Progetto EUGLOREH
LO STATO DI SALUTE NELL’UNIONE EUROPEA:
VERSO UN’EUROPA PIÙ SANA

SINTESI DEI RISULTATI

7. DETERMINANTI DI SALUTE ED ALTRI FATTORI PATOGENETICI

7.2. Esposizione ad agenti fisici, biologici e chimici attraverso diverse vie.

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7.2. Esposizione ad agenti fisici, biologici e chimici attraverso diverse vie.

Le principali vie di esposizione da considerare in relazione a differenti pericoli sono: inalazione, ingestione ed assorbimento cutaneo. Per alcuni pericoli (es. acque di balneazione contaminate o contaminazione del suolo) l’esposizione umana può avvenire contemporaneamente attraverso due o perfino tre vie di esposizione. Le maggiori preoccupazioni per la salute correlate con l’ambiente nella regione pan-europea continuano ad essere collegate a scarsa qualità di aria ed acqua, sostanze chimiche pericolose e rumore. Questi sono spesso interconnessi attraverso forze trainanti o pressioni comuni. Il peso sulla salute attribuibile alle cause ambientali è molto più alto nell’Europa dell’Est rispetto all’Europa Occidentale e Centrale. Un motivo consiste nella coesistenza e nella combinazione di pericolitradizionali” (es. acqua e impianti igienici non sicuri) e “moderni” (es. inquinamento dell’aria nelle città e sostanze chimiche).

 

Agenti fisici. Fattori fisici notoriamente associati col cancro comprendono l’esposizione alle radiazioni di radon e UV, per le quali vi sono effetti quantificabili. L’esposizione al radon negli ambienti chiusi può essere la componente singola più importante dell’esposizione alle radiazioni per la popolazione di un Paese e può essere la causa più comune di cancro da radiazioni ionizzanti e la seconda causa più comune di tumore al polmone dopo il fumo. Il radon è un gas incolore, inodore, radioattivo, che origina dall’uranio naturale che si trova in tracce praticamente in tutti i terreni e le rocce. Il radon si accumula negli edifici e i livelli possono variare perché la concentrazione dipende da molti fattori, tra cui la sottostante situazione geologica, i sistemi di costruzione e gli stili di vita degli occupanti. Anche il rumore ha associazioni ben documentate con altri impatti negativi sulla salute come irritazioni e disturbi del sonno. Le maggiori sorgenti di rumore comprendono il traffico stradale, ferroviario e aereo; le industrie; cantieri edili e lavori pubblici. In Europa, circa il 40% della popolazione è esposto a livelli di rumore da traffico automobilistico di 55 dB, e nella maggior parte dei Paesi il 10% o più soffre per un’esposizione a livelli di rumore di 65 dB. Dati cittadini dal progetto Urban Audit mostrano che l’esposizione al rumore è un chiave soprattutto (ma non esclusivamente) per le città più grandi, dove l’esposizione ad aumentati livelli di rumore spesso colpisce oltre il 20% della popolazione. Inoltre, ogni cittadino europeo è oggi esposto a campi elettromagnetici, ma rimane oscuro se questa esposizione sia causa di effetti avversi sulla salute. Nuove ricerche confermano che il clima sta effettivamente cambiando e vi sono indicazioni che questi cambiamenti hanno subito un’accelerazione. Il cambiamento climatico luogo ad aumento della temperatura di superficie, livello del mare aumentato, ondate di calore e riduzione del ghiaccio del mare Artico. I dieci anni più caldi registrati si sono verificati dopo il 1990. Gli attuali livelli atmosferici di metano e CO2responsabili prevalentemente dell’effetto serra – non hanno confronti durante gli ultimi 650.000 anni. L’Intergovernmental Panel on Climate Change ha portato prove che la gran parte dei cambiamenti osservati oggi derivano da crescenti emissioni di gas serra negli ultimi 50 anni. Studi recenti dimostrano un rischio crescente di superare l’obiettivo di 2°C con livelli di concentrazione di gas serra oltre 450 parti per milione di volume di equivalenti di CO2 (ppmv CO2 eq.). L’impatto sulla salute dei cambiamenti climatici sta diventando sempre più evidente; vi sono prove crescenti che cambiamento climatico e variabilità adesso colpiscono anche la salute. Negli anni recenti, i Paesi europei hanno avuto esperienza di aumenti della gravità e della frequenza di eventi atmosferici estremi come ondate di caldo e di freddo, inondazioni, siccità, incendi e piogge intense, associati ad aumenti a breve termine di mortalità e traumi. Questi eventi stanno mettendo a rischio molte persone. Bambini, anziani e poveri sono i più vulnerabili.

