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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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3. ALLE MONACHE BENEDETTINE DI POLIGNANO (NELLA PUGLIA.)

Si congratula seco loro dell'essere state liberate, per mezzo di Maria SSma, dall'infestazione dei demoni, e le esorta a mostrarsene grate.

 

[NAPOLI, 19 SETTEMBRE 1732.]

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Figlie mie dilettissime in Gesù e Maria, il Signore sa la consolazione che mi avete data con la vostra tenerissima lettera, per la bella grazia ricevuta da Maria. Sappiate che l'ho


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fatta leggere al Superiore della Congregazione, il signor Canonico Torni; ed egli se l'ha tenuta per farla leggere in pubblica Congregazione. Orsù è tempo di amare Maria, da oggi avanti, d'altra maniera. Ognuna accresca la parte sua, chi in orazioni vocali, chi in atti di amore, chi in mortificazioni, il sabbato.

Specialmente poi in memoria di questa grazia, e acciocché la Signora seguiti a liberarvi dai demoni (altrimenti per l'ingratitudine potrebbero ritornare) è di bene che tutta la Comunità le faccia qualche ossequio ogni giorno, o di recitarle la Corona de' suoi dolori, o altra divozione. Almeno ogni giorno, vada la Comunità avanti a qualche sua Immagine, a recitarle una Litania a parte o altra divozione, ringraziando in fine la gran Regina della grazia ricevuta.

E nel giorno poi della liberazione, 13 agosto, ogni anno si stabilisca digiuno comune, a tutte che possono farlo, in pane ed acqua, in memoria della grazia. Ma il maggiore gusto poi, che possiate dare a Maria, è amare Gesù Cristo, il quale tutto ciò ha fatto per essere più amato da voi. Pensate che Gesù Cristo, il vostro Carcerato d'amore, se n'è stato solo solo quasi tutte le notti, senza chi lo corteggiasse nel coro, per timore della bestia. Or che ne siete liberate, è tempo di ricompensare tutto il tempo passato.

Prego perciò la signora Abbadessa a dare volentieri licenza alle Sorelle, che volessero fare orazione, la notte, avanti lo Sposo Sacramentato. E la prego ancora a promuovere la frequenza della Comunione, acciocché le povere cerve sitibonde possano spesso saziarsi al fonte di quel bel Signore, che è l'unico Amato de' nostri cuori; e per chi desiderasse fare la Comunione quotidiana, la prego a non essere restia, no: non ci abbia scrupolo, sempreché ci è il consenso del confessore. Fa più, alle volte, una sola Comunione che un'anno di orazione. Chi si porta poi imperfetta e non vuole emendarsi, è bene che si privi della Comunione.

Orsù, vi prego tutte a raccomandarmi a Gesù e Maria ogni giorno con più fervore, mentre quell'affare,1 che vi raccomandai,


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di gran gloria del Signore già sta per uscire alla luce; e quando sarà uscito, darò parte ancora a voi, Figlie mie dilettissime, che ancora in questa cosa mi avete aiutato, e mi avete da finire d'aiutare. Almeno ogni settimana, ognuna mi applichi ancora una Comunione apposta per me circa quell'affare, acciocché si faccia la gloria di Dio.

Io non mi scordo mai di voi; tante volte il giorno vi raccomando a Gesù Cristo. Salutatemi Monsignore (ché io mi rallegro, con lui ancora, della grazia ricevuta,) e il signor Confessore che preghi Iddio per me.

Viva Gesù, Giuseppe, Maria e Teresa! - Ora viene la festa di S. Teresa mia; celebrate una novena, o pure un triduo. - Dite a Suor Maria Francesca che non si scordi del patto, ché io non mi scordo mai; ed ancora a Suor Maria Agnese.

 

Povero peccatore e cordialissimo

Padre ALFONSO DE LIGUORI.

 

Conforme all'originale che si conserva nel Monastero delle Benedettine di Polignano.

 




1 Si tratta della fondazione della Congregazione del SSmo Salvatore approvata poi nell'anno 1749 da Benedetto XIV sotto il titolo di Congregazione del SSmo Redentore.




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