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Premessa
1. La dottrina
della giustificazione ha avuto un’importanza fondamentale per la Riforma
luterana del XVI secolo. Essa l’ha considerata l’«articolo primo e
fondamentale»1 e, al tempo stesso, la dottrina
che «governa e giudica tutti gli altri aspetti della dottrina cristiana».2 Essa è stata
particolarmente sostenuta e difesa, nella sua accezione riformata e nel suo
valore particolare a fronte della teologia e della Chiesa cattolica romana del
tempo, le quali sostenevano e difendevano da parte loro una giustificazione
dagli accenti diversi. Dal punto di vista riformato, la giustificazione era il
fulcro attorno al quale si cristallizzavano tutte le polemiche. Gli scritti
confessionali luterani3 e il Concilio di Trento della Chiesa cattolica
emisero condanne dottrinali che sono valide ancora oggi e che hanno un effetto
di separazione tra le Chiese.
2. Per la
tradizione luterana, la giustificazione ha conservato tale particolare valore.
Per questo motivo essa ha assunto fin dall’inizio un posto importante anche nel
dialogo ufficiale luterano-cattolico.
3. Si rimanda, in
primo luogo, ai rapporti Il Vangelo e la Chiesa (1972) 4 e Chiesa
e giustificazione (1994) 5 della Commissione mista internazionale
cattolica-luterana, al rapporto Giustificazione per fede (1983)
6 della Commissione cattolica-luterana negli Stati Uniti e allo studio Lehrverurteilungen
- kirchentrennend ? (Le condanne dottrinali dividono ancora le Chiese ?)
(1986) 7 del Gruppo di Lavoro ecumenico composto da teologi protestanti
e cattolici in Germania. Alcuni di questi documenti di dialogo sono stati
oggetto di una ricezione ufficiale. Esempio importante, a questo riguardo, è la
ricezione delle conclusioni dello studio sulle condanne dottrinali del XVI
secolo. La Chiesa evangelica luterana unita della Germania, assieme ad altre
Chiese protestanti tedesche, ha redatto una presa di posizione su tale
documento alla quale è stato conferito il massimo riconoscimento ecclesiale
(1994). 8
4. Nella discussione
sulla giustificazione tutti i documenti di dialogo citati e le prese di
posizione ad essi relative mostrano in alto grado un orientamento comune e un
giudizio comune. È giunto quindi il momento di tracciare un bilancio e di
riassumere i risultati dei dialoghi sulla giustificazione per informare con la
necessaria precisione e concisione le nostre Chiese e permettere loro di
esprimersi in modo vincolante sull’argomento.
5. La presente
Dichiarazione congiunta ha precisamente tale scopo. Essa vuole mostrare che,
sulla base di questo dialogo, le Chiese luterane e la Chiesa cattolica9 che lo sottoscrivono sono ormai in grado di
enunciare una comprensione comune della nostra giustificazione operata dalla
grazia di Dio per mezzo della fede in Cristo. Questa Dichiarazione non contiene
tutto ciò che si insegna in ciascuna Chiesa sulla giustificazione ; tuttavia
essa esprime un consenso su verità fondamentali della dottrina della
giustificazione, mostrando come elaborazioni che permangono diverse non sono
più suscettibili di provocare condanne dottrinali.
6. La nostra
dichiarazione non è una presentazione nuova e autonoma che si aggiunge ai
rapporti di dialogo e ai documenti precedenti, né intende sostituirsi ad essi.
Come dimostra l’appendice sulle fonti, la presente Dichiarazione si riferisce
ai testi che l’hanno preceduta e agli argomenti ivi presentati.
7. Proprio come gli
stessi dialoghi, anche questa Dichiarazione congiunta si basa sulla convinzione
che il superamento delle condanne e delle questioni controverse non equivale a
prendere alla leggera separazioni e condanne, né equivale a sconfessare il
passato di ciascuna delle nostre Chiese. Essa è tuttavia convinta che affiorino
nella storia delle nostre Chiese modi nuovi di valutare e si producano
sviluppi, i quali non soltanto possono permettere, ma esigono che si
verifichino e vengano esaminate, sotto una nuova angolatura, le questioni che
dividono e le condanne.
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