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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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956. ALLA MADRE MARIA ANGELICA DEL SS. SACRAMENTO, SUPERIORA DELLE MONACHE DEL SS. REDENTORE, IN SANT'AGATA DE' GOTI.

Si rallegra della vestizione religiosa di due giovanette e raccomanda una terza, perché le sia facilitato l'ingresso.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA DE PAGANI, 4 OTTOBRE 1780.

Mi sono consolato in sentire dalla sua che, in questo corrente mese, prendono l'abito due figliuole, per così aumentarsi il numero di coteste Religiose.

Prego Gesù Cristo che voglia comunicar loro il suo spirito.

Sento ancora che entrerà nel medesimo giorno la figlia di Alessio.1


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La raccomando alla sua carità; e se mai potesse V. R. farle qualche agevolezza, stante la strettezza in cui si ritrova Alessio per la spesa che gli corre, l'avrei molto a caro.

In fine raccomandandomi alle sue orazioni e di tutta cotesta sua Comunità, la benedico e resto rassegnandomi

Di V. R. Umo servo

ALFONSO MARIA DE' LIGUORI, vescovo.

[P. S.] La prego a sbrigare subito Alessio, perché qui m'è necessario.

Conforme ad una copia.




1 Alessio Pollio, il buon servitore del Santo, dopo che ebbe collocata in monastero la figlia, prese egli stesso l'abito della nostra Congregazione, e rese poscia una delle testimonianze più importanti nel Processo della Canonizzazione. Non sarà, crediamo, discaro al lettore che, non potendo riferir tutte le lunghe sue deposizioni, riportiamo almeno quella con cui attesta le relazioni ch'ebbe con S. Alfonso:

"La prima volta che ebbi la fortuna di conoscere il Ven Servo di Dio, Alfonso Maria de' Liguori, fu nell'anno 1758, portatosi egli in Napoli, mia patria, per essere andato a visitarlo col mio direttore, fu D. Urbano Cimmino, e per la vicinanza della mia abitazione a quella del palazzo di D. Ercole de' Liguori, fu fratello del Ven. Servo di Dio, ricevendone da lui in questa visita ottimi sentimenti riguardo allo spirito, non mancando mai io di andarlo di poi a visitare o solo, o di unita col suddetto fu D. Urbano, sempre che sentiva essere egli in casa del suddetto fu D. Ercole.

Consagrato poi che fu vescovo, ritornato da Roma nell'anno 1762, mi prese a suo servizio con tutta mia consolazione, facendo io allora l'arte di calzolaio; e da tal epoca fino all'ultima di sua vita, l'ho servito tanto nella diocesi di Sant'Agata , quanto dopo la sua rinuncia, in questa casa di S. Michele, sino alla sua santa morte, con intrinseca familiarità, e con parlarci di continuo o di cose attinenti allo spirito, o al mio impiego."(Catalog. testium, Testis V. pag. 4.)






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