 

Agenti chimici. Oltre ad alcol, droghe e altre sostanze di abuso, e sostanze chimiche da fumo di tabacco già trattate in precedenza, nell’ambiente di vita e di lavoro vi sono molti altri agenti chimici ai quali vi è un’elevata esposizione, come dimostrato dal fatto che ogni cittadino europeo presenta nel corpo sostanze chimiche artificiali. La produzione di sostanze chimiche tossiche e ad alto rischio (carcinogene, mutagene, reprotossiche) sta aumentando considerevolmente nell’UE. La produzione annua industriale di agenti chimici tossici nell’UE25 nel 2005, secondo il database Prodcom, è stata di 212 milioni di tonnellate, circa il 9% delle quali era nei nuovi Stati Membri dell’UE. L’esposizione umana agli agenti chimici non è dovuta solo alla loro produzione e utilizzazione, ma anche ad incidenti industriali, quali perdite o esplosioni, che possono provocare danni acuti in termini di decessi, traumi, inquinamento ambientale e perdite economiche, così come soprattutto ad emissioni nell’aria nei settori dell’industria, del trasporto e del riscaldamento. Un certo numero di agenti chimici ha un’alta tossicità per organi specifici e persiste a lungo nell’ambiente, dimostrando così un forte impatto potenziale sulla salute umana. Il costo economico di azioni tardive è stato, in qualche caso, molto elevato, sia per il recupero dei siti contaminati sia per l’impatto sulla salute. Si ritiene che la normativa UE sull’esposizione nei luoghi di lavoro e l’adozione della nuova legislazione UE sulla Registrazione, Valutazione ed Autorizzazione delle Sostanze Chimiche (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals - REACH) possano avere il potenziale di ridurre significativamente i rischi associati ad agenti chimici. Il processo UE SCALE, focalizzato sui bambini (Science, Children, Awareness-raising, Legal instruments, Evaluation), ha inizialmente identificato quattro gruppi prioritari di malattie: tumori dell’infanzia, asma e salute respiratoria dei bambini, disturbi neuro-evolutivi ed endocrini. Si stanno manifestando problemi emergenti o riemergenti, che derivano da esposizioni a bassi livelli di un numero crescente di sostanze chimiche, spesso in miscele complesse che emanano dall’intero ciclo di vita delle sostanze stesse. Nuovi rischi da “vecchiinquinanti stanno pure mettendosi in evidenza, alla luce di aumentate conoscenze scientifiche e nuovi utilizzi. La globalizzazione ha come risultato un passaggio del peso ambientale verso i Paesi in via di sviluppo, con la reimportazione dei pericoli attraverso l’inquinamento transfrontaliero ed i prodotti contaminati.

 

Agenti biologici. Gli agenti biologici comprendono virus patogeni, batteri, funghi ed agenti di scoperta più recente come i prioni; in generale, sono ubiquitari e possono tutti rappresentare una grave minaccia per la salute pubblica, particolarmente se combinati con il crescente fenomeno della resistenza agli antimicrobici. Lo sviluppo di nuovi virus altamente patogeni, a seguito di pressioni ambientali selettive, come nel caso dell’influenza aviaria, potrebbe porre rischi rilevanti per la salute in un mondo globalizzato. La resistenza sviluppata ai farmaci antimicrobici ha un andamento in rapido sviluppo; più è diffuso l’uso del farmaco, e più è rapido lo sviluppo di ceppi batterici resistenti. Questo rende un compito molto arduo il trattamento di malattie infettive associate con alcuni ceppi batterici. Il batterio che ha ricevuto un’attenzione primaria è lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA). Una proporzione sempre più crescente di tutte le infezioni invasive da S. aureus è causata da MRSA. I risultati del programma di sorveglianza EARSS, finanziato dall’UE, mostrano una mescolanza di andamenti crescenti e decrescenti per la percentuale di MRSA. Per la maggioranza degli altri batteri sotto sorveglianza UE, il trend generale è pure molto preoccupante; la resistenza agli antimicrobici è particolarmente critica quando si tratta delle malattie killer globali come tubercolosi, malaria, HIV ed infezioni pneumococciche. La resistenza si è anche sviluppata verso le infezioni virali (HIV, influenza), da parassiti (malaria) e fungine, rendendo la resistenza agli antimicrobici la più grave delle minacce associate con le malattie trasmissibili.

