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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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RITRATTO D'UN UOMO DA POCO TEMPO SPIRATO

 

"Memento homo, quod pulvis es, et in pulverem reverteris".1 Considera, fratello, che sei di terra, ed in terra hai da tornare. Ora vedi, senti, parli e cammini. Verrà un giorno che più non vedrai, non sentirai, non parlerai, né camminerai. Quando l'anima tua si dividerà dal tuo corpo, il corpo resterà ad esser2 consumato da' vermi ed a farsi polvere; e l'anima si troverà in quell'eternità, che t'avrai meritata colla tua vita.

Mio Dio, finora colla mia vita mi ho meritata la disgrazia vostra e l'inferno; ma voi non volete ch'io3 disperi, ma che mi penta, v'ami e speri.

 

Figurati di vedere un uomo, il di cui corpo poco prima è stato lasciato dall'anima. Mira in quel cadavere, che ancora sta sul letto, il capo caduto sul petto, i capelli scarmigliati ed ancora bagnati dal sudore della morte, gli occhi incavati, le guance4 smunte, la faccia di color di cenere, la lingua e le labbra nere; sicché ad ognun che lo guarda, fa nausea ed orrore. Ecco, lettor mio, in quale stato dee ridursi questo tuo corpo, che al presente tanto accarezzi.

Ah mio Dio, non voglio più resistere alle vostre chiamate. Che mi ritrovo delle soddisfazioni date al mio corpo, se non rimorsi di coscienza che continuamente mi affliggono? Oh fossi morto prima, e non v'avessi5 mai offeso.

 

Quando poi comincia a marcire il cadavere, dà maggiore orrore. Non saranno passate ancora venti ore che quel giovane è morto, e la puzza già si fa sentire. Bisogna aprir le finestra della camera e bruciare incenso, acciocché il fetore non ammorbi tutta la casa. Perciò si danno fretta i parenti per mandarlo alla sepoltura. Dunque se quel corpo è stato d'un nobile, l'esser stato più ben trattato in vita, a che servirà? servirà per rendere il fetore più insopportabile.6


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Caro mio Redentore, sapeva io già che con quel peccato vi dava un gran disgusto, e pure l'ho fatto. Per non perdere quella breve soddisfazione, mi son contentato di perdere il gran tesoro della vostra grazia. Mi butto addolorato ai piedi vostri, perdonatemi per quel sangue, che avete sparso per me. Ricevetemi di nuovo nella vostra grazia, e poi castigatemi come volete. Accetto ogni castigo, ma non voglio restar privo del vostro amore. V'amo,7 o Dio del mio cuore, v'amo più di me stesso. Fate ch'io8 vi sia fedele sino alla morte.

Maria, speranza mia, intercedete per me.

 




1 [2.] Gen., 3, 19: «Pulvis es et in pulverem reverteris». L'aggiunta «Memento homo» proviene dal Messale Romano, Feria IV Cinerum, ove si legge: «Gen. 3, 19: Memento homo, quia pulvis es», etc.

2 [6.] esser) essere B1 B2.

3 [10.] ch'io... v'ami) che io... vi ami B1 B2.

4 [15.] guance) guancie ND V B1 B2.

5 [22.] v'avessi) vi avessi B1 B2.

6 [27-29.] È una citazione implicita: cfr. AMBROS., Hexameron, l. VI, c. 8, n. 51; PL 14, 263: «Nulla discretio inter cadavera mortuorum; nisi forte quod gravius foetent divitum corpora distenta luxuria». CSEL 32, (1) 243, n. 51.

7 [7.] v'amo... v'amo) vi amo... vi amo B1 B2.

8 [8.] ch'io) che io B1 B2.




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