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S. Alfonso Maria de Liguori
Ricordi alle Monache di Scala

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Testo


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Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa

 

Atti d'amore da esercitarsi con Dio dentro e fuori dell'orazione, or l'uno, or l'altro:

Dio mio, non voglio altro che Te.

Dimmi che vuoi da me, che tutto lo voglio fare.

Fanne di me quel che ti piace.

Fammiti amare e mandami dove vuoi.

Fatti conoscere e fatti amare.

Dio mio, t'amo sovra ogni cosa, t'amo con tutto il cuore.

 

Non isforzarsi a fare questi atti con sentimento, ma basta farli con soavità e colla punta della volontà. E lo stesso bisogna fare negli atti di fede, di confidenza, e specialmente nell'atto di dolore


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per la confessione, poiché per fare ben questi atti basta dire: Voglio credere, voglio confidare, voglio pentirmi, ancorché non si senta il dolore, la confidenza ecc.

 

Nelle tentazioni contro la fede o di sconfidenza o di odio contro il prossimo o d'impurità il miglior modo di discacciare queste tentazioni è voltarsi a Dio con un atto d'amore: Dio mio, voglio solo Te, senza combattere direttamente colla tentazione.

 

In tempo d'aridità (da cui per lo più son afflitte l'anime spirituali) bisogna sovra tutto umiliarsi con dire: Signore, così merito io. Non merito consolazioni io che t'ho offeso. E rassegnarsi con dire: Signore, mi contento di stare così tutta la vita e tutta l'eternità, se così ti piace.

 

Non desiderare niente, ma solo che si adempisca in noi la Divina Volontà. E perciò non cercare né santità, né consolazioni, né terrene, né spirituali. Ma in ogni cosa che succede ed in ogni desiderio che ci viene, diciamo sempre: Voglio quel che vuole Dio. Così ha voluto Dio, così voglio ancor'io. Questo è il sommo della perfezione. E di ciò dobbiamo pregare Gesù-Cristo e Maria SS. che ci facciano star sempre uniti alla Divina Volontà.

 

Dopo il difetto non restare [di]sturbato, ma subito alzarsi colla confidenza in Dio e mettersi in pace con dire: Signore, questo so far'io. Io t'amo, me ne pento, non voglio farlo più. Ajutatemi ad esserti fedele.

 

Non lasciar la Comunione volontariamente per qualche difetto commesso, purché il difetto si detesti. Ed ancorché si dubiti di colpa grave, non si lasci la Comunione, anche senza confessarsi, purché alcuna di voi non sia certa d'aver peccato gravemente.

 

Non confessarsi de' giudizj temerarj, perché per lo più son sospetti, non giudizj. E se sono giudizj, saranno fondati su qualche ragione, onde non saranno temerarj. I sospetti poi, per ogni minima ragione che vi sia, sono scusati anche del peccato veniale.

 

La Comunione frequente. -Novene. -Mezz'ora [davanti al] Sacramento. -Silenzio. -Lezione. -Mortificazioni. -Puntuale nell'ubbedire e fervorosa nel dimandare. -Disprezzi. -Regole e superiori. -Ritiro [del] mese. –Esercizj. -Intenzione. -Desiderio e risoluzione. -Speciale divozione alla Passione, [al] Sacramento e [a] Maria.

 




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