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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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24. AL MARCHESE GIUSEPPE GIOACCHINO MONTALLEGRE.

Relazione in cui si espone l'intento dell'Istituto del SS. Salvatore.

 

[MESE DI GENNAIO 1736.]

 

 Il P. Ludovico Fiorillo domenicano, il 16 gennaio 1736 scrisse così al nostro Santo: " Questa sera, sedici del corrente, mi sono portato dal Signor Marchese Montallegre, a cui ho fatto, a mia soddisfazione, un lungo discorso delle cose della Fondazione. Lui ha promesso di volere adoprarsi con tutta efficacia per la dovuta approvazione; di più mi ha detto che vorrebbe uno schizzo delle Regole da osservarsi, acciò si veda che cosa sia, quando si deve presentare al Papa... Mi mandi dunque i capi delle Regole. "

 In seguito di questa domanda e promessa, il Santo fece la seguente relazione:

 

Sono già quattro anni che molti sacerdoti si unirono nella città di Scala ed indi, richiesti da Monsignore Vigilante vescovo di Caiazzo, nella Villa degli Schiavi, ed ultimamente nella terra di Ciorani, diocesi di Salerno; con non meno piena soddisfazione de' sudetti Prelati e popoli, che di tutti quei luoghi circonvicini, [che vennero] notabilmente ne' costumi migliorati con li di loro spirituali esercizî.

Il principale intento di essi è l'imitare, quanto più sia possibile con la divina grazia da vicino, la vita e sacrosante virtù di Nostro Signore Gesù Cristo, e per il proprio profitto spirituale


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e per quello de' popoli del Regno, particolarmente degli destituti di aiuto, in sollievo de' vescovi e delle diocesi bisognose.

Eglino, nelle sudette case vivono in comunità perfetta, sotto l'obbedienza del proprio Superiore, compartiti à pro de' popoli, chi alla scuola, chi al confessionale, chi alle istruzioni e prediche, congregazioni, oratori ed altro.

Girano le diocesi, nelle quali si sono fermati, con le sante missioni; e dopo, per conservare quel bene che Sua Divina Maestà si è degnata farvi, da tempo in tempo ritornano alcuni di essi, e per ascoltare le confessioni, e per confermare le anime ne' santi propositi fatti, con istruzioni, prediche, indirizzi e consigli spirituali ed altro.

Procurano, e fuori e dentro della propria Congregazione, di mettere, con la divina grazia, il piede ove ci ha restato [lasciate] impresse le sue vestigia il nostro Redentore e divin Maestro Gesù Cristo crocifisso, affinché si possano rendere esemplari al popolo, non meno cogli esempi che con le parole.

Quindi, per poter riuscire in tale idea, hanno dodici Regole con le loro Costituzioni, che sono: Fede, Speranza, Carità verso Dio, Unione e Carità scambievole, Povertà, Purità di cuore, Obbedienza, Mansuetudine ed Umiltà di cuore, Mortificazione, Raccoglimento, Orazione, Annegazione di sé stesso ed Amor della Croce.

Ciascheduno nella settimana ha un giorno di ritiro, affinché, trattando a solo a solo con Sua Divina Maestà gl'interessi della propria anima, possa indi più avvalorato impiegarsi a beneficio del prossimo.

Quandoché si trattengono nella propria casa, gran parte del giorno la spendono in silenzio, raccoglimento, coro, mortificazioni, orazioni, che hanno tre volte il giorno, cioè la mattina prima delle Ore, il giorno circa l'ora di Vespero, e la sera dopo Compieta; esame di coscienza prima di pranzo, e prima di andar a letto; così ancora in accademie tra di loro, sì intorno le scienze ecclesiastiche, sì intorno al modo di avvanzarsi sempre


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più in una soda, vera e positiva imitazione delle sacrosante virtù di Sua Divina Maestà, e sì intorno al modo di riuscire più efficaci nel bene spirituale de' prossimi ed aiuto delle diocesi destitute di soccorsi spirituali e de' luogi abbandonati.

Le case non saranno numerose di soggetti, e questi, circa il loro mantenimento, cercano di non essere molesti a nessuno, ma si mantengono con quello che hanno portato dalle loro case, posto a piedi del Superiore, e con qualche altra cosa che Spontaneamente venisse loro offerta, per l'amor di Gesù Cristo, dalla pietà de' Fedeli.

Queste sono le brevi e laconiche notizie della sostanza dell'Istituto del SSmo Salvatore.

 

Conforme all'originale, scritto di mano del P. Cesare Sportelli.




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