 

L’inquinamento atmosferico è il fattore ambientale col maggiore impatto sulla salute in Europa ed è responsabile per il peso più gravoso delle malattie legate al luogo di lavoro e all’ambiente. L’inquinamento dell’aria, principalmente attraverso particelle fini, gas e ozono a livello del terreno, continua a costituire una seria minaccia per la salute umana. Più specificamente, l’esposizione al particolato è stata giudicata di recente un pericolo importante per la salute; in effetti, il monitoraggio del particolato in alcune città europee ha mostrato che l’89% della popolazione è esposto a livelli che superano quelli delle linee guida dell’OMS sulla qualità dell’aria. Come valutato per l’Europa Centrale e Occidentale, l’inquinamento dell’aria da particolato riduce l’attesa di vita media e mette in pericolo lo sviluppo sano dei bambini. Vi sono molti esempi che dimostrano che la salute respiratoria e la qualità di vita migliorano al migliorare della qualità dell’aria. Ridurre l’inquinamento dell’aria da particolato da combustibili solidi, ad esempio, fa diminuire il numero di morti respiratorie e cardiovascolari, come confermato dall’esempio del divieto di utilizzare carbone a Dublino. Dopo la proibizione del 1990 di vendere e bruciare carbone, le concentrazioni di fumo nero sono diminuite del 70%. In un solo anno dopo il divieto, le morti per cause respiratorie sono diminuite del 16% e le morti per cause cardiovascolari si sono ridotte del 10%. Le emissioni di gas inquinanti sono andate riducendosi in Europa sin dall’inizio del loro monitoraggio, e si stima che continuino a diminuire nei prossimi due decenni come risultato della progressiva adozione di leggi, attuali e proposte, sul controllo delle emissioni, e dei continui cambiamenti strutturali nel sistema energetico. La maggiore fonte di inquinamento atmosferico nelle città è la continua crescita del traffico stradale. Per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria all’aperto, stime recenti indicano che 20 milioni di cittadini ogni giorno soffrono di problemi respiratori. Anche se la strategia tematica dell’UE sull’inquinamento dell’ariaporre obiettivi per il 2020implica alcuni miglioramenti, è chiaro che un danno significativo da inquinamento atmosferico rimarrà anche nel 2020. Raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria richiederà sforzi in altre aree della politica, in particolare per quanto riguarda i settori dell’energia, dei trasporti e dell’agricoltura. La scarsa qualità dell’aria negli ambienti chiusi è causa di numerosi problemi di salute, tra cui cancro, sintomi di allergia, malesseri, problemi di sonno e di concentrazione, oltre a tosse, sibili e sintomi asmatiformi nei bambini. Molti problemi in ambienti chiusi sono legati ad aumento di muffe e umidità, parte delle quali è dovuta a politiche di risparmio energetico che hanno portato a ridotto ricambio d’aria in case, scuole e palazzi di uffici. Altri problemi della qualità dell’aria in ambienti chiusi derivano da materiali di costruzione, vernici, sostanze per la pulizia della casa, fumo di tabacco nell’ambiente e processi di combustione. Piccole particelle e nano-particelle sono state identificate come un rischio emergente. Devono anche essere considerate le interazioni tra inquinanti dell’aria e particelle naturali come i pollini, che possono essere influenzate da cambiamenti climatici e variazioni della loro stagionalità.

 

