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S. Alfonso Maria de Liguori
Verità della Fede

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§. 3. Della venuta dello Spirito Santo.

 

12. Ecco che, compiendosi i giorni della Pentecoste, e trovandosi tutti uniti nel cenacolo quei santi discepoli colla madre di Dio, intesero il rumore come d'un gran vento, che riempì tutta la casa, ed apparvero molte lingue di fuoco sopra ciascuno di loro, e così furono tutti ripieni di Spirito santo: Factus est repente de coelo sonus, tanquam advenientis spiritus vehementis, et replevit totam domum ubi erant sedentes. Et apparuerunt illis dispertitae linguae tanquam ignis, seditque supra singulos eorum; et repleti sunt omnes Spiritu sancto, et coeperunt loqui variis linguis, prout Spiritus sanctus dabat eloqui illis2. Dispertitae linguae, volta il greco: linguae dissectae, cioè che spargeano varie fiammelle, le quali indicavano il dono della varietà de' linguaggi, conceduto agli apostoli per farsi intendere da tutte le nazioni. Questa profezia dello Spirito santo fu già ancor predetta da' profeti: Et erit post haec: Effundam spiritum meum super omnem carnem, et prophetabunt filii vestri etc.3. Lo stesso predisse Isaia: Effundam spiritum meum super semen tuum4. E ciò s. Pietro volle dichiarare agli ebrei: Sed hoc est, quod dictum est per prophetam Ioel: Et erit in novissimis diebus, dicit Dominus: Effundam de spiritu meo super omnem carnem etc.5.

 

13. Indi avendo gli apostoli secondo la promessa di Gesù Cristo ricevuto lo Spirito santo, escono subito a predicare il vangelo. Parlano in diverse lingue, e ben si fanno intendere dalla gente d'ogni nazione che trovavasi allora in Gerusalemme, e questo miracolo fa tutti stupire. Or questa fortezza degli apostoli in porsi a predicar la nuova legge in Gerusalemme in mezzo a' giudei loro nemici, fa ben conoscere la venuta dello Spirito santo sopra di loro e il battesimo di fuoco da essi ricevuto, e promesso loro già prima dal Battista: Ipse vos baptizabit in Spiritu sancto et igni6. Questo battesimo, come scrivono s. Girolamo e s. Cirillo, adempissi appunto nella Pentecoste, quando gli apostoli ricevettero lo Spirito santo. Essi predicarono in pubblico a vista di tutti, anche di coloro che aveano tramata la morte di Gesù Cristo. Né si astennero di dire che Gesù risuscitato era quel medesimo ch'eglino avean fatto morir crocifisso. Tutti allora conobbero la scienza che questi poveri pescatori aveano acquistata delle scritture. Ecco come s. Pietro parla con franchezza della profezia avverata di Gioele e della profezia di Davide, che Gesù dovea morire e risorgere: Nec dabis Sanctum tuum videre corruptionem7. Onde tutti, e gli stessi ebrei non poteano non ammirare tanta costanza e tanta scienza: Videntes autem Petri constantiam et Ioannis, comperto quod homines essent sine litteris et idiotae, admirabantur etc.8. In un sermone s. Pietro convertì tremila persone ed in un altro cinquemila9. E ciò in un popolo che ancor ritenea l'idea di Gesù Cristo come d'un infame malfattore. Ma come poterono avvenire conversionigrandi, quando Gesù medesimo predicando ne avea convertiti tanto pochi? Ma ciò ben era stato predetto dal Signore: Qui crediti in me, opera quae ego facto, et ipse faciet, et maiora horum faciet10. Si aggiunge che quei primi fedeli convertiti dagli apostoli, per seguire il loro esempio tutti si diedero ad una vita perfetta, vendendo anche i loro beni, come riferisce s. Luca11 non attendendo ad altro che al culto


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divino, all'orazione ed alla carità col prossimo: tutti effetti della grazia dello Spirito santo.

 

14. E così ebbe allora compimento e perfezione la legge, che non è più esteriore, come l'antica, la quale dimostrava gli obblighi dell'uomo, ma non gliene infondeva l'amore; ma è interiore che fa amare ciò che impone: Dabo legem meam, così già lo predisse Geremia1, in visceribus eorum, et in corde eorum scribam eam. E poi soggiunge: Et non docebit ultra vir proximum suum... dicens: cognosce Dominum: omnes enim cognoscent me2. Con ciò vuol dire il profeta, che anticamente i fedeli per sapere la legge doveano essere istruiti da' dottori, ma nella legge nuova ognuno nello stesso battesimo che riceve, riceve ancora una luce interna ed una pia affezione della volontà verso la legge, che fa amare la legge. È vero che anche è necessaria l'istruzione esterna de' pastori, altrimenti inutilmente sarebbero stati essi posti dal Signore nella sua chiesa; ma l'affezione interna è quella che opera, ed ottiene il frutto per mezzo della grazia divina. Dice s. Agostino che anticamente, perché mancava l'aiuto divino, la legge era una lettera che uccideva; ma oggi nella legge nuova lo Spirito santo fa che quel che prima stando scritto di fuori si facea temere, al presente stando scritto nel cuore si fa amare: Illa enim (lex) sine adiuvante Spiritu procul dubio est littera occidens; cum vero adest vivificans Spiritus, hoc ipsum intus conscriptum facit diligi, quod foris scriptum lex faciebat timere3. L'antico patto era figura del presente, e perciò dovette terminare quando fu scritto il nuovo, non in tabulis lapideis, scrive l'apostolo, sed in tabulis cordis carnalibus4.

 




2 Act. 2. 2. ad 4.

3 Ioel. 2. 28.

4 Isa. 44. 3.

5 Act. 2. 16.

6 Luc. 3. 16.

7 Ps. 15. 10.

8 Act. 4. 13.

9 Act. c. 2. v. 41. et c. 4. v. 4.

10 Ioan. 14. 12.

11 Act. 2. 44.

1 31. 33.

2 Ibid. v. 34.

3 S. Aug. de Spir. et lit. c. 19.

4 2. Cor. 3. 3.




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