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S. Alfonso Maria de Liguori
Verità della Fede

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CAP. VIII. Predizioni degli estremi dolori e delle ignominie con cui dovea morire il Messia.

 

5. Fu già troppo chiaramente da' profeti scritto che il Messia dovea morire per liberare gli uomini dalla morte eterna,


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e renderli immortali: De manu mortis (disse il Signore per Osea) liberabo eos; de morte redimam eos. Ero mors tua, o mors; morsus tuus ero, inferne1. Non potrebbe mai intendersi come Cristo avesse uccisa la morte, se non si fosse veduto un oggetto, in cui la morte fosse stata estinta, cioè se l'uomo, ch'era condannato alla morte eterna per la sua colpa, non avesse ricevuta la grazia dal Redentore di risorgere a vita immortale.

 

6. Ben anche lo stesso Messia predisse per bocca di Davide, come lo riferisce s. Paolo2. ch'egli dovea prender corpo umano e dar la vita per li peccati degli uomini: Hostiam et oblationem noluisti, corpus autem aptasti mihi. Holocaustomata pro peccato non tibi placuerunt. Tunc dixi: Ecce venio, in capite libri scriptum est de me, ut faciam Deus voluntatem tuam. Se dunque il Messia doveva esser sostituito alle vittime prescritte dalla legge, esso dovea esser la vittima da immolarsi, e spargere il sangue in vece degli animali, de' quali Iddio non più si compiaceva. E perciò il Verbo divino venne al mondo, e prese un corpo atto alle pene ed alla morte, per esser sacrificato per la salute degli uomini.

 




1 Os. 13. 14.

2 Hebr. 10. 5.




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