Sicurezza di alimenti e dell’acqua sono altri significativi determinanti della salute. Anche se sono ampiamente sotto controllo, problemi correlati alla sicurezza di alimenti e acqua sono tuttora responsabili di significative perdite di salute. Nell’uomo, la gravità di queste malattie può variare da sintomi lievi a malattie mortali e richiedono cura ed attenzione costanti per mantenere gli alti livelli di sicurezza oggi raggiunti nell’UE. Molti agenti biologici e contaminanti chimici possono essere presenti nel cibo attraverso numerose vie diverse, che comprendono la loro presenza nell’ambiente; il rilascio dai materiali delle confezioni; residui di sostanze protettive per le piante e fertilizzanti usati in agricoltura; residui di farmaci ad uso veterinario; sostanze associate con malattie degli animali per alimentazione; aggiunta di agenti per la produzione degli alimenti ed uso di adiuvanti tecnologici durante la trasformazione delle materie prime e contaminanti del cibo. Per quanto riguarda la sicurezza del cibo, i contaminanti chimici più pericolosi comprendono le diossine e sostanze correlate, acrilamide, composti organici perfluorurati, aflatossine, prodotti per la protezione delle piante, nitrati e metalli pesanti. Alti livelli di arsenico, una delle prime sostanze chimiche ad essere riconosciuta come cancerogena, possono essere presenti come contaminanti naturali dell’acqua del terreno in aree specifiche di diversi Paesi europei. Inoltre, un certo numero di sostanze tossiche naturali, identificate in vari prodotti alimentari, devono essere controllate attentamente per prevenire un possibile impatto sulla salute dei consumatori. Per quanto riguarda la qualità dell’acqua, solo una parte relativamente piccola di cittadini europei soffre di devastante mancanza o scarsa qualità dell’acqua, come succede a persone di molte altre parti del mondo. Tuttavia, una proporzione considerevole della popolazione europea vive in Paesi che usano più del 20% delle loro risorse di acqua annuali, il che è indicativo di un forte stress idrico. La qualità dell’acqua potabile è tuttora fonte di preoccupazione in Europa, con contaminazioni significative da sali in Europa Centrale e più del 10% dei cittadini dell’UE potenzialmente esposti a contaminanti microbiologici e di altra natura che superano le massime concentrazioni ammissibili. La maggior parte della popolazione dell’UE è collegata a sistemi di distribuzione municipale che prevedono il trattamento dell’acqua e controlli di qualità. Tuttavia, in alcune aree rurali l’acqua potabile è estratta dal sottosuolo e generalmente consumata senza trattamenti. La contaminazione microbiologica di piccole fonti d’acqua è un problema e può esporre a significativi rischi per la salute, che sono spesso sottostimati. La maggior parte dei Paesi ha informazioni molto limitate sul numero delle fonti minori di approvvigionamento e sul numero di persone che se ne servono.

 

L’esposizione a diversi prodotti di largo consumo non alimentari può dar luogo ad effetti sulla salute, come le allergie, che possono essere molto difficili da identificare. Inoltre, la crescente produzione, il commercio e l’uso di prodotti dell’industria manifatturieraelettronica, cosmetici, abbigliamento, auto – è responsabile per la maggior parte dei flussi di sostanze chimiche nella società odierna, con una conseguente esposizione per le persone e per l’ambiente. Vi è preoccupazione crescente per gli effetti sull’ambiente e sulla salute del rilascio di sostanze chimiche dovuto a prodotti di largo consumo (come prodotti per la pulizia, prodotti per l’igiene personale, adesivi, vernici, bombolette spray, carta, tessuti e plastica). A causa della natura eterogenea dell’uso di questi prodotti, la sicurezza dei prodotti non alimentari è perseguita attraverso un ampia legislazione settoriale, che è completata dalla General Product Safety Directive e dal Rapid Alert System for non-Food Products (RAPEX). Nonostante ciò, sono ancora molti gli incidenti che coinvolgono prodotti non alimentari e/o servizi ai consumatori (es. servizi del turismo, dello sport e del tempo libero). Considerando il fatto che la maggior parte di questi danni avviene a casa o in centri di sport e benessere, e che molti di questi incidenti coinvolgono qualche tipo di prodotto, è evidente l’importanza di proteggere correttamente i consumatori dagli incidenti. I requisiti di sicurezza devono essere appropriati e messi in atto adeguatamente. Per ottenere questo obiettivo, sarebbe essenziale un efficace sistema di controllo e denuncia degli incidenti, in grado di identificare nel modo migliore possibile la natura del danno, del prodotto e/o servizio e delle circostanze dell’incidente.

 

È più difficile stimare e valutare le esposizioni simultanee a contaminanti specifici attraverso vie diverse (esposizioni multiple). Ad esempio, situazioni come i bagni, dove è possibile che si verifichino sia inalazioni di aerosol che ingestioni di acqua, oppure il fatto di vivere vicino a una discarica, che normalmente implica l’inalazione di gas e di piccolissime particelle disperse nell’aria e l’ingestione di particelle più grosse, così come il possibile contatto cutaneo con il suolo contaminato. L’esposizione umana simultanea ad una varietà di sostanze differenti può dar luogo ad effetti sulla salute sinergici ed antagonisti, che sono piuttosto comuni ma in genere molto difficili da valutare e misurare.