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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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935. AL P. D. ANGELO MAIONE, IN NAPOLI.

Con quanto paterna e tenerissima carità il Santo trattasse il Maione, dopo le tante pene che gli aveva questi cagionate.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

[NOCERA, 20 MARZO 1780.]

Io abbracciato ai piedi di Gesù Cristo vi scrivo questa.

Vi prego a far lo stesso per parte vostra, in questi giorni in cui Gesù Cristo, per nostro amore, ha dato la vita.1

D. Angelo mio, scordiamoci di tutto il passato, e mettiamoci sotto i piedi tutto quello ch'è succeduto.

Vi prego di ritirarvi nella casa vostra di Ciorani; e se non vi piace quella casa, sceglietevi quella che volete.

Siate sicuro che io per me vi amerò come prima, e ciò lo vedrete coll'esperienza. Resterete Consultore, com'eravate prima, dando il vostro parere in tutti gli affari pressanti della Congregazione.

La stima vostra, lasciatela in mano mia; e sarà mio perpetuo pensiero difenderla presso tutti i domestici ed estranei.

Quietiamoci adunque, ve ne prego per le piaghe di Gesù Cristo.


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Non ho altro che dire: consigliatevi col SS. Sacramento, e poi datemi la risposta quando vi piace.

Vi benedico, e prego Gesù Cristo che vi riempia del suo santo amore e vi faccia tutto suo, come Gesù Cristo lo desidera.

Tannoia, nella Vita del Santo, lib. IV. cap, 20.




1 Il 20 marzo di quest'anno era il Lunedì Santo.




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