Progetto EUGLOREH
LO STATO DI SALUTE NELL’UNIONE EUROPEA:
VERSO UN’EUROPA PIÙ SANA

SINTESI DEI RISULTATI

9. SANITA’ PUBBLICA: POLITICHE E STRUMENTI DI CONTROLLO

9.1. Sviluppi istituzionali e delle politiche a livello dell’UE e degli Stati Membri.

«»

Link:  Normali Evidenziati

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

9.1. Sviluppi istituzionali e delle politiche a livello dell’UE e degli Stati Membri.

Fin dalla firma del Trattato di Roma il 25 marzo 1957, si è verificato a livello dell’UE e degli Stati Membri un certo numero di sviluppi istituzionali e delle politiche, che rende possibile oggi gestire meglio le crescenti sfide di salute e perseguire obiettivi più ambiziosi adottati nell’UE. Il mercato unico di beni, persone, servizi e capitali è stato un importante elemento motore di crescita economica e competitività. Anche se alcuni ostacoli devono ancora essere rimossi, ha creato occupazione e prosperità, ha ampliato le scelte dei consumatori ed ha aiutato i produttori europei ad affrontare la globalizzazione.

La protezione e la promozione della salute sono tradizionalmente una funzione tipica di ciascun Stato Membro dell’UE, e questo si verifica tuttora. Per lungo tempo, la salute pubblica non è stata formalmente parte delle principali politiche europee. Nel 1992 il Trattato di Maastricht ha incluso un articolo per “incoraggiare la cooperazione tra gli Stati Membri” e “se necessario, dare sostegno alle loro azioni” nella salute pubblica. Tuttavia, gli aspetti sanitari legali a livello comunitario apparivano frammentati in diverse sezioni del Trattato. La competenza sulla salute è stata rinforzata nel 1997 dal Trattato di Amsterdam, quando all’UE è stato richiesto di assicurare “un alto livello di protezione umana” nella “definizione e adozione di tutte le politiche e attività dell’Unione” e di lavorare con gli Stati Membri per migliorare la salute pubblica, prevenire le malattie ed “evitare fonti di pericolo per la salute pubblica” [Articolo 152 (1)]. Tuttavia, mentre l’emendamento di Amsterdam estendeva l’ambito delle politiche relative alla sanità pubblica, manteneva (con l’eccezione degli standard per organi e sostanze di origine umana, per sangue e derivati, e delle misure di protezione della salute pubblica nel campo veterinario e fitosanitario) il “principio di sussidiarietà” per la salute, che afferma che “è proibita l’armonizzazione della legislazione sulla Sanità Pubblica degli Stati Membri e che l’Unione continuerà a rispettare pienamente le responsabilità degli Stati Membri” per l’organizzazione e la fornitura dei propri servizi sanitari e dell’assistenza medica [Articolo 152 (4,5)]. Altri aspetti importanti di protezione della salute sono stati incorporati nella normativa sulla base di, o in combinazione con, altre disposizioni del Trattato, in relazione al movimento dei beni industriali (prodotti per la salute, tabacco) o alla Politica Agricola Comunitaria (sicurezza alimentare, salute di animali e piante).

Importanti sviluppi si sono realizzati negli ultimi decenni non solo a livello europeo, ma anche a livello nazionale. Mentre è chiaramente impossibile descrivere in questo Rapporto tutti gli sviluppi che si sono verificati begli Stati Membri, chi fosse interessato è invitato a consultare i documenti ad hoc e i molti Rapporti nazionali disponibili elencati nel portale della Sanità dell’UE. D’altra parte, vi sono già alcuni Rapporti europei che forniscono analisi su settori specifici a livello di Stati Membri. È il caso ad esempio del Joint Report del 2007 “su Protezione Sociale e Inclusione Sociale” che ha esaminato la prima serie di rapporti strategici nazionali che si interessavano in maniera integrata di politiche riguardanti l’inclusione sociale, pensioni, salute e cure a lungo termine1. L’anno 2007 ha anche segnato l’avvio di un nuovo periodo di programmazione per i Fondi Strutturali Europei (EFS). La maggior parte degli Stati Membri ha fatto sforzi significativi per usare i Fondi non solo per priorità di “crescita e occupazione”, ma anche per obiettivi sociali comuni. Il budget del Fondo Sociale Europeo per il periodo 2007-2013 prevede quasi 10 miliardi di euro per la priorità dell’inclusione sociale, cioè il 12,4% del totale. A parte questa allocazione diretta, altre attività degli EFS sosterranno l’inclusione di persone svantaggiate. Il Fondo di Sviluppo Regionale Europeo (ERDF) farà pure un investimento significativo, circa 17 miliardi di euro, in infrastrutture sociali (istruzione, salute, cura del bambino, case popolari). Gli Stati Membri stanno utilizzando gli EFS per complementare in maniera efficace fondi e attività nazionali, regionali e locali. Vi è anche un crescente interesse nella collaborazione tra Stati Membri e tra questi e gli organismi europei per quanto riguarda la consulenza scientifica indipendente su problemi sanitari transfrontalieri. In questo contesto, è stato istituito lo Science Advice Network for Health (EuSANH).