Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Sant'Alfonso Maria de Liguori
Storia delle Eresie

IntraText CT - Lettura del testo
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

- 313 -


CONFUT. VII. ERESIA DI NESTORIO CHE COSTITUIVA IN CRISTO DUE PERSONE

 

1. Nestorio non è accusato di alcuno errore circa il mistero della ss. Trinità. Fra le altre eresie ch'egli impugnò ne' suoi sermoni, e contro cui implorò il braccio dell'imperator Teodosio, una fu quella degli Ariani, i quali negavano essere il Verbo consostanziale al Padre. Non si può adunque dubitare che Nestorio confessava la divinità del Verbo e la sua consostanzialità col Padre. La sua eresia è stata propriamente contro il mistero dell'incarnazione dello stesso Verbo divino; mentre negò la sua unione ipostatica, o sia personale colla natura umana. Nestorio sostenne che il Verbo divino non si è unito coll'umanità di Gesù Cristo in altro modo di quello con cui si unisce cogli altri santi, sebbene in una maniera più eccellente e fin dal suo primo concepimento. Egli si spiega nei suoi scritti con varie formole circa questo punto, ma che tutte dimostrano una semplice unione morale ed accidentale fra la persona del Verbo e l'umanità di Gesù Cristo; ma niuna di loro dinota l'unione ipostatica e sostanziale. Ora dice che questa unione è di abitazione, asserendo che il Verbo abita nell'umanità di Cristo come in suo tempio. Ora dice che questa unione e di affetto, qual è quella che passa fra due amici. Ora dice che questa unione è di operazione, in quanto il Verbo si vale dell'umanità di Cristo come d'istrumento per operar miracoli ed altre opere soprannaturali. Ora dice che quest'unione è di grazia, poiché il Verbo per mezzo della grazia santificante e di altri doni divini si unisce con Cristo. Finalmente dice che questa unione consiste in una comunicazione morale, per cui il Verbo comunica la sua dignità ed eccellenza a questa umanità; e per questa ragione dice doversi ella adorare ed onorare, come si onora la porpora che porta il re e il trono dove siede. Ha negato egli poi sempre ostinatamente che il Figliuolo di Dio siasi fatto uomo, sia nato, abbia patito e sia morto per la redenzione degli uomini. Nega in somma la comunicazione degl'idiomi, che siegue dall'incarnazione del Verbo. Nega per conseguenza ancora che la santissima Vergine Maria sia vera e propria madre di Dio, bestemmiando ch'ella non ha conceputo se non un puro e semplice uomo.


- 314 -


 

2. Questa eresia, che distrugge il fondamento della religion cristiana, con distruggere il mistero dell'incarnazione, sarà da noi impugnata ne' suoi due principali punti: il primo de' quali consiste in negare l'unione ipostatica, cioè della persona del Verbo colla natura umana, e per conseguenza in ammetter in Cristo due persone, una del Verbo, che abita nell'umanità come in un tempio, un'altra persona dell'uomo e puramente umana, che termina questa umanità. Il secondo punto consiste in negare che Maria santissima sia vera e propria madre di Dio. Questi due punti confuteremo ne' seguenti due paragrafi.

 




Precedente - Successivo

Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) © 1996-2006 Èulogos