obbligo di sentir la predica.

5. Obbligo di predicare.

6. Quali fanciulli ecc.

1. Prima di entrare a vedere le obbligazioni particolari che induce questo terzo precetto, debbon notarsi più cose. Si noti per 1., che il terzo precetto, in quanto all'obbligazione di onorare Dio in alcun tempo della vita con qualche culto, egli era, ed è divino e naturale. Ma in quanto al tempo assegnato del sabato nell'antica legge, e della domenica nella nuova, era cerimoniale, ed ora è ecclesiastico, secondo la sentenza comune di s. Antonino, Navarr., Azor., Soto, Suarez,


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Gaet., Sanchez, Salmat., Carden., e d'altri con s. Tommaso1, e col catech. romano2. Stante ciò s'inferisce, che quantunque la chiesa non possa dispensare generalmente a quest'obbligo di dare a Dio alcun culto, può nondimeno mutare, ed anche dispensare all'osservanza della domenica, e delle altre feste assegnate, come apparisce dal cap. Licet, de feriis3. Da ciò s'inferisce ancora, esser probabile, che non sia vietato nella festa l'imporre opere servili agl'infedeli che son fuori, e perciò non sudditi della chiesa.

2. Si noti per 2., che giusta la sentenza anche comune di s. Tommaso4, di s. Antonino, Soto, Coninch., Sanch., Salmat., Covarr., Bonac., Filliuc., ec., in questo terzo precetto si desidera, ma non s'impone il culto interno cogli atti di carità, e contrizione, come vogliono alcuni. Solamente si comanda il culto esterno di sentire la messa, e di non faticare ne' giorni di festa; poiché sebbene la santificazione dell'anima è il fine del precetto, nondimeno il fine del precetto non cade sotto precetto, come insegna la sentenza comune collo stesso s. Tommaso5, che dice: Non enim idem est finis praecepti, et id de quo praeceptum datur. E ciò lo conferma anche il catech. romano6, dicendo: Hoc legis praecepto externus ille cultus, qui Deo a nobis debetur, praescribitur. E per questa ragione diciamo col medesimo angelico7, e colla sentenza comunissima di Navarro, Soto, Silvestro, Gaet., Suar., ec., non esser vero (come vogliono alcuni), che il peccar nella festa sia opera servile, e doppio peccato8.

3. Si noti per 3. che i vescovi possono instituir le feste in onore di alcun santo (non già di beato), come si ha dal c. Conquestus de feriis; purché vi acconsentano, o almeno non contraddicano il clero, e 'l popolo.

4. Si noti per 4. che nelle feste non v'è obbligo (parlando per sé) di sentir la predica, poiché nel can. Sacerdotes, dist. 1. de consecr., altro non si ordina, se non che i vescovi e' parrochi predichino nelle domeniche e feste più solenni per se stessi o per altri idonei, e che, nella quaresima facciano la predica tre volte la settimana, soggiungendosi ivi: Sit ita oportere duxerint. Si è detto, parlando per sé, del resto i rozzi che ignorano i misteri principali, o le cose necessarie alla salute, essi ben son tenuti a sentir la predica, o più presto il catechismo.

5. Qui giova avvertire, che da Tridentino9, s'impone a' vescovi il predicare nelle domeniche e feste solenni per sé o per altri, se essi stessero impediti. Lo stesso obbligo (che non può dubitarsi esser grave) parimente s'ingiunge a' parrochi colle seguenti parole: Ut plebes sibi commissas pro earum capacitate pascant salutaribus verbis, docendo necessaria ad salutem, annunciandoque cum brevitate et facilitate sermonis vitia quae eos declinare, et virtutes quas sectari oporteat. Dal che ragionevolmente dicono Barbosa, i Salmat., e Roncaglia, che pecca gravemente quel parroco il quale omette di predicare per un mese continuo, o per tre mesi discontinui10. Ciò nonperò corre per li parrochi ma non già per li vescovi, i quali secondo la consuetudine comune che ha interpretata la legge, non sono obbligati a predicare con tanta frequenza, per ragione degli altri negozi ch'essi debbono spedire, e che non possono da altri eseguirsi, come può eseguirsi l'officio del predicare: al quale già permette il concilio a' vescovi di soddisfare per altri, se essi sono impediti11.

6. Si noti per 5. che sono obbligati a questo terzo precetto tutti i fedeli che hanno l'uso di ragione, il quale ordinariamente si ottiene nell'età di sette anni. Se poi i fanciulli che prima del settennio son giunti agli anni della discrezione sieno o no obbligati; vedi ciò che si è detto al cap. II. n. 37.




1 2. 2. q. 122. a. 4. ad 1. et 4.



2 3. p. in 3. praec. decal. n. 4. 6. et 19.



3 Lib. 3. n. 263. et 265.



4 2. 2. q. 122. a. 4.



5 l. 2. q. 100. a. 9. ad 2.



6 De 3. pr. n. 1.



7 In 3. sent. dist. 37. q. 1. a. 5. q. 2. ad 1.



8 Lib. 3. n. 273..



9 Sess. 5. c. 2. de ref.



10 Lib. 3. n. 269.



11 Lib. 4. n. 127. dub. 3. v. Hinc.






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