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S. Alfonso Maria de Liguori
Verità della Fede

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CAP. VI. Si prova l'esistenza di Dio dall'esistenza delle anime.

 

1. È certo che nel mondo vi sono uomini che hanno mente e ragione. Noi diciamo che l'uomo è composto di corpo materiale e d'anima spirituale; ma l'anima è quella sola che ha mente e ragione. I materialisti all'incontro dicono che tutto è materia, anima e corpo; perché così l'uno, come l'altra, son prodotti dalla materia. I capi di tal sistema sono stati Tommaso Hobbes e Benedetto Spinoza, le opinioni de' quali confuteremo appresso, particolarmente di essi parlando; ma qui, generalmente parlando, intendiamo dedurre per necessaria conseguenza che l'anima non può esser prodotta dalla materia. È certo l'assioma: Nemo dat quod


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non habet. Posto ciò, ecco l'argomento: l'anima ha mente che pensa: la materia non può aver mente; dunque l'anima non può esser prodotta dalla materia. Né vale qui opporre: ma Dio non è materia, eppure, come dite voi, la materia è stata creata da Dio. A ciò si risponde che intanto Iddio ha creata la materia, bench'egli sia puro spirito, in quanto egli come ente perfettissimo contiene in sé le perfezioni di tutte le creature; onde Iddio contiene in se stesso, non formalmente, ma eminentemente ogni sostanza di materia. Ma la materia non contiene in sé né formalmente, né eminentemente le sostanze spirituali; e perciò, se l'anima non ha potuto esser prodotta dalla materia, dunque vi ha da essere un ente spirituale creatore dell'anima, e questi è Dio. Quest'argomento delle anime spirituali è troppo convincente a dimostrare l'esistenza di Dio. Per negare a rispetto di questo capo l'esistenza di Dio, e che l'anima sia creata da Dio, si ha da dire o che l'anima è creata dal niente, o ch'è prodotta da una infinita serie di anime, l'una producente l'altra, senza esservi la prima: o pure che l'anima che pensa è prodotta da una sostanza non pensante, cioè dalla materia; ma tutte queste tre cose sono impossibili. Ma in quanto a quest'ultimo assurdo dicono i materialisti che ciò correrebbe, se la sostanza cogitante fosse diversa dalla materia; ma no, perché la materia, come dicono, anche può pensare. Resta dunque a noi l'obbligo di provare che il corpo, o sia la materia non può aver mente che pensi, e ciò proveremo in tutti i seguenti paragrafi.

 




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