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Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro - CEI
Le comunità crist. educano al soc. e al politico

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15. La "provocazione" dei poveri

I credenti sono chiamati a dare una testimonianza di fede nella concretezza delle situazioni della vita. La coerenza con i valori del Vangelo traspare nello stile delle loro relazioni con gli altri, nella capacità di servizio ai fratelli, nella difesa con tutti gli uomini di buona volontà dei diritti fondamentali dell'uomo, soprattutto dei più deboli e dei più poveri.
I poveri, infatti, rappresentano la "cifra" di un disagio sociale più ampio, che interpella la concezione della dignità umana, il senso della vita sociale e le scelte che preparano il futuro. Fare dei poveri i protagonisti, capaci di liberarsi dalle cause della loro situazione, rappresenta un'occasione di crescita per tutta la società verso una qualità della vita non più calcolata secondo parametri economicisti o utilitaristi, ma con i valori fondamentali della persona e del bene comune 32.
Tale prospettiva può ridare il senso del vivere sociale a tanti che oggi faticano a trovarlo e può fare di ogni condizione professionale, di lavoro e di impegno un luogo opportuno per dare un contributo prezioso al progresso del nostro Paese.





32 "L'amore preferenziale per i poveri si mostra come "un'opzione, o una forma speciale di primato nell'esercizio della carità cristiana, testimoniata da tutta la tradizione della Chiesa. Essa si riferisce alla vita di ciascun cristiano, in quanto imitatore della vita di Cristo, ma si applica ugualmente alle nostre responsabilità sociali e, perciò, al nostro vivere, alle decisioni da prendere coerentemente circa la proprietà e l'uso dei beni" (Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis 42). Senza questa solidarietà concreta, senza attenzione perseverante ai bisogni spirituali e materiali dei fratelli, non c'è vera e piena fede in Cristo. Anzi, come ci ammonisce l'apostolo Giacomo, senza condivisione con i poveri la religione può trasformarsi in un alibi o ridursi a semplice apparenza (cfr. Gc 1,27 - 2,13)" (Conferenza Episcopale Italiana, Doc. past. Evangelizzazione e testimonianza della carità 39).







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