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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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18. A SUOR MARIA GIOVANNA DELLA CROCE NEL MONASTERO DI CAMIGLIANO1.

Le traccia un regolamento di vita e l'esorta a darsi tutta a Dio.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

VILLA, 26 AGOSTO [1734].

 

Sorella dilettissima e figlia in Gesù e Maria, lodiamo dunque tutti e due la bontà di Gesù, che per la mia lettera ha voluto darle maggior desiderio di amarlo. In quanto alle mortificazioni, potrà farsi quattro discipline la settimana, ma non a sangue, e due volte portare il cilizio a catenella sino ad ora di pranzo. Al mangiare, procuri ancora di mortificarsi, lasciando i frutti tre volte la settimana, e il mercoledì e venerdì lasciando qualche cosa di più, e il sabbato solamente può digiunare in pane ed aqua; procuri poi la sera di mangiar quanto meno si può, acciocché resti spedita per le sue divozioni della notte e della mattina.

In quanto poi all'orazione, vorrei che facesse, oltre l'ora della comunità, un'altr'ora, trovandosi il tempo più comodo, specialmente la notte e le ore di maggior solitudine, in cui Gesù parla ai suoi diletti. Il silenzio vorrei che fosse assai, fuor che in tempo di ricreazione, cioè dopo pranzo e dopo cena; del


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resto, non parlate se non per necessità e sempre colla voce bassa, e due ore il giorno poi di silenzio più rigoroso. Non si trova anima di orazione che parli assai. Chi va innamorato veramente di Gesù non vorrebbe mai parlare, mai vedere, mai sentire altro che Gesù.

Si scelga poi ogni settimana un giorno di ritiro, in cui s'impieghi totalmente in orazione, lettura e altre cose spirituali.

Faccia ogni giorno mezz'ora di lettura spirituale sulle virtù; e in S. Giovanni della Croce legga spesso dove parla de' sette vizii capitali, superbia ecc., cioè nel principio della Notte oscura.

Nelle novene poi, potrà accrescere tutte le dette mortificazioni, facendo ogni giorno la disciplina ecc. Facendo così, potrà poi comunicarsi, se le è permesso, tre o quattro volte la settimana, e le novene ogni giorno.

Sia divota assai di Maria santissima, e ogni giorno con una visita vada a consegnarle tutta sé stessa, facendo almeno tre visite al giorno poi al SS. Sacramento.

Nell'orazione, veda dove più senta tirarsi e quello mediti, e poi spenda il tempo a fare atti di amore a Gesù e Maria ed a cercargli grazie; fuori però dell'orazione, sempre deve andar sospirando per quello Sposo che solo l'ama e solo merita tutto l'amore.

Subito che commette qualche difetto, subito si rialzi allegramente, facendo un atto di amore a Gesù; e non ci pensi più, se non per confessarsene.

In caso d'infermità poi, lasci tutte le mortificazioni che le ponno nuocere. Questo le dico per ora: e faccia animo colla risoluzione ferma di darsi tutta a Dio, giacché la vuole tutta sua.

La figliuola è troppo figliuola per esigerne spirito. Anche è gloria di Dio crescerla nel suo santo amore, ma senza sollecitudine. Se poi veramente l'impedisce il suo profitto, veda di sbrigarsene, se è possibile; e se no, Gesù l'aiuterà.

In tutte le orazioni e comunioni, la prego a raccomandarmi a Gesù e Maria, e mi faccia una novena a Maria per certe grazie che voglio.


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Io miserabile, stamattina con modo speciale, ho pregato Gesù per V. S. che la faccia tutta sua; e V. S. si dia tutta a lui, con fargli una rinuncia di tutte le consolazioni, in questa e nell'altra vita. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

Umo servo

ALFONSO DE LIGUORI.

 

Conforme ad una antica copia.




1 Camigliano è una terra della diocesi di Calvi.




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