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Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro - CEI
Le comunità crist. educano al soc. e al politico

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1. Il primato dell'evangelizzazione

Evangelizzare è il fine della Chiesa: dall'autocoscienza di Paolo di Tarso -- "Guai a me se non predicassi il Vangelo!" (1Cor 9,16) -- alle prospettive aperte dalla Redemptoris missio di Giovanni Paolo II corre un filo storico ininterrotto. La Chiesa esiste esattamente per questo 6. Nella Chiesa italiana tale coscienza ha ripreso vigore e chiarezza in questi ultimi decenni. Annunciare Gesù Cristo e la misericordia del Padre è il cuore del Vangelo da portare, con fiducia e con forza, agli uomini e alle donne del nostro tempo, nelle situazioni mutate, nei cambiamenti sempre più accelerati, nelle crisi e nelle potenzialità del nostro mondo. Le Chiese che sono in Italia hanno coscienza che questo è il loro compito essenziale e la loro occasione storica. In questi decenni, in un continuo rimando e arricchimento tra riflessione e prassi ecclesiale, sono andate delineandosi quelle che si potrebbero chiamare le leggi e i diversi ambiti della evangelizzazione 7.
Questa Nota vuole soffermarsi su uno di questi ambiti: la formazione all'impegno sociale e politico. È compito della Chiesa rivolgersi al sociale e al politico? Come le Chiese locali possono evangelizzare il sociale? Quali percorsi seguire perché il lievito evangelico possa permeare la società e il suo costruirsi nella storia d'oggi?





6 "La Chiesa lo sa. Essa ha una viva consapevolezza che la parola del Salvatore -- "Devo annunziare la buona novella del regno di Dio" (Lc 4,43) -- si applica in tutta verità a lei stessa. E volentieri aggiunge con san Paolo: "Per me evangelizzare non è un titolo di gloria, ma un dovere. Guai a me se non predicassi il Vangelo!" (1Cor 9,16). È con gioia e conforto che noi abbiamo inteso, al termine della grande assemblea dell'ottobre 1974, queste parole luminose: "Vogliamo nuovamente confermare che il mandato d'evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione essenziale della Chiesa" (Dichiarazione dei Padri sinodali 4), compito e missione che i vasti e profondi mutamenti della società attuale non rendono meno urgenti. Evangelizzare, infatti, è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare, vale a dire per predicare e insegnare, essere il canale del dono della grazia, riconciliare i peccatori con Dio, perpetuare il sacrificio del Cristo nella santa Messa che è il memoriale della sua morte e della sua gloriosa risurrezione" (Paolo VI, Esort. apost. Evangelii nuntiandi 14).




7 "Il nostro contributo più prezioso al bene del Paese non può essere altro che una nuova evangelizzazione, incentrata sul Vangelo della carità, che congiunge insieme la verità di Dio che è amore e la verità dell'uomo che è chiamato all'amore: una nuova evangelizzazione consapevolmente attenta alla cultura del nostro tempo, per aiutarla a liberarsi dei suoi limiti e a sprigionare le sue virtualità positive. È tempo di un nuovo incontro tra la fede e la cultura. Se la fede ha bisogno della cultura per essere vissuta in modo umano, la cultura ha bisogno della fede per esprimere la pienezza della vocazione dell'uomo" (Conferenza Episcopale Italiana, Nota pastorale Con il dono della carità dentro la storia 9